- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Papà tatuato per Orecchio Acerbo
Papà è tutto un tatuaggio. Tigri, elefanti, uccelli, serpenti, gorilla, scorrazzano senza sosta su tutto il suo corpo. Non c’è un centimetro della sua pelle che non sia tatuato. Sono belli a vedersi, ma sopra tutto sono magici. Basta sfiorarle con un dito e, meglio dei più moderni touchscreen, le immagini prendono vita.
E raccontano storie. Il sonoro non è il dolby stereo, ma la calda voce di papà non è certo da meno. Sono storie avventurose, fantastiche, emozionanti, terrificanti. A volte penso che papà se le sia inventate di sana pianta. Ma poi ricordo certi miei sogni, certe mie paure, che non sono poi tanto diversi da quei racconti… Da due talenti della letteratura e dell'illustrazione contemporanea spagnola, un inno al potere dell'immaginazione.
Papà tatuato
di Daniel Nesquens
illustrazioni di Sergio Mora
traduzione di Francesca Lazzarato
pubblicato anche in lingua spagnola
collana: albi
area tematica: storie visionarie e dell'assurdo
settembre 2009
dagli 8 anni in su, pagine 48, cm. 22 x 31
€ 15,00



