- Articolo di:Teo Orlando
Il concerto che la IUC ha ospitato martedì 31 marzo 2026 nell’Aula Magna della Sapienza, affidato a Veronika Eberle e Dénes Várjon, aveva un disegno programmatico di rara intelligenza: due rapsodie di Bartók, alternate a due sonate di Ludwig van Beethoven e di César Franck, con una disposizione quasi a "canone inverso": ossia, la prima rapsodia di Bartók viene posta all'inizio, a introdurre Beethoven, mentre la seconda a metà, come preludio simbolico a Franck. Simbolicamente, costituiscono, le quattro composizioni, una piccola storia del duo per violino e pianoforte fra Vienna, Budapest e Parigi: dalla Rapsodia n. 2 BB 96a SZ 89 di Bartók si passava alla Sonata op. 47 “A Kreutzer” di Beethoven; dopo l’intervallo, era il turmo della Rapsodia n. 1 BB 94a SZ 86 e della Sonata in la maggiore di César Franck.
Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto. La stagione dell'Abbraccio
Il 27 marzo scorso è stata presentata a Spoleto da Roberto Calai, Presidente del Teatro Lirico Sperimentale, ed Enrico Girardi, Direttore artistico Teatro Lirico Sperimentale, l’80a a Stagione lirica del Teatro Lirico Sperimentale, che si svolgerà dal 6 agosto al 28 settembre, in programma tre prime rappresentazioni assolute, quattro nuovi allestimenti e una serata liederistica.
Roberto Calai ha sottolineato che ottanta anni sono un notevole traguardo, ma non denotano vecchiaia, perché giovani sono i protagonisti per età e spirito, inoltre ha giustamente rivendicato che tutto ciò che viene proposto è frutto dell’ideazione e dell’appassionato lavoro di persone, in ogni ruolo, dello Sperimentale Enrico Girardi ha iniziato la conferenza stampa partendo dall’immagine della Stagione: L’Abbraccio, nato dal coinvolgimento dei detenuti della Casa di Reclusione di Spoleto, studenti del percorso di secondo livello artistico di scenografia teatrale e cinematografica dell’IIS Sansi-Leonardi-Volta, coordinati dai docenti Giorgio Flamini (Progettazione scenica teatrale e cinematografica), Maria Paola Buono (Laboratorio di scenografia), Monia Berti (Discipline pittoriche) e Roberta Visconti (Discipline plastiche).
È un’immagine, scelta tra le ottanta pervenute, significativa, espressiva di umanità e accoglienza, L’Abbraccio riannoda il filo rosso spezzato e si ricollega ai temi della Stagione. Abbiamo poi parlato con Giorgio Flamini, che ci ha descritto l’impegno suo e dei colleghi con i detenuti, che ultimamente è stato ostacolato dalle disposizioni dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro, non conformi alle indicazioni della Costituzione, che indica la detenzione come luogo di recupero umano e civile del detenuto.
Girardi ha anche sottolineato l’importanza dei Lied introdotti da Michelangelo Zurletti nella formazione dei cantanti, quest’anno il programma di Liederabend, la serata liederistica ospiterà una novità, l’esecuzione in prima assoluta della composizione per canto e pianoforte vincitrice del Concorso Fondazione Monini.
La Stagione è strutturata come sempre: un’opera barocca, un’opera nuova su commissione dello Sperimentale, un’opera del ‘900 e una del grande repertorio, non solo per offrire un panorama articolato, ma anche affinché i giovani interpreti possano capire quale repertorio sia meglio per loro. Un abbraccio spezzato è quello che ricorre nei primi tre titoli che verranno proposti a cominciare da Dido and Aeneas di Henry Purcell, su libretto di Nahum Tate, a Marco Angius è affidata la direzione musicale, la regia a Tommaso Amadio, le scene a Fabrizio Visconti, i costumi a Clelia De Angelis e le luci a Eva Bruno. Le tre parti musicali mancanti nel manoscritto originale dell’opera in base al libretto sono state affidate al compositore ternano Riccardo Panfili, che non imiterà lo stile di Purcell, ma ne darà una sua visione, queste saranno eseguite in prima rappresentazione assoluta. L’opera fu composta per giovani fanciulle di un collegio, l’ambientazione sarà in un collegio di oggi, un’idea condivisa con il regista Tommaso Amadio, che debutta allo Sperimentale.
