- Articolo di:Teo Orlando
Il concerto che la IUC ha ospitato martedì 31 marzo 2026 nell’Aula Magna della Sapienza, affidato a Veronika Eberle e Dénes Várjon, aveva un disegno programmatico di rara intelligenza: due rapsodie di Bartók, alternate a due sonate di Ludwig van Beethoven e di César Franck, con una disposizione quasi a "canone inverso": ossia, la prima rapsodia di Bartók viene posta all'inizio, a introdurre Beethoven, mentre la seconda a metà, come preludio simbolico a Franck. Simbolicamente, costituiscono, le quattro composizioni, una piccola storia del duo per violino e pianoforte fra Vienna, Budapest e Parigi: dalla Rapsodia n. 2 BB 96a SZ 89 di Bartók si passava alla Sonata op. 47 “A Kreutzer” di Beethoven; dopo l’intervallo, era il turmo della Rapsodia n. 1 BB 94a SZ 86 e della Sonata in la maggiore di César Franck.
Torino. Colori tra GAM e Castello di Rivoli
La GAM e il castello di Rivoli presentano, fino al 23 luglio prossimo, la mostra L'emozione dei colori nell'arte per raccontare come artisti dal Settecento in poi si sono confrontati con una materia che dava forma a sogni e creatività.
In mostra ci sono 130 opere di artisti di tutto il mondo che hanno indagato sull'utilizzo del colore nell'arte, attraverso narrazioni che si collegavano alla spiritualità, alla società, alla psicologia, tra figurativo e astrattismo, paesaggi e ritratti.
I quadri provengono da Musei internazionali come il Reina Sofia di Madrid, il Centre Georges Pompidou di Parigi, il Paul Klee Zentrum di Berna, la Tate Britain di Londra, la Art Gallery of New South Wales di Sidney, la Dia Art Foundation di New York, a testimoniare una vocazione non certo solo locale dei Musei torinesi. La mostra parte dagli studi di Isaac Newton sulle onde elettromagnetiche assorbite dai singoli colori e dalle teorie di Goethe che volevano i colori qualcosa di prodotto dalla mente, dando spazio ad entrambe le correnti con le opere di chi si rifece all'una o all'altra. Per molto tempo si diede ragione a Newton, ora anche la teoria di Goethe ha sostenitori e prove a supporto.
In mostra ci sono opere di Turner, Manet (grande assente della primavera torinese, con la mostra dell'Orsay migrata a Milano), Pellizza da Volpedo, Annie Besant, Lea Porsager, Kandinsky, Munch, Matisse, Balla, Paul Klee, Atsudo Tanaka, Lucio Fontana, Liu Wei e tanti altri.
Un percorso quindi unico che unisce ancora di più due delle più importanti realtà europee legate all'arte contemporanea vista con un sospiro internazionale e non solo limitata al mondo occidentale.




