- Articolo di:Giulio Migliorini
‘Dite: non foste mai convalescente/ in un aprile un po’ velato? È vero/ che nulla al mondo, nulla è più soave?’ recitava ‘La passeggiata’ di Gabriele d’Annunzio, ed anche me quest’opera singolare ha beneficato. Pelléas et Mélisande, dramma lirico in cinque atti e dodici quadri di Claude Debussy su libretto di Maurice Maeterlinck, rappresentato la prima volta il 30 aprile 1902 all’Opéra-Comique di Parigi, va in scena tra il 22 aprile e il 9 maggio 2026 al Teatro alla Scala di Milano per sei rappresentazioni. Assisto alla seconda, domenica 26 aprile alle ore 14:30. L’Orchestra della Scala è diretta da Maxime Pascal, la regia è di Romeo Castellucci.
The War - Il pianeta delle scimmie. La via di Cesare
Ennesimo capitolo di una serie molto fortunata che originariamente nacque negli anni '70 (tra 1968 e 1973 si ebbero i primi cinque film della saga poi diventata anche serie tv), ispirata al libro del 1963 del francese Pierre Boulle, The War - Il pianeta delle scimmie è il seguito diretto sempre da Matt Reeves di Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie del 2014. Quest'ultimo fu a sua volta sequel di L'alba del pianeta delle scimmie, diretto da Rupert Wyatt nel 2011, reboot della serie originale.
Protagonista assoluto come nel precedente è Andy Serkis, che nelle vesti di Caesar, Cesare, ha il ruolo di comandante delle scimmie in guerra con gli umani. La figura di Serkis/Caesar è veramente di spessore ed espressiva in tutti i suoi momenti, cosa che non si può di certo dire per il Colonel interpretato da Woody Harrelson, che come “cattivo” non è affatto convincente e assolutamente inespressivo. Per Serkis, Karin Konoval che recita nella parte dell'orango Maurice, Steve Zahn nella parte dello stralunato “Bad Ape” (Scimmia cattiva), e anche molte altre scimmie, bastano gli occhi a renderli più umani degli umani che, in questo episodio, tranne una bambina che conoscerete poi, fanno decisamente una pessima figura.
La trama ruota intorno alla guerra tra Caesar e il Colonel, e lo strano reperimento di umani incapaci di parlare, tratto legato alla diffusione del virus fabbricato dagli umani per combattere l'Alzheimer, l'ALZ-112 e poi l'ALZ-113, che in realtà li fa degenerare e poi morire. Al contrario, gli scimpanzè come Caesar ed il bonobo Kobe nell'episodio precedente, ne sono stati esaltati nelle funzioni cognitive.
Ben diretto da Reeves anche nelle lunghe actions che puntellano tutto il film, questa Guerra delle scimmie si fa seguire con una certa tensione durante le due ore e mezza, senza momenti di stanca, e si respira molto il clima acido e cupo, oltrechè glaciale, di The Road (2009) di John Hillcoat più che di Apocalypse Now, come ci vorrebbero far credere le citazioni, soprattutto perché il Colonel non ha nessuno spessore e non è credibile nella parte che fu di Brando, tratta dal libro di Joseph Conrad, Heart of Darkness. La scena clou, quando il Colonel ordina alle scimmie di lavorare, fa pensare più al nazista di Schindler's List, ovvero al criminale austriaco Amon Göth (interpretato da Ralph Fiennes) che a Brando, sia per somiglianza fisica sia per la debolezza del personaggio.
Attendiamo il sequel con Cornelius a capo della tribù di scimmie. Ottima la musica di Michael Giacchino come colonna sonora.



