- Articolo di:Daniela Puggioni
Il 7 agosto scorso Dido and Æneas, opera in tre atti di Henry Purcell, su libretto di Nahum Tate ha inaugurato, al Teatro Caio Melisso, l’80° stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto. Lo spettacolo del 7 agosto di cui scriviamo ha ottenuto una entusiastica accoglienza. L’opera, ha avuto un’anteprima giovedì 6 agosto alle ore 20.30 e sono previste repliche sabato 8 agosto alle 18.00 e domenica 9 agosto alle 17.00. Domenica 27 settembre alle 17.00 e lunedì 28 settembre alle 20.30 sarà ripresa al Teatro Comunale di Todi.
Il suono di una caduta. Una Sehnsucht magico-onirica
Germania pallida madre (Deutschland, bleiche Mutter, 1980) è un titolo che ci si è fissato nella testa come un chiodo per anni. La pellicola di Helma Sanders-Brahms, prodotta dall'allora DDR e ambientata nella Germania totalitaria degli anni '30, aveva un ché di umbratile, malinconico, struggente che ti restava appiccicato addosso. Proponendo forse una maggiore distanza emotiva tra i personaggi ma al contempo pure quelle sottili inquietudini che qui sembrano scandire l'inesorabile passaggio del tempo, il susseguirsi stesso delle differenti generazioni, un film come Il suono di una caduta (In die Sonne schauen, lett. "Guardando il sole") ci è parso rievocare tale “pallore”, una sorta di “Sehnsucht” espressa prevalentemente al femminile e rapportata a scelte formali tanto suggestive quanto penetranti.
Premio della Giuria a Cannes 2025 e selezionato poi quale candidato della Germania agli Oscar per il Miglior Film Straniero, il lungometraggio di Mascha Schilinski si muove rapsodicamente tra un'epoca l'altra, poggiando sguardi furtivi sulla vita di quattro giovani donne costrette ad affrontare una temperie politica di volta in volta diversa, ma più o meno nello stesso contesto spaziale, ovvero una fattoria nel nord della Germania; luogo, questo, destinato a vivere stagioni ripetitive, finanche depressive, come pure “accelerazioni” del divenire storico in grado di arrecare nuovi traumi e ferite profonde sia nel corpo che nella psiche.
I fronti non così lontani della Grande Guerra, la caduta del nazismo, la Germania divisa in due e una contemporaneità a tratti non meno avvilente, costituiscono una sorta di quinta teatrale, un'eco lontana della Storia in movimento, laddove le varie protagoniste vivono con un mix di rassegnazione e di latente rivolta gli eventi toccati loro in sorte: Alma è una bimba di inizio Novecento chiamata a testimoniare la sorte della sorella maggiore e del fratello, al quale in circostanze alquanto paradossali si è dovuta amputare una gamba; Erika, ipotetica discendente, è incuriosita ed attratta da quell'uomo menomato ormai adulto, mentre l'imminente arrivo dei russi spinge le donne del villaggio ad annegare attraversando il fiume, pur di non cadere nelle loro mani; durante gli anni Ottanta, quello stesso fiume è visto come passaggio verso un Occidente ritenuto più libero, allorché l'adolescente Angelika alla scoperta della propria sessualità diviene preda di uno zio a dir poco ambiguo e così scompare, presumibilmente fuggita tramite l'Elba verso una vita migliore. Infine, in tempi più vicini a noi, la fattoria assiste all'arrivo della malinconica Lenka con sua madre e la sorella minore, mentre i fantasmi del passato si intrecciano con le loro insicurezze.
Non sempre agevole da seguire, Il suono di una caduta alterna scorci di crudo realismo a momenti flebilmente orientati verso un “realismo magico” appena accennato, riempiendo i frequenti salti temporali di un'atmosfera sospesa, spiazzante, onirica, che anche in virtù degli ariosi movimenti di macchina e della splendida, cinerea fotografia rende decisamente attrattivo il lungometraggio di Mascha Schilinski, almeno agli occhi di quegli spettatori desiderosi di perdersi nei meandri del tempo.


