- Articolo di:Teo Orlando
Giovanni Bellucci ha inaugurato a Roma la sua stagione concertistica il 9 gennaio 2026. La venue è stata, anche questa volta, la Sala Riario dell’Episcopio di Ostia Antica (che appartiene, non dimentichiamolo, al comune di Roma, checché ne dicano alcuni velleitari secessionisti). Ad attenderlo un vasto pubblico, con alcuni aficionados che seguono il Maestro da anni.
Zignani e Locanto. Strawinskij, trasformista tra i balletti russi
Come pochi altri compositori Stravinskij gode di una ampia ed illuminante bibliografia. Da Adorno a Vlad e a Mila, da Vinay al fido Craft e a Boucourechliev, da Boulez a Casella, da Tintori a Pestelli, per non dire dei significativi scritti del compositore russo, pensavamo di saperne abbastanza. Escono invece ora in contemporanea, per le più attive case editrici musicali italiane, ben due volumi.
Nel primo Alessandro Zignani traccia innanzitutto un ritratto dell’uomo, eternamente esule e trasformista, anarchico “fauve” nel Sacre, restauratore del barocco nel periodo neoclassico, sedotto postumamente infine dal sovvertitore metodo dodecafonico, poi il musicologo tenta una analisi della sua sfaccettata opera. Dalla martoriata Russia alla luminosa Parigi, Stravinskij assomma in sé l’intera stagione musicale europea dal medioevo al suo tempo. Un bilancio doveroso ad oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa.
Massimiliano Locanto fissa invece la sua attenzione sull’Uccello di fuoco (1910), là dove tutto ebbe inizio, il balletto di Fokine che segnò le sue fortune ballettistiche con la compagnia di Diaghilev. Una partitura effettivamente tra la grande tradizione russa ( segnatamente il suo maestro di orchestrazione Rimski Korsakov e il non allineato Mussorgsky) e l'esplosione della personalità del compositore, come dire pagine contrastanti come il melodioso Chorovod delle principesse contrapposto alla Danza infernale del Kascei dai violenti sincopati.
L’aspetto più interessante del saggio consiste però nell’aver rivelato la modernità di questo balletto nel rinnovato rapporto tra suono e gestualità corporea. La musica, insomma, come espressione diretta del movimento. Pur ancora nell’alveo di un'estetica razionalista, Stravinskij sembra inizi maggiormente ad interessarsi all’espressione corporea ponendo la musica al centro del progetto e superando le convenzioni del balletto narrativo classico. Finalmente ecco un musicologo che analizza una musica per balletto senza prescindere dalla coreografia per la quale è stata scritta. In appendice sono inserite anche pagine dello spartito manoscritto con annotazioni servito per le prove, conservato alla Morgan Library di New York.


