- Articolo di:Teo Orlando
Era grande l'attesa di pubblico e critica per l'esordio in prima assoluta – nella sua versione italiana al Teatro dell'Opera di Roma – di Inferno di Lucia Ronchetti. Attesa che è stata pienamente soddisfatta, da un'opera che arricchisce il panorama del teatro musicale contemporaneo con un capitolo di straordinaria potenza visiva e acustica: e, potremmo aggiungere, con una fruibilità anche per un pubblico non troppo avvezzo a sperimentalismi sonori e ad accordi dissonanti. Dal 19 febbraio al 7 marzo al Teatro Costanzi con Tito Ceccherini sul podio e David Hermann alla regia.
Accademia Filarmonica Romana. Trio di Parma
È una delle formazioni più longeve e di prestigio della musica da camera italiana quella del Trio di Parma che torna ospite dell’Accademia Filarmonica Romana giovedì 12 febbraio nel concerto al Teatro Argentina (ore 21).
Alberto Miodini (pianoforte), Ivan Rabaglia (violino) ed Enrico Bronzi (violoncello) si sono uniti in Trio nel 1990 nella classe di musica da camera di Pierpaolo Maurizzi al Conservatorio “A. Boito” di Parma e da allora, per oltre trent’anni, hanno inanellato una serie di prestigiosi riconoscimenti, fra cui il Concorso Internazionale di Musica da Camera di Melbourne, il Concorso Internazionale ARD di Monaco e il Premio Abbiati nel 1994. Invitato dalle più importanti istituzioni musicali, ha collaborato con musicisti di richia-mo internazionale. A impreziosire le esecuzioni, gli strumenti suonati da Ivan Rabaglia (un violino “Santo Serafino” costruito a Venezia nel 1740) e da Enrico Bronzi (una viola “Vin-cenzo Panormo” costruita a Londra nel 1775).
IL PROGRAMMA: BRAHMS E SCHUMANN
Acclamato dal pubblico della Filarmonica nelle ultime due stagioni, il Trio di Parma dedica il programma del concerto alla musica di Robert Schumann e Johannes Brahms. Dopo l’esecuzione, lo scorso anno, dei primi due Trii, quest’anno sarà la volta del Terzo e ultimo Trio scritto da Brahms per violino, violoncello e pianoforte. Per l’op. 101 in do minore si può parlare di capolavoro della piena maturità, composto nell’estate 1886 mentre il musicista d’Amburgo si trovava sulle rive del lago di Thun. Originalità dell’invenzione, piglio energetico e lirismo sono alcuni dei tratti che distinguono questo lavoro che venne accolto da subito da pubblico e critica con entusiasmo.
A incorniciare Brahms, due pezzi di Schumann: i Fantasiestücke op. 88 sono il suo primo contributo al genere del trio con pianoforte, quattro pezzi scritti nel 1842, ma pubblicati solo nel 1850 dopo diverse revisioni, di forte ispirazione poetica, in cui il compositore sperimenta nuove vie all’interno della forma più tradizionale del trio. Chiude il Trio n. 2 in fa maggiore op. 80 del 1847, fra le pagine più rappresentative della letteratura cameristica del XIX secolo: i tre strumenti sono trattati alla pari e l’uso del contrappunto ne caratterizza la scrittura, lo stesso Schumann definisce il carattere della sua composizione “dall’impressione gioiosa e vivace”.
TEATRO ARGENTINA
giovedì 12 febbraio | ore 21
TRIO DI PARMA
Alberto Miodini pianoforte
Ivan Rabaglia violino
Enrico Bronzi violoncello
Robert Schumann (1810-1856)
Fantasiestücke op. 88 (1842)
Johannes Brahms (1833-1897)
Trio n. 3 in do minore per archi e pianoforte op. 101 (1886)
Robert Schumann
Trio n. 2 in fa maggiore per violino, violoncello e pianoforte op. 80 (1847)
Biglietti: Teatro Argentina da 19 a 30 euro; (comprensivi di prevendita).
Info: www.filarmonicaromana.org, tel. 342 9550100, promozione@filarmonicaromana.org


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