- Articolo di:Giulio Migliorini
Al Teatro alla Scala di Milano nel mese di febbraio la stagione d’opera 2025 - 2026 ha raggiunto il suo secondo titolo: Götterdämmerung, terza giornata dell’Anello del Nibelungo in un prologo e tre atti, libretto e musica di Richard Wagner, viene messa in scena per un totale di cinque rappresentazioni tra il 1° e il 17 febbraio, con direzione d’orchestra di Alexander Soddy e Simone Young, regia di David McVicar.
A tutto Paganini. La Dynamic riscopre il demoniaco violinista
Ci si può legittimamente chiedere da dove venga questo precipuo interesse della casa discografica genovese Dynamic verso Niccolò Paganini, il principe assoluto del violino. Non si tratta infatti solo di una cittadinanza in comune, ma il fatto è che il consulente artistico del prestigioso label, Danilo Prefumo, è il più accreditato musicologo paganiniano italiano (suoi preziosi studi sono stati tradotti anche in inglese).
Spiegato così l’arcano (ma era poi un segreto di Pulcinella), eccoci ad apprezzare ben quattro uscite tutte dedicate al “capriccioso” violinista in odore di demoniaco. Due concludono l’integrale (5 cd) dei piacevolissimi quindici Quartetti per archi e chitarra composti a partire dal 1813 (nell’ordine 3,6,8,11,12 e 13) affidati all’estro del Paganini Ensemble di Vienna fondato nel 2019 (Mario Hossein violino, Marta Polulska viola, Liliana Lehayoiva violoncello e l’austriaco Alexander Swete chitarra).
Si tratta sempre di proposte alternative e non scontate, sia quelle che rammentano la passione di Paganini per la chitarra (pagine di intrattenimento ma gradevolissime), sia rarità anche in prima registrazione moderna affidate all’estro del virtuoso violinista Luca Fanfoni con i Musici di Parma (oltre alla Sonata a preghiera del 1819 su tema del Mosè rossiniano quella a Maria Luisa d’Austria, quattro pirotecnici studi e quattro romantici notturni). E per finire le Variazioni a violino solo su Nel cor più non mi sento di Paisiello da La bella molinara. La proposta più originale e “curiosa” rimane però la sequela dei celeberrimi 24 Capricci per violino solo eseguiti però al mandolino dal ventiseienne virtuoso israeliano Dor Gidon Amran. Una scorpacciata paganiniana.


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