- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Roma. Dalla Persia alla Spagna: il flamenco
Sarà un viaggio musicale che trasporterà l’ascoltatore attraverso i secoli e i continenti alla scoperta delle origini del flamenco, che conserva ancora oggi chiare tracce delle sue origini orientali. E sarà anche un viaggio alle origini di uno degli strumenti più diffusi nella musica occidentale, la chitarra, nata anch’essa in Spagna e anch’essa di origine orientale.
Invitano a questo viaggio Riccardo Ascani (chitarra flamenca) e Pejman Tadayon (oud), protagonisti del concerto presentato da Roma Sinfonietta per due giorni consecutivi, martedì 2 dicembre alle 20.30 nel Teatro di Villa Lazzaroni (via Appia Nuova 522, parcheggio gratuito in via Tommaso Fortifiocca 71) e mercoledì 3 dicembre alle 18.00 nell’Auditorium “Ennio Morricone” dell’Università di Roma Tor Vergata (Macroarea di Lettere e Filosofia, via Columbia 1).
Il titolo del concerto è sintetico e chiaro, “Dalla Persia alla Spagna: il flamenco”. Al piacere di ascoltare musiche dai ritmi e colori entusiasmanti si aggiungerà il piacere più sottile ma altrettanto affascinante di scoprire come le tradizioni musicali si muovano e percorrano migliaia di chilometri, unendo culture che per secoli si sono divise e combattute per ragioni di economia e di potere, spesso mascherate sotto pretesti religiosi, ma che in realtà erano molto più simili e più vicine di quanto si volesse far credere. Più di qualsiasi altra manifestazione delle diverse culture e civiltà umane, la musica - dunque non è soltanto un luogo comune considerarla il linguaggio universale per eccellenza - è capace di narrare storie che hanno plasmato l’identità dei popoli che si affacciano sul Mediterraneo e dei paesi limitrofi, che per millenni sono stati la culla della nostra civiltà.
Come si è detto, i protagonisti di questi due concerti sono l’italiano Riccardo Ascani e l’iraniano Pejman Tadayon con i rispettivi strumenti, la chitarra e l’oud, che rappresentano due mondi apparentemente distanti ma che in realtà sono parenti stretti. Infatti l’oud o laud è, come indica il suo nome stesso, l’antenato del liuto, dalla cui evoluzione è a sua volta nata la chitarra a sei corde, che è diventata il simbolo della musica spagnola e in particolar del flamenco. Non per caso il flamenco ha avuto origine in Andalusia, che per secoli, dal 711 al 1492, è stata governata dagli arabi. Ovviamente esistono anche delle differenze tra le due culture musicali: sull’oud risuonavano musiche persiane e arabe, con melodie sinuose e ritmi morbidi, mentre sulla chitarra si sono sviluppate musiche dai ritmi marcati e dalle melodie passionali, come il flamenco. Mentre l’oud esprime la spiritualità, la profondità e le sottili sfumature della tradizione persiana, la chitarra flamenca porta nella musica la forza, il “duende” e la percussività tipica della musica gitano-andalusa. Ma entrambi gli strumenti rivelano una base comune.
Pejman Tadayon, musicista, compositore, etnomusicologo e pittore di origine persiana, è considerato uno dei massimi esperti di musica persiana e sufi in Italia. Inizia a studiare in patria l’antico repertorio musicale persiano e gli strumenti tradizionali e nel 2003 si trasferisce in Italia per studiare all'Accademia di belle arti di Firenze. Contemporaneamente continua a studiare musica occidentale nella scuola di musica di Fiesole e successivamente Etnomusicologia alla Sapienza di Roma. Ha collaborato con artisti del calibro di Mauro Pagani, Massimo Ranieri, Patty Pravo, Andrea Moricone, Moni Ovadia, Eleonora Abbagnato, Silvio Orlando. Riccardo Ascani è uno dei maggiori esponenti della chitarra flamenca in Italia, apprezzato e stimato anche in Spagna. In quaranta anni di attività si è esibito nei più importanti circuiti teatrali, festival e club a livello nazionale ed internazionale e ha inciso otto album a suo nome. Il concerto sarà introdotto da Anna Rollando.
Info e prenotazioni:
- per Villa Lazzaroni tel. 392 4406597, info@teatrovillalazzaroni.it, www.teatrovillalazzaroni.com, prevendita i-ticket.it
- per Università di Roma Tor Vergata I biglietti si possono prenotare telefonicamente (06 3236104) e ritirare il giorno del concerto oppure acquistare direttamente prima del concerto.



