- Articolo di:Daniela Puggioni
Il 7 agosto scorso Dido and Æneas, opera in tre atti di Henry Purcell, su libretto di Nahum Tate ha inaugurato, al Teatro Caio Melisso, l’80° stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto. Lo spettacolo del 7 agosto di cui scriviamo ha ottenuto una entusiastica accoglienza. L’opera, ha avuto un’anteprima giovedì 6 agosto alle ore 20.30 e sono previste repliche sabato 8 agosto alle 18.00 e domenica 9 agosto alle 17.00. Domenica 27 settembre alle 17.00 e lunedì 28 settembre alle 20.30 sarà ripresa al Teatro Comunale di Todi.
Virtuoso & Belcanto Festival. Il magistero di Sardelli e l’entusiasmo dei giovani
A Lucca, il Virtuoso & Belcanto Festival giunto all’undicesima edizione permette a giovani di diverse nazionalità di dialogare facendo musica insieme e di approfondire la formazione attraverso corsi tenuti da docenti di alto livello. Riccardo Cecchetti, ideatore e direttore del festival dedicato alla musica classica e contemporanea, ha pensato di inserire una masterclass dedicata alla musica barocca. Così è nato il Progetto Lulli, che è al secondo anno di svolgimento, ideato e diretto da Federico Maria Sardelli e da Samuele Lastrucci, si è svolto dal 18 al 26 luglio e si avvale della collaborazione con l’Istituto Giovanni Battista Lulli, il consolato francese, l’Institut français de Florence e il Centre de Musique Baroque de Versailles.
L’Istituto Giovanni Battista Lulli è stato fondato ed è diretto da Federico Maria Sardelli e da Samuele Lastrucci, allo scopo non solo di far conoscere questo straordinario musicista troppo ignorato nella programmazione musicale italiana, ma anche ma anche la prassi esecutiva per interpretarlo. Lulli, Sardelli usa il suo cognome italiano proprio perché il progetto è rivolto alla conoscenza in Italia di questo sommo artista fiorentino, che fu il creatore della tragédie en musique o tragédie lyrique, cioè dell’opera francese e influenzò non solo tutta la musica francese sino alla rivoluzione, ma anche musicisti come Bach e Händel.
Il programma del concerto finale del Progetto Lulli è stato cambiato doveva essere eseguito Le Ballet royal de la La naissance de Vénus, ma, come annunciato all’inizio del concerto dallo stesso Sardelli, il numero degli iscritti al corso era insufficiente. Il concerto, che si è svolto nello splendido atrio di Palazzo Pfanner è stato diviso in due parti, la prima è stata dedicata alla musica sacra diretta Samuele Lastrucci, che Sardelli ha amichevolmente definito un suo discepolo, nella seconda Sardelli ha diretto La Grotte de Versailles Églogue en musique sur un texte de Philippe Quinault LWV 39.
L'abate e poeta Pierre Perrin (1620-1675) ci ha lasciato la testimonianza che il mottetto seicentesco francese, in particolare il grand-motet, caratterizzò la produzione sacra, poiché composto per la Chapelle Royale, luogo di potere e di prestigio della corte. Anche le petit motet per poche voci e basso continuo era destinato alla Chapelle Royale e in genere era destinato al momento dell’Elevazione, mentre il Domine salvum fac regem concludeva la messa, a cui assisteva ogni mattina Luigi XIV.
Anche nella musica sacra Lulli ebbe un ruolo di primo piano, nei mottetti proposti si sente l’influsso di Giacomo Carissimi (1605 – 1674). I petit motet a tre voci con il basso continuo, sono stati eseguiti con le parti di soprano (dessus) raddoppiate, mentre il basso continuo era formato da clavicembalo tiorba e due violoncelli al posto delle viole da gamba. I mottetti sono stati preceduti da un fuori programma, un mottetto di un autore successivo, Joseph Bodin de Boismortier (1689 – 1755) con al flauto traverso obbligato, Sardelli, Valeria La Grotta, soprano, e diretto da Lastrucci, l'esecuzione è stata interessante perché è stato un confronto tra lo stile di Lulli e quello successivo, ma a lui ispirato. Samuele Lastrucci ha ben diretto cantanti e strumentisti dando espressione alla musica e al testo.
