- Articolo di:Livia Bidoli
Nella piazza romana della Basilica di Massenzio a Roma c'è stato un concerto memorabile lo scorso 9 luglio: il Parco Archeologico del Colosseo con vista sui Fori Imperiali ha accolto un incontro tra musica e cinema all’interno della rassegna estiva Santa Cecilia Classica Estate. Per il suo debutto sul podio dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il compositore francese Alexandre Desplat ha diretto per oltre due ore i suoi maggiori successi, tra cui le colonne sonore di film come The Tree of Life di Terrence Malick, e la musica di due dei suoi premi Oscar: The Grand Budapest Hotel e La forma dell'acqua.
La grande bellezza. La grande madre che partorisce figli cattivi
L'ultimo film di Paolo Sorrentino, presentato in concorso al Festival di Cannes, ha inizio, proprio come accade nei romanzi e nelle opere letterarie in genere, con un esergo: la citazione della poesia dell'autore francese Céline, dal titolo “Viaggio al termine della notte”, dove il tema del viaggio non è tanto inteso nell'accezione concreta e fisica, quanto esistenziale, che sembra anticipare una pellicola incentrata su un uomo e sul suo percorso interiore (Eleonora Sforzi). Riceviamo e volentieri pubblichiamo una riflessione in versi a cura di Claudio Lugi, oltremodo e visceralmente attuale.
Una riflessione di Claudio Lugi sul film in versi poetici che giungono, diretti, all'essenza.
La grande madre
Ci si adegua presto
alla pigrizia dei meriggi
alle lunghe notti d'orge
di danze e parole
ad adorare statue
di carni corrotte
grondanti sangue
e metallo, laddove
séguita, infinita
l'agonia dell'impero.
All'ombra delle vestigia
millenarie e degli algidi
corridoi colonnati
ogni alito di civiltà
è irriso, violato
da improvvisi conati
di violenza suburbana
e dal cinismo di chi
celia, o pratica
l'eterno gioco del potere.
Ovunque è bellezza.
Ma tra le sue spire
ormai s'annida il male
e così, la città alleva
solo i figli cattivi.
La recensione completa a cura di Eleonora Sforzi la trovate qui: La grande bellezza. L'amaro nella "dolce vita"
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