- Articolo di:Giulio Migliorini
La grande orchestra sassone si esibisce al Filarmonico di Verona davanti al pubblico delle grandi occasioni in una sala gremita. Dopo la Sesta di Mahler, ascolto nella sera di mercoledì 9 settembre alle ore 20:30 un programma ottocentesco, che spazia amorosamente dal classicismo beethoveniano al tardo romanticismo e al simbolismo dell’ultimo quarto del secolo diciannovesimo. Tra il 1805 del quarto concerto beethoveniano e il 1905 della sesta sinfonia di Mahler (perfezionata poi fino al 1907), in due giorni la Sächsische Staatskapelle Dresden porta a Verona una magnifica regata, un centennio di musica e sentimenti.
Stupinigi, nelle mani di Vivian Maier
Fino al 12 gennaio 2020 la Palazzina di Caccia di Stupinigi ospita la mostra Vivian Maier – In her own hands, una raccolta di foto di un'artista il cui talento è emerso solo dopo la sua morte.
La mostra è organizzata dalla Associazione culturale Dreams, con il coordinamento operativo di Next Exhibition e racconta una storia incredibile, che parte nel 2007, quando John Maloof, figlio di un rigattiere, comprò ad un'asta un box colmo di oggetti, dentro cui c'erano i negativi e i rullini ancora da sviluppare di Vivian Maier, ufficialmente una bambinaia, che nel tempo libero catturava gente e angoli del mondo, diventando un'esponente di spicco della street photography.
La mostra presenta un centinaio di questi scatti, di cui 22 a colori, effettuati in città come New York, Chicago e Los Angeles, con un punto di vista acuto per ritrarre la strada, le persone, gli oggetti, senza distinzione di soggetto, perché Vivian Maier si confrontava con i poveracci e con i vip, stelle del cinema in testa.
Il percorso espositvo è diviso in cinque aree: la prima è self-portrait e presenta la fotografa alle prese con scatti di se stessa davanti a specchi e e vetrine. La seconda, Ritratti, presenta volti presi in giro, una donna di colore che aspetta l'autobus, un anziano eccentrico, un bimbo che mangia un gelato, due ragazzine che giocano, e tanti altri, ripresi anche nei viaggi che fece Vivian Maier, tra Canada, Sud America, Europa, Medio Oriente e Asia.
La terza sezione, Dettagli, si concentra su scarpe, mani, acconciature, tutte cose che comunque raccontano il mondo e la vita delle persone. La sezione delle città presenta cantieri di grattacieli, vie con negozi e ristoranti, teatri, cinema, il mondo dove la fotografa viveva e andava in giro in cerca di spunti.
Vivian Maier realizzò anche piccoli filmati, e questi trovano spazio nell'ultima sezione, con soggetti di vita quotidiana, fissi sul soggetto, per raccontare una storia. La mostra è completata dallo stesso modello di macchina fotografica usato da Vivian Maier.

