- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Torino a Palazzo Madama è di scena Andrea Mantegna
Fino al 4 maggio 2020 Palazzo Madama a Torino ospita una grande mostra che vede protagonista Andrea Mantegna, vissuto tra il 1431 e il 1506, uno dei più grandi artisti del Rinascimento italiano, capace di coniugare nelle sue opere la passione per l'antichità classica, un uso nuovo della prospettiva e un grande realismo nella rappresentazione della figura umana.
Vissuto a Padova prima e a Mantova poi alla corte dei Gonzaga, ispirò l'avvento di un nuovo modo di fare arte nella pianura padana: in mostra rivive il percorso artistico dell'artista, dagli esordi giovanili alla consacrazione come pittore di corte, in vari momenti della sua vita e della sua creazione.
Andrea Mantegna si ispirò alle opere di Donatello, di Jacopo Bellini e i suoi figli, ma anche alle novità che arrivavano da Firenze e dal mondo fiammingo, oltre che alla scultura antica. In mostra si parla in particolare del suo ruolo di artista di corte a Mantova e di come definì la fitta rete di relazioni e amicizie con altri artisti, scrittori e studiosi.
Il percorso espositivo si svolge al piano nobile di Palazzo Madama, nell'area barocca, ma è preceduto, nella Corte medievale al piano terra, da una serie di proiezioni multimediali, con le opere che non è possibile trasportare da dove si trovano, come la Cappella Ovetari di Padova, la celeberrima Camera degli Sposi, il grande ciclo all’antica dei Trionfi di Cesare e il Cristo morto della Pinacoteca di Brera.
Accanto alle opere di Mantegna si possono ammirare anche quelle di altri artisti della sua epoca e generazione, come Donatello, Antonello da Messina, Pisanello, Paolo Uccello, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Ercole de’ Roberti, Pier Jacopo Alari Bonacolsi detto l’Antico e Correggio, ma anche sculture antiche e moderne, dettagli di architettura, bronzetti, medaglie, lettere e volumi miniati e a stampa.
La mostra ha un respiro internazionale, finalmente di nuovo sotto la Mole, e le opere vengono da importanti Musei italiani e stranieri, come il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée du Louvre e il Musée Jacquemart André di Parigi, il Metropolitan Museum di New York, il Cincinnati Art Museum, il Liechtenstein Museum di Vienna, lo Staatliche Museum di Berlino, oltre a prestiti di numerose collezioni italiane, tra cui le Gallerie degli Uffizi, la Pinacoteca Civica del Castello Sforzesco, il Museo Poldi Pezzoli di Milano, l’Accademia Carrara di Bergamo, il Museo Antoniano e i Musei civici di Padova, la Fondazione Cini e le Gallerie dell’Accademia di Venezia, il Museo di Capodimonte di Napoli, i Musei Civici di Pavia, la Galleria Sabauda e il Museo di Antichità di Torino, i Musei Civici, il Seminario Arcivescovile e la Basilica di Sant’Andrea a Mantova.



