- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Stupinigi, nelle mani di Vivian Maier
Fino al 12 gennaio 2020 la Palazzina di Caccia di Stupinigi ospita la mostra Vivian Maier – In her own hands, una raccolta di foto di un'artista il cui talento è emerso solo dopo la sua morte.
La mostra è organizzata dalla Associazione culturale Dreams, con il coordinamento operativo di Next Exhibition e racconta una storia incredibile, che parte nel 2007, quando John Maloof, figlio di un rigattiere, comprò ad un'asta un box colmo di oggetti, dentro cui c'erano i negativi e i rullini ancora da sviluppare di Vivian Maier, ufficialmente una bambinaia, che nel tempo libero catturava gente e angoli del mondo, diventando un'esponente di spicco della street photography.
La mostra presenta un centinaio di questi scatti, di cui 22 a colori, effettuati in città come New York, Chicago e Los Angeles, con un punto di vista acuto per ritrarre la strada, le persone, gli oggetti, senza distinzione di soggetto, perché Vivian Maier si confrontava con i poveracci e con i vip, stelle del cinema in testa.
Il percorso espositvo è diviso in cinque aree: la prima è self-portrait e presenta la fotografa alle prese con scatti di se stessa davanti a specchi e e vetrine. La seconda, Ritratti, presenta volti presi in giro, una donna di colore che aspetta l'autobus, un anziano eccentrico, un bimbo che mangia un gelato, due ragazzine che giocano, e tanti altri, ripresi anche nei viaggi che fece Vivian Maier, tra Canada, Sud America, Europa, Medio Oriente e Asia.
La terza sezione, Dettagli, si concentra su scarpe, mani, acconciature, tutte cose che comunque raccontano il mondo e la vita delle persone. La sezione delle città presenta cantieri di grattacieli, vie con negozi e ristoranti, teatri, cinema, il mondo dove la fotografa viveva e andava in giro in cerca di spunti.
Vivian Maier realizzò anche piccoli filmati, e questi trovano spazio nell'ultima sezione, con soggetti di vita quotidiana, fissi sul soggetto, per raccontare una storia. La mostra è completata dallo stesso modello di macchina fotografica usato da Vivian Maier.



