- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Proiezione free di Bianco di Roberto di Vito a Campo dei Fiori
La proiezione ad ingresso libero il 20 dicembre 2011 alle ore 21 del primo film "no-budget ": "Bianco" 73min. di Roberto Di Vito approda nel piccolo Teatro Campo d'Arte a Campo dei Fiori a Roma. Segue dibattito con il cast: Igor Mattei, Giovanni Piccirillo, Massimiliano Fedeli e Roberto Di Vito
3 brevi trailer su: www.youtube.com/biancofilm
Martedì 20 dicembre - ore 21 - Ingresso Libero
Al Teatro: "Campo D'Arte" - a via dei Cappellari 93
(vicino Campo De Fiori)
Recensione di Davide Pulici sulla rivista Nocturno
http://www.nocturno.it/recensioni/bianco
Clip tratte dai corti e interviste tv. www.youtube.com/robertofilmaker
www.robertodivito.it
CRITICHE
Anton Giulio Mancino ("La Gazzetta del Mezzogiorno", "Cinecritica", "Cineforum")
"Non è facile imbattersi nel panorama asfittico delle opere prime, molte delle quali terribilmente omologate, in un film come quello di Roberto Di Vito, così attento ai valori plastici e figurativi della composizione, della messa in quadro geometrica e rigorosa di ossessioni visive ed esistenziali, tali da renderlo, al di là del pretesto narrativo, particolarmente adatto ad esplorare i territori del fantastico, da decenni assai poco proficuamente praticati nel cinema italiano"
Domenico Monetti per "Segno Cinema" n°. 167
"Il mondo è pieno d'ingiustizie. Così come nella società dello spettacolo forse i veri autori sono quelli ingiustamente avvolti nell'oscurità, ben lontano dal red carpet e dalle luci abbaglianti dei riflettori. Uno di questi è sicuramente Roberto Di Vito che si è fatto le ossa con gente del calibro di Dario Argento, Daniele Luchetti, Pupi Avati e addirittura Federico Fellini. Avrebbe meritato di più Di Vito, un autore attento ad attraversare i generi assecondando una sua poetica: non luoghi architettonicamente geometrici, losers con un realismo magico che rimanda al miglior Avati, un'attenzione ad una sperimentazione visiva mai fine a se stessa."



