- Articolo di:Giulio Migliorini
La grande orchestra sassone si esibisce al Filarmonico di Verona davanti al pubblico delle grandi occasioni in una sala gremita. Dopo la Sesta di Mahler, ascolto nella sera di mercoledì 9 settembre alle ore 20:30 un programma ottocentesco, che spazia amorosamente dal classicismo beethoveniano al tardo romanticismo e al simbolismo dell’ultimo quarto del secolo diciannovesimo. Tra il 1805 del quarto concerto beethoveniano e il 1905 della sesta sinfonia di Mahler (perfezionata poi fino al 1907), in due giorni la Sächsische Staatskapelle Dresden porta a Verona una magnifica regata, un centennio di musica e sentimenti.
Verona Opera Festival. Il lancinante syrtaki di Zorba
Nell'antico parterre del Teatro Romano di Verona, ricco di suggestioni, per l'ultima volta in programmazione, il balletto con cui Lorca Massine seguì, per celebrità, le orme del padre Leonid: Zorba il Greco, su musiche di Mikis Theodorakis, ha visto due eccezionali ballerini interpretare Zorba e John, in questo doppio cast, del tutto eccezionale, per il 25 e 26 agosto.
Il balletto e la trama di Zorba il Greco affondano le loro radici nella storia della Grecia e delle sue tradizioni, soprattutto coreutiche, dando avvio celebrativo ad una danza come il syrtaki, oggi da tutti riconosciuta come emblema ellenico. La danza del syrtaki, coreografata nel film da Giorgios Provias, unisce due parole greche per dei passi di danza energetici e a saltallo, syrtos e pidiktos. Il brano musicale di Theodorakis è stato ispirato dal rebetiko, una danza popolare dei primi del '900.
La coreografia nasce come spettacolo per l'Arena di Verona nel 1988 con il talentuoso coreografo Lorca Massine, figlio enfant prodige del Maestro Leonid Leonidovič Mjasin francesizzato come Massine, coreografo russo della squadra dei Ballets Russes di Diaghilev, nota compagnia che ha fatto conoscere a Parigi ai primi del Novecento Vaclav Nijinskij come ballerino e Igor Strawinskij come compositore de Le sacre du printemps, solo per fare due nomi. Trovate all'interno di Gothic Network i Ballets Russes proposti al completo all'Opera di Roma nel 2009 in queste pagine. A Verona è stato grazie a due ballerini come Vladimir Vasiliev (russo) e Gheorghe Iancu (rumeno) che è nato il balletto di Massine sulle trascinanti musiche di Mikis Theodorakis, già colonna sonora del film ominimo del 1964 con Anthony Quinn, tratto a sua volta dal romanzo omonimo di Nikos Kazantzakis del 1946.
Il balletto in due atti narra della spontanea amicizia tra Zorba ed uno straniero di nome John che si innamora della giovane vedova Marina, di cui è innamorato però anche il greco Manolios, che riesce a mettere contro di lei e John tutta la popolazione locale, che si sente defraudata dalla partecipazione dello straniero alle usanze locali, in primis la danza, e dal "rapimento amoroso" della donna, che ricambia il sentimento di John. Una storia drammatica in cui l'euforia ed il vitalismo di Zorba e della danza che insegna a John farà da traino per tutti, anche per la storia d'amore di Zorba e Hortense, una diva al tramonto cui Zorba regala un ultimo afflato amoroso.
I due ballerini principali, incantatori del pubblico, sono Davide Buffone, primo ballerino del Teatro Nazionale Sloveno di Maribor nel ruolo di Zorba e Alessandro Casà, primo ballerino del Teatro Massimo di Palermo in quello di John, lo straniero. I due hanno mostrato un affiatamento assoluto ed una attorialità perfettamente condivisa col pubblico, con cui sembravano parlare, soprattutto nei tre bis finali acclamati con ripetuti applausi e mani a tempo con il syrtaki finale.
La bionda Marina interpretata dalla prima ballerina al Teatro alla Scala Virna Toppi, è drammatica e sensuale allo stesso tempo: ruolo difficile anche come attrice per dare voce al tormento di non poter amare John perchè "pretesa" dal greco Manolios, quest'ultimo interpretato dal bravo Nicola Del Freo, primo ballerino del Teatro alla Scala. Madame Hortense, diva al tramonto vestita di piume e trucco carico da inizio Novecento è la brava Beatrice Carbone, che si fa carico di una donna aldilà degli anni da palcoscenico, che compassionevoli conosolano Zorba e John, e cui Zorba offre un vibrante slancio amoroso. Tutti i primi ballerini sono stati in sintonia perfetta con il Ballo di Fondazione Arena, che è stato coordinato da Gaetano Petrosino con la collaborazione della coreografa Anna Kryszkow, nonchè supervisionato da Lorca Massine stesso. Le evenescenti luci co in fondo la luna sono a firma di Sergio Toffali, mentre le scene a doppio livello di Filippo Tonon.
I tre bis della danza finale di Zorba con il pubblico in delirio hanno suggellato un finale che ha fatto salire sul palco il coreografo Lorca Massine in persona a festeggiare questo successo epocale dell'Arena e della sua eccezionale produzione.
Nel prossimo anno vi sarà un nuovo allestimento del balletto Romeo e Giulietta con le musiche suggestive di Sergej Prokofiev.

