- Articolo di:Teo Orlando
Il concerto che la IUC ha ospitato martedì 31 marzo 2026 nell’Aula Magna della Sapienza, affidato a Veronika Eberle e Dénes Várjon, aveva un disegno programmatico di rara intelligenza: due rapsodie di Bartók, alternate a due sonate di Ludwig van Beethoven e di César Franck, con una disposizione quasi a "canone inverso": ossia, la prima rapsodia di Bartók viene posta all'inizio, a introdurre Beethoven, mentre la seconda a metà, come preludio simbolico a Franck. Simbolicamente, costituiscono, le quattro composizioni, una piccola storia del duo per violino e pianoforte fra Vienna, Budapest e Parigi: dalla Rapsodia n. 2 BB 96a SZ 89 di Bartók si passava alla Sonata op. 47 “A Kreutzer” di Beethoven; dopo l’intervallo, era il turmo della Rapsodia n. 1 BB 94a SZ 86 e della Sonata in la maggiore di César Franck.
Torino. Le facce e le emozioni al Museo del cinema
Fino al 6 gennaio 2020 il Museo Nazionale del Cinema di Torino ospita la mostra #FacceEmozioni. 1500-2020: dalla fisiognomica agli emoji. Il percorso, curato da Donata Pesenti Campagnoni e Simone Arcagni, parte dalla prestigiosa collezione del Museo e racconta gli ultimi 5 secoli di storia di questa pseudoscienza, ricordando ancora una volta come il volto sia il più importante luogo di espressione dell'anima dell'essere umano.
La mostra prova a riprendere un discorso antico, che parte da Aristotele, per trovare nei tratti del volto, compresa la sintesi grafica degli emoji, i riscontri dei caratteri e delle emozioni delle persone.
Tutto questo avviene attraverso le 180 opere in mostra, che includono 82 riproduzioni fotografiche, 55 opere originali (dagli elmi e volumi del Cinquecento alle installazioni di artisti contemporanei), 43 tavole tratte dalla collezione di fisiognomica del Museo, 42 montaggi, 4 app e 8 installazioni.
Il percorso di visita si concentra sulle arti performative e si interseca con arte, scienza, tecnologia e comunicazione, si parte dall'Aula del Tempio e poi si va su per la Rampa Elicoidale, scoprendo i cataloghi di Giovan Battista Della Porta e Johann Caspar Lavater, lo studio dei volti del primo pittore del Re Sole, Charles Le Brun, i vetri per lanterna magica, i manuali per l’attore - di teatro prima e di cinema poi -, la tecnica del morphing, i più avanzati software di face tracking, le opere di artisti contemporanei che esplorano volto e emozioni.
Dopo l'estate, dal 25 settembre si aprirà una sezione specifica dedicata a Cesare Lombroso e al suo pensiero nel piano dedicato all'Archeologia del cinema, intitolata I 10000 volti di Lombroso, con fotografie appartenenti al fondo fotografico dell’Archivio del Museo di Antropologia criminale Cesare Lombroso dell’Università di Torino.
Inoltre, in parallelo, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo presenta nella propria sede, fino al 29 settembre 2019, la mostra personale di Paolo Cirio Exposed, in cui l'autore indaga le strutture di potere che caratterizzano la nostra epoca, attraverso i media, la rete, i social network, tramite l'hackeraggio dei dati, finalizzato a rivelare i meccanismi più o meno nascosti, ma spesso ignorati, tramite cui ognuno di noi è perennemente controllato, studiato, catalogato.




