Virtuoso & Belcanto Festival. Il magistero di Sardelli e l’entusiasmo dei giovani

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Virtuoso & Belcanto Festival

A Lucca, il Virtuoso & Belcanto Festival giunto all’undicesima edizione permette a giovani di diverse nazionalità di dialogare facendo musica insieme e di approfondire la formazione attraverso corsi tenuti da docenti di alto livello. Riccardo Cecchetti, ideatore e direttore del festival dedicato alla musica classica e contemporanea, ha pensato di inserire una masterclass dedicata alla musica barocca. Così è nato il Progetto Lulli, che è al secondo anno di svolgimento, ideato e diretto da Federico Maria Sardelli e da Samuele Lastrucci, si è svolto dal 18 al 26 luglio e si avvale della collaborazione con l’Istituto Giovanni Battista Lulli, il consolato francese, l’Institut français de Florence e il Centre de Musique Baroque de Versailles.

L’Istituto Giovanni Battista Lulli è stato fondato ed è diretto da Federico Maria Sardelli e da Samuele Lastrucci, allo scopo non solo di far conoscere questo straordinario musicista troppo ignorato nella programmazione musicale italiana, ma anche ma anche la prassi esecutiva per interpretarlo. Lulli, Sardelli usa il suo cognome italiano proprio perché il progetto è rivolto alla conoscenza in Italia di questo sommo artista fiorentino, che fu il creatore della tragédie en musique o tragédie lyrique, cioè dell’opera francese e influenzò non solo tutta la musica francese sino alla rivoluzione, ma anche musicisti come Bach e Händel.

Il programma del concerto finale del Progetto Lulli è stato cambiato doveva essere eseguito Le Ballet royal de la La naissance de Vénus, ma, come annunciato all’inizio del concerto dallo stesso Sardelli, il numero degli iscritti al corso era insufficiente. Il concerto, che si è svolto nello splendido atrio di Palazzo Pfanner è stato diviso in due parti, la prima è stata dedicata alla musica sacra diretta Samuele Lastrucci, che Sardelli ha amichevolmente definito un suo discepolo, nella seconda Sardelli ha diretto La Grotte de Versailles Églogue en musique sur un texte de Philippe Quinault LWV 39.

L'abate e poeta Pierre Perrin (1620-1675) ci ha lasciato la testimonianza che il mottetto seicentesco francese, in particolare il grand-motet, caratterizzò la produzione sacra, poiché composto per la Chapelle Royale, luogo di potere e di prestigio della corte. Anche le petit motet per poche voci e basso continuo era destinato alla Chapelle Royale e in genere era destinato al momento dell’Elevazione, mentre il Domine salvum fac regem concludeva la messa, a cui assisteva ogni mattina Luigi XIV.

Anche nella musica sacra Lulli ebbe un ruolo di primo piano, nei mottetti proposti si sente l’influsso di Giacomo Carissimi (1605 – 1674).  I petit motet a tre voci con il basso continuo, sono stati eseguiti con le parti di soprano (dessus) raddoppiate, mentre il basso continuo era formato da clavicembalo tiorba e due violoncelli al posto delle viole da gamba. I mottetti sono stati preceduti da un fuori programma, un mottetto di un autore successivo, Joseph Bodin de Boismortier (1689 – 1755) con al flauto traverso obbligato, Sardelli, Valeria La Grotta, soprano, e diretto da Lastrucci, l'esecuzione è stata interessante perché è stato un confronto tra lo stile di Lulli e quello successivo, ma a lui ispirato. Samuele Lastrucci ha ben diretto cantanti e strumentisti dando espressione alla musica e al testo.