Nella seconda parte diretta da Sardelli c’è stato un altro fuori programma, Valeria La Grotta ha cantato l’aria italiana da Le Bourgeois gentilhomme Comédie-ballet (1670), una scelta per rimarcare la profonda differenza tra l’aria italiana, ricca di abbellimenti con le ripetizioni, e le air francesi brevi e senza abbellimenti. Il pubblico francese, infatti, non amava lo stile italiano in quanto dava preponderanza alla comprensibilità delle parole sulla musica e amava il teatro di Pierre Corneille (1606 – 1684) e Jean Racine (1639 – 1699).
La grande innovazione di Lulli nella tragédie en musique fu la creazione di un recitativo in versi alessandrini che imitava la declamazione enfatica delle tragedie e si legava musicalmente alle brevi arie successive. Però prima di della composizione delle tragédie en musique ci fu un lungo periodo creativo di formazione in cui Lulli danzatore, cantante e attore, collaborò con Molière (1622 – 1673) e con il coreografo Pierre II Beauchamp (1631 – 1705) nelle comédie-ballet. Luigi XIV, infatti amava danzare e insieme ai cortigiani si univa ai professionisti e ne era interprete, così soddisfaceva il suo piacere e che la sua bravura fosse ammirata, ma anche di essere esaltato per le sue azioni di re, in quanto egli stesso sceglieva gli argomenti dei balletti, che in forma allegorica celebravano le sue imprese. Solo quando cessò di danzare Lulli cominciò a comporre le tragédie en musique.
Nella seconda parte Sardelli ha diretto La Grotte de Versailles Egloga in musica, eseguita a corte nel 1668, fu la prima collaborazione tra Quinault e Lulli. Si ispirò alla Grotta di Teti, costruita nel 1665/66, le cui pareti erano ricoperte di conchiglie, ciottoli e pietre colorate, e che la progettista di fontane Francine aveva dotato di un organo idraulico e di giochi d'acqua. È una piccola opera lirica, con una ouverture iniziale in stile francese, air e pezzi di insieme. Il tema dell'opera è pastorale, il libretto fa riferimento alla grotta nel canto di Dafni, le arie degli Echi alla fine dell'opera sono molto originali e certamente ispirate dalla risonanza che una struttura come la Grotta di Teti poteva offrire.
Sardelli ha guidato con soave fermezza cantanti e strumentisti, i giovani allievi hanno efficacemente interpretato i loro ruoli, mostrando di avere pienamente recepito le lezioni e indicazioni del Maestro, che si unito all’orchestra negli interventi col flauto traverso, Tra gli interpreti ricordiamo Valeria La Grotta per la padronanza di stili diversi, la precisione e la limpida voce sopranile e Maria Clara Maiztegui, soprano, espressiva e dalla voce cristallina.
Grandi ovazioni hanno accolto tutti gli interpreti alla fine del concerto.
I giovani che partecipano ai corsi si esibiscono i brevi concerti in diversi luoghi. Abbiamo anche ascoltato un interessante concerto pomeridiano del giovane pianista Ruben Micieli nell’atrio di Palazzo Pfanner. La prima parte è stata dedicata ad Adolfo Fumagalli (1828-1856) con composizioni ispirate a brani famosi di opere, che all’epoca erano molto apprezzati dal pubblico. La seconda parte è stata imperniata su composizioni di Chopin: la Ballata n.1 op. 23, Trois Nouvelles études B 130 e la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35. Nelle sue interpretazioni Micieli ha messo in luce la cantabilità e il respiro delle melodiche frasi musicali e le parti introspettive e meditative delle composizioni chopiniane, mostrando una grande sicurezza espressiva. I grandi applausi alla fine di ogni brano e al termine del concerto lo hanno convinto suonare come bis sempre di Chopin la mazurka op.24 n.1.


