- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Verona Teatro Romano. Ute Lemper canta Neruda
Con il concerto di Ute Lemper in prima nazionale si è chiuso il Festival Rumors al Teatro Romano di Verona lo scorso 21 giugno. Nonostante la clemenza del tempo e la proposta di assoluta valenza artistica, il Festival “Rumors – illazioni vocali” non ha goduto dell’affluenza di quel pubblico che certamente avrebbe meritato.
Ciò non toglie che gli spettacoli proposti siano stati di grande livello, a cominciare dalla prima serata Fadini/Salce e il Teatro degli Orrori; con il trio Fresu, Youssef & Aarset nella seconda ed infine con il bellissimo concerto di quella che viene considerata come l’ultima grande chansonnière della tradizione.
Ute Lemper si è presentata sul palco vestita di rosso, esibendo tutto il suo fascino , accompagnata da una piccola band di cinque elementi, strutturata come un ensemble di tango. Lo show era iniziato con l’interpretazione delle canzoni che fanno parte del suo prossimo disco: “Ute Lemper Sings the love poems of Pablo Neruda”, ideato e musicata da lei stessa, dove l’artista ha mostrato qualche limite nel canto in lingua spagnola, svettando in tutto il suo valore nelle versioni in inglese.
Sembrava quasi che fosse costretta ad indossare un vestito non suo, imbrigliata dalle parole del testo spagnolo e dalla musica. Poi nella seconda parte, quasi inventata sul momento, quando sembrava che lo spettacolo fosse finito, con l’invito rivolto agli spettatori: “Perché non andate a farvi un drink?”, ecco la metamorfosi. Tornata sul palco con un abito nero, sembrava trasformata, rivelando l’essenza della vera Ute Lemper. Ed ecco le canzoni di Weill-Brecht e di Brel, nella traccia che dà il titolo al musical Cabaret e in “…Einen Koffer in Berlin”. Quella sua voce tra il rauco e il suadente, come quando ha cantato “Ne me quitte pas”, da brivido, lasciando nell’aria voci e ricordi di altri tempi e di altre emozioni.
Uno spettacolo di alta classe, una Ute Lemper sempre di livello eccezionale, un pubblico estasiato dalla sua voce e dai suoi movimenti, una serata di profondo impatto emotivo. Purtroppo, ancora una volta, bisogna dire che le cose belle non sono per tutti.