Nella seconda parte diretta da Sardelli c’è stato un altro fuori programma, Valeria La Grotta ha cantato l’aria italiana da Le Bourgeois gentilhomme Comédie-ballet (1670), una scelta per rimarcare la profonda differenza tra l’aria italiana, ricca di abbellimenti con le ripetizioni, e le air francesi brevi e senza abbellimenti. Il pubblico francese, infatti, non amava lo stile italiano in quanto dava preponderanza alla comprensibilità delle parole sulla musica e amava il teatro di Pierre Corneille (1606 – 1684) e Jean Racine (1639 – 1699).

La grande innovazione di Lulli nella tragédie en musique fu la creazione di un recitativo in versi alessandrini che imitava la declamazione enfatica delle tragedie e si legava musicalmente alle brevi arie successive. Però prima di della composizione delle tragédie en musique ci fu un lungo periodo creativo di formazione in cui Lulli danzatore, cantante e attore, collaborò con Molière (1622 – 1673) e con il coreografo Pierre II Beauchamp (1631 – 1705) nelle comédie-ballet. Luigi XIV, infatti amava danzare e insieme ai cortigiani si univa ai professionisti e ne era interprete, così soddisfaceva il suo piacere e che la sua bravura fosse ammirata, ma anche di essere esaltato per le sue azioni di re, in quanto egli stesso sceglieva gli argomenti dei balletti, che in forma allegorica celebravano le sue imprese. Solo quando cessò di danzare Lulli cominciò a comporre le tragédie en musique.

Nella seconda parte Sardelli ha diretto La Grotte de Versailles Egloga in musica, eseguita a corte nel 1668, fu la prima collaborazione tra Quinault e Lulli. Si ispirò alla Grotta di Teti, costruita nel 1665/66, le cui pareti erano ricoperte di conchiglie, ciottoli e pietre colorate, e che la progettista di fontane Francine aveva dotato di un organo idraulico e di giochi d'acqua. È una piccola opera lirica, con una ouverture iniziale in stile francese, air e pezzi di insieme. Il tema dell'opera è pastorale, il libretto fa riferimento alla grotta nel canto di Dafni, le arie degli Echi alla fine dell'opera sono molto originali e certamente ispirate dalla risonanza che una struttura come la Grotta di Teti poteva offrire.

Sardelli ha guidato con soave fermezza cantanti e strumentisti, i giovani allievi hanno efficacemente interpretato i loro ruoli, mostrando di avere pienamente recepito le lezioni e indicazioni del Maestro, che si unito all’orchestra negli interventi col flauto traverso, Tra gli interpreti ricordiamo Valeria La Grotta per la padronanza di stili diversi, la precisione e la limpida voce sopranile e Maria Clara Maiztegui, soprano, espressiva e dalla voce cristallina.
Grandi ovazioni hanno accolto tutti gli interpreti alla fine del concerto.

I giovani che partecipano ai corsi si esibiscono i brevi concerti in diversi luoghi. Abbiamo anche ascoltato un interessante concerto pomeridiano del giovane pianista Ruben Micieli nell’atrio di Palazzo Pfanner. La prima parte è stata dedicata ad Adolfo Fumagalli (1828-1856) con composizioni ispirate a brani famosi di opere, che all’epoca erano molto apprezzati dal pubblico. La seconda parte è stata imperniata su composizioni di Chopin: la Ballata n.1 op. 23, Trois Nouvelles études B 130 e la Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35. Nelle sue interpretazioni Micieli ha messo in luce la cantabilità e il respiro delle melodiche frasi musicali e le parti introspettive e meditative delle composizioni chopiniane, mostrando una grande sicurezza espressiva. I grandi applausi alla fine di ogni brano e al termine del concerto lo hanno convinto suonare come bis sempre di Chopin la mazurka op.24 n.1.

