La mostra «Il Perturbante. Follia, esorcismi, stregoneria, magia, cabala e alchimia nel fondo antico della Biblioteca Angelica» si è tenuta a Roma, presso la Galleria della Biblioteca Angelica, in due tornate, la prima dal 2 al 21 marzo e recentemente dal 26 settembre all’8 ottobre 2026. Il percorso espositivo e il catalogo sono stati ideati e curati da un gruppo di lavoro complementare. Fiammetta Terlizzi, bibliotecaria e già direttrice della Biblioteca Angelica di Roma dal 2009 al 2018, esperta di fondi librari antichi, incunaboli e cinquecentine, ha coordinato il progetto scientifico mettendo a disposizione la sua profonda conoscenza dei manoscritti e dei testi «proibiti» della biblioteca. Pietro Oliva, curatore e designer grafico, si è occupato dell’allestimento visivo, della grafica espositiva e dell’impostazione editoriale del volume. Alessandro Orlandi, co-curatore scientifico e direttore di La Lepre Edizioni, ha curato l’inquadramento storico-ermetico e alchemico dei testi esposti. Tutte le immagini riprodotte nel volume «Il Perturbante» sono tratte da libri della Biblioteca Angelica.
I tre curatori hanno unito le rispettive competenze, istituzionali, grafiche e di ricerca storico-simbolica, per valorizzare il patrimonio inestimabile e spesso inaccessibile del fondo antico dell’Angelica e per mostrare come la cultura occidentale abbia trattato la dimensione del «perturbante» e della follia. Il loro obiettivo è stato quello di mettere in luce la duplice reazione umana di fronte all’inspiegabile: da un lato il tentativo di contenimento e repressione dettato dalla paura, dall’altro la ricerca di una profonda geometria di affinità simboliche capace di ricongiungere l’individuo alle leggi generali dell’universo.
Il percorso ha approfondito il periodo compreso tra il XV e il XVIII secolo, un’epoca in cui i confini tra medicina, religione, magia e alchimia erano ancora labili. Attraverso testi e illustrazioni tratti dal fondo antico e dalla sezione dei «libri proibiti» della biblioteca, l’esposizione ha mostrato come la malattia mentale e i fenomeni fuori dall’ordinario venissero frequentemente interpretati come possessioni demoniache, fatture, influenze astrologiche sfavorevoli o squilibri degli umori corporei.
Le pratiche terapeutiche dell’epoca, legate alla medicina paracelsiana, si fondavano sul principio del similia similibus e sull’unità tra Microcosmo umano e Macrocosmo universale. Erano divise tra la paura dell’ignoto, da reprimere ed esorcizzare, e il desiderio di ristabilire un’armonia tra l’uomo e il cosmo.
Nella breve prefazione al catalogo, il Ministro della Cultura Alessandro Giuli saluta la mostra come «un progetto originale e di raro pregio» e osserva come i testi antichi e le illustrazioni della sezione dei «libri proibiti» offrano un punto di vista privilegiato su quel momento del sapere europeo, tra il Medioevo e il Rinascimento, in cui la distinzione tra scienza e conoscenza simbolica non era ancora vincolante. La mostra, scrive il Ministro, evidenzia le corrispondenze tra natura, anima e corpo, microcosmo e macrocosmo, individuo e universo.
Il volume si apre con la prefazione di Dario Argento, che racconta il suo lungo legame con la Biblioteca Angelica. Vi giunse per la prima volta mentre scriveva la sceneggiatura di Suspiria, consultando per giorni libri di stregoneria, satanismo, esorcismo e alchimia, e vi tornò per Inferno, girando nel Salone del Vanvitelli una scena del film. Il maestro dell’horror ricorda le letture di testi celebri come il Martello delle streghe (Malleus Maleficarum) e rari come la Chiave alchemica, la guida di Fiammetta Terlizzi tra le migliaia di tomi, le riprese del documentario dei critici francesi guidati da Thoret e la presentazione, nello stesso Salone, del suo libro di racconti pubblicato da Mondadori. L’Angelica, scrive, è stata l’ispiratrice di molti suoi film e libri.
Durante la presentazione dal vivo della mostra e del volume, Alessandro Orlandi ha guidato il pubblico nel cuore teorico dell’opera, commentando uno per uno tutti i materiali iconografici presenti in esposizione. Laureato in matematica ed ex ricercatore CNR, per vent’anni è stato curatore del Museo Kircheriano presso il Liceo Visconti di Roma. Autore e saggista esperto di tradizione ermetica, alchimia e storia delle religioni, unisce il rigore scientifico all’interesse per la dimensione simbolica ed esoterica.
Nel corso dell’incontro ha illustrato come i testi antichi custoditi nel fondo proibito dell’Angelica riflettano la concezione di un’unità profonda tra Microcosmo, cioè corpo e psiche umana, e Macrocosmo, cioè l’universo. Ha spiegato come la follia, gli esorcismi e la magia venissero interpretati nei secoli passati, prima dell’avvento della psichiatria moderna, evidenziando il sottile confine tra superstizione e ricerca filosofico-alchemica.
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