- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
TCBO. Un Requiem per Marzabotto
Nell’ottantesimo anniversario dell'eccidio di Monte Sole, conosciuto anche come Strage di Marzabotto, il Comune di Bologna e il Teatro Comunale di Bologna offrono alla cittadinanza un concerto commemorativo delle centinaia di vittime dello sterminio nazifascista, avvenuto nell’autunno del 1944 sull’Appennino bolognese.
A risuonare in prima esecuzione assoluta - venerdì 25 ottobre alle 20.30 all’Auditorium Manzoni - è il Requiem per voci soliste, coro e grande orchestra dal titolo “A loro, nel gelido crepuscolo dell’aurora” scritto per l’accaduto da Adriano Guarnieri, tra i massimi compositori contemporanei. Tonino Battista sale sul podio dell’Orchestra e del Coro - preparato da Gea Garatti Ansini - del Teatro Comunale di Bologna; solisti sono i soprani Livia Rado e Patricia Fodor, il contralto Aloisa Aisemberg e il tenore Marcello Nardis.
Guarnieri, che visitò otto anni fa Marzabotto e Monte Sole insieme a uno degli ultimi testimoni della strage, racconta così la genesi del brano: «Al termine del percorso mi fermai e, ancora scosso dall’emozione, promisi a me stesso che avrei parlato di quei nomi, di quelle persone, di quegli innocenti. Avvenne una specie di colloquio interiore tra me e loro. L’idea del Requiem è nata così, come un' "autocommissione"». Per tre anni il compositore lavorò alla stesura dell’imponente pagina - per proporzioni e organico dispiegato - che si ascolterà per la prima volta a Bologna. L’opera si discosta dalla tipica struttura in nove parti del Requiem ed è realizzata su testi che lo stesso Guarnieri ha tratto dalle raccolte poetiche “La religione del mio tempo” di Pier Paolo Pasolini e “Quare tristis” di Giovanni Raboni, oltre che da frammenti biblici. Le trombe, che suoneranno dai due lati della sala, sono il simbolo del giudizio universale, mentre la linea melodica continua tenuta dai violoncelli rappresenta il lamento funebre.
L’ingresso al concerto è gratuito con prenotazione obbligatoria a questo link: https://www.tcbo.it/eventi/requiem-in-memoria/