Pubblicato in: 
GN40 Anno XVIII 3 agosto 2026
Scheda
Titolo completo: 

Palazzo Pfanner 26 Luglio ore 21,30
Concerto di musiche di Giovanni Battista Lulli
Domine salvum fac regem LWV 77-4
Récit: Chiara Bileci
Organico: 1 Dessus (Schittino, Bileci), 2Dessus (Maitzegui, La Grotta), 3 Dessus (Béhlke, Mele), 2 celli, cembalo, tiorba.
Anima Christi LWV 77-1
Primo récit (battuta 27): Maria Clara Maitzegui
Secondo récit (battuta 60): Chiara Bileci
Organico: 1 Dessus (Schittino, Bileci), 2Dessus (Maitzegui, La Grotta), 3 Dessus (Bòhlke, Mele), 2 celli, cembalo, tiorba.
Laudate pueri Dominum LWV 77-7
Récit (battuta 46): Jennifer Schittino
Organico: 1 Dessus (Schittino, Bileci), 2Dessus (Maitzegui, La Grotta), 3Dessus (Bòhlke, Mele), 2 celli, cembalo, tiorba.
Omnes gentes LWV 77-10
Primo récit: Jennifer Schittino
Secondo récit: Giorgio Marcello
Terzo récit: Elena Mele
Organico: 1 Dessus (Schittino, Bileci, Maitzegui, La Grotta), 2Dessus (Bohlke, Mele), Basse (Meierhofer, Marcello), 2 celli, cembalo, tiorba e violino.

La Grotte de Versailles. Églogue en musique testo di Philippe Quinault LWV 39
Iris: Maria Clara Maitzegui
Echos: Jennifer Schittino
Silvandre: Giorgio Marcello
Coridone: Florian Meierhofer
Menalque: Roberto Palazzo
Calisse: Nina Bòhlke
Dessus: Chiara Bileci
Bas dessus: Elena Mele
1 Dessus (primo coro): Maria Clara Maitzegui
2 Dessus (primo coro): Valeria La Grotta
Orchestra: 3 dessus de violon (3 violini), 1haute-contre de violon (violino), 1taille de violon (viola), 1 quinte de violon (viola), 2 basses de violon (celli), clavecin, théorbe.
Dessus: Matteo Saccà, Maria Di Bella
Haute-contre: Rossella Pugliano
Taille: Marta Fergnani
Quinte: Paolo Cantamessa
Tiorba: Lisa Soardi
18-26 LUGLIO 2026
V&B BAROCCO 2026 —PROGETTO LULLI
PARTECIPANTI
Docenti
Federico Maria Sardelli
Samuele Lastrucci
Artisti in residenza
Antonio Pellegrino, violoncello
Agata Sorotokin, clavicembalo
Strumentisti
Fabia Simini, violoncello
Juzheng Zhang, violino
Cantanti
Chiara Bileci, soprano
Maria Clara Maiztegui, soprano
Jennifer Schittino, soprano
Nina Bòhlke, mezzosoprano
Elena Mele, mezzosoprano
Florian Meierhofer, baritono
Giorgio Marcello, basso
Aggiunti (dal 23/7)
Matteo Saccà, violino
Rossella Pugliano, violino
Maria Di Bella, violino
Marta Fergnani, viola
Paolo Cantamessa, viola
Lisa Soardi, tiorba
Roberto Palazzo, haute-contre
Valeria La Grotta, soprano

Concerto 27 Luglio ore 19
Palazzo Pfanner
Ruben Miceli pianoforte

A. Fumagalli (1828-1856), Souvenirs. Melodie da École moderne du pianiste op. 100 n. 1
A. Fumagalli, Troubadours. Ballade da École moderne du pianiste op. 100 n. 2
A. Fumagalli, Melodia variata su «La traviata» op. 89
S. Golinelli (1816-1892) (arr. R. Micieli), Divertimento brillante su «La traviata»
A. Fumagalli, «Casta diva che inargenti» da Norma per la sola mano sinistra

F. Chopin (1810-1849), Ballata n.1 op. 23
F. Chopin, Trois Nouvelles études B 130
F. Chopin, Sonata n. 2 in si bemolle minore op. 35
Grave – Doppio movimento
Scherzo
Marcia funebre. Lento
Finale. Presto