Una promessa infranta è l’opera da camera commissionata a Federico Gardella su libretto di Cecilia Ligorio, anche la regista dello spettacolo, con le scene e le luci affidate ad Alberto Favretto e i costumi a Clelia De Angelis. "Una promessa infranta – spiega Gardella – è un’opera in un atto tratta dall’omonimo racconto di Lafcadio Hearn, scrittore irlandese, nato in Grecia e vissuto in Giappone, che si inscrive nell’antichissima tradizione delle storie giapponesi di fantasmi, i Kwaidan. L’amore perduto e poi ritrovato e poi di nuovo perduto, la paura, il senso di colpa, sono i sentimenti che agiscono sui personaggi, intrecciandoli inestricabilmente l’uno all’altro. Il mondo interiore, con il suo portato perturbante, rappresenta il luogo in cui questa vicenda accade e definisce il suono con cui proviamo a indagare gli abissi dell’umano".
Mimma Campanale, che torna a Spoleto per questa nuova produzione dirigerà l’opera: "Sono molto felice di tornare a Spoleto per dirigere una nuova prima esecuzione assoluta. Il Teatro Lirico Sperimentale ha sempre fatto della ricerca e valorizzazione di nuovi talenti la propria missione, esplorando i linguaggi inediti della musica nuova con sensibilità e coraggio. Lo scorso anno, con Nanof, l’altro, abbiamo sondato le tortuosità della patologia psichica; quest’anno il suono diventerà vettore di paura e tormento in una storia in cui alle tinte fosche del thriller psicologico farà da contrappunto la poeticità delle antiche tradizioni orientali".
Seguirà La cantatrice calva, l’ultima opera teatrale di Luciano Chailly composta su libretto di Eugène Ionesco, tratto dal suo celebre manifesto del Teatro dell’assurdo. Torna la collaborazione tra Marco Angius, per la direzione musicale, e Pier Luigi Pizzi per la regia, scene, costumi e luci. Angius ha dichiarato: “Sono felice di dirigere sia Dido and Aeneas di Henry Purcell con le inserzioni contemporanee di Panfili, sia di tornare a dirigere Luciano Chailly dopo il successo di Procedura penale nel 2024 con un capolavoro del Teatro dell’assurdo, La cantatrice calva. Sono anche felice di tornare a collaborare con Pier Luigi Pizzi con cui ho condiviso lo scorso anno le spericolate avventure del Trittico di Gino Negri.”
Da parte sua Pier Luigi Pizzi ha affermato:” Sono molto contento di tornare a Spoleto, sono contentio di aver condiviso il nono Abbiati con amici. La proposta de La cantatrice calva mi ha immediatamente stimolato perché c’è da divertirsi. Negli anni ‘60 la scoperta del Teatro dell’assurdo mi ha entusiasmato in particolare proprio La cantatrice calva, quello che è importante è che non è datata, l’umorismo è sempre validissimo, disincantato. C'è l’ironia ed è tutto quello che io amo nel teatro. Conosco solo sommariamente la partitura di Chailly ma sono sicuro che Marco Angius mi aiuterà a decifrare ogni nota e insieme faremo un lavoro straordinario. Ho in mente uno spettacolo logicamente senza alcuna logica. Sono sicuro che insieme ci divertiremo moltissimo.”
Concluderà il cartellone un nuovo allestimento dell'Elisir d’amore, melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti su libretto di Felice Romani, una produzione che poi sarà replicata nei principali teatri della regione: al Teatro Lyrick di Assisi, al Teatro Morlacchi di Perugia, al Teatro degli Illuminati di Città di Castello e e al Teatro Mancinelli di Orvieto.Tornerà sul podio Carlo Palleschi, direttore ternano che collabora da oltre quarant’anni con il teatro: "Nell'arco della mia lunga frequentazione con lo Sperimentale, ho avuto modo di curare l'esecuzione di numerosi capolavori, e in questa edizione avremo il piacere di riproporre una delle opere più amate dal pubblico: L'elisir d’amore. In questa partitura, la straordinaria vena creativa di Gaetano Donizetti si esprime con particolare felicità inventiva, costruendo un raffinato intreccio di inganni, desideri e speranze. (…) Ogni nota è un invito raffinato a riflettere sul potere dell’attesa, della maturazione e della trasformazione, spingendoci a credere nell’amore, anche quando appare irraggiungibile".
La regia, invece, sarà di Laura Cosso, che ha detto: "Sono veramente felice di tornare al Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto e, questa volta, per mettere in scena un capolavoro tra i più conosciuti e amati come L’elisir d’amore. Ciò che posso dire fin d’ora è che proprio un titolo di repertorio come L’elisir donizettiano, che si rappresenta di continuo e dovunque nel mondo, qui, nel contesto del Teatro Sperimentale di Spoleto, acquisterà anch’esso una connotazione “sperimentale”: proprio per il lavoro di gruppo coi giovani cantanti, per la passione e la generosità con cui ciascuno si mette in gioco, facendo crescere insieme il teatro.".Le scene saranno curate da Andrea Stanisci, i costumi da Clelia De Angelis e le luci da Eva Bruno.




