teatro

  • Tempo di fuga
    Articolo di: 
    Alessandro Menchi

    È in scena al Teatro Sala Uno di Roma, dal 6 al 17 marzo, Tempo di fuga, scritto e diretto da Mario Prosperi, da lui stesso interpretato insieme a Rossella Or e Yavan Wolde. Lo spettacolo nasce dalla suggestione di uno spettacolo cinese sull'incontro post-mortem di due ex-amanti deceduti nello stesso momento ognuno all'insaputa dell'altro ed è calato, attraverso tessuti culturali intrisi di surrealismo – emergono, anche esplicitamente, le pagine di Nadja di Breton – e di trame bibliche, in un'ottica contemporanea e autobiografica di rara profondità e leggerezza.

  • L'Arte della commedia
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Mettere in scena Eduardo, per una serie di motivi che sarebbe ridondante discutere, non è mai una passeggiata. Per questo ci sembra opportuno partire dalle dichiarazioni ormai datate di Michele Sinisi, che con la compagnia del Teatro Minimo di Andria già da un po’ porta in giro, con successo, L'arte della commedia: “Dopo il furto del camion delle scene de Le Scarpe, nella notte precedente al debutto su Roma, è stata dura andare avanti. Tanto mi ci è voluto per indossare la giacca e anche solo immaginare nuove storie con Santeramo, appassionarci a belle idee. Ho scritto a Luca De Filippo raccontandogli l'accaduto come motivo della scelta di mettere in scena L’arte della commedia. Lui ha concesso il permesso per la prossima stagione. Sono molto contento di ciò e comincio per questo a vedere il volto di Eduardo in platea dal primo giorno di prove. Gli prometto di portare in scena questa storia, cucita sulla mia pelle”.

  • Sydney Rome
    Articolo di: 
    Alessandro Menchi

    In scena dal 26 febbraio al 30 marzo al Teatro Belli di Roma, in prima mondiale, Che fine ha fatto Baby Jane? è l'adattamento teatrale del celeberrimo film diretto da Robert Aldrich e sceneggiato da Lukas Heller (1962), a sua volta tratto dall'omonimo romanzo di Henry Farrell. In questo caso il termine adattamento, nella sua accezione più minorativa, delinea i contorni strutturali di un'opera(zione) in cui ambizioni e limiti coincidono fatalmente, e in cui la bravura delle due protagoniste, Sydney Rome e Francesca Bianco, riesce solo in parte a ridare ossigeno a un copione soffocato da un eccesso di zelo emulativo.

  • La Grande Magia
    Articolo di: 
    Clarissa Stringano

    La Grande magia è l'opera meno rappresentata fra quelle di Eduardo De Filippo. Portata sulle scene dallo stesso autore far il 1947 ed il 1950, e successivamente riproposta da Giorgio Strelher nel 1985. Adesso, a riportarla a teatro, è il figlio del grande drammaturgo partenopeo, Luca De Filippo. Oltre ad esserne regista, De Filippo, ne è anche interprete, ricoprendo quello che era stato il ruolo del padre, il mago Otto Marvuglia. L'opera andata in scena al Petruzzelli di Bari, dall'8 al 10 febbraio, dopo esser passata per Pescara e Caserta, sarà a Roma, presso il Teatro Quirino, dal 19 febbraio al 10 marzo, per continuare il tour teatrale iniziato ad ottobre 2012 al Teatro Stabile dell'Umbria.

  • Dark
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Se poche settimane fa il teatro Cometa Off aveva propiziato un incontro bello e vivace con la poetica di David Mamet, proponendo il suo American Buffalo, adesso è il turno di un altro grande della drammaturgia anglosassone contemporanea: Neil LaBute. E come si era detto per Mamet, trattasi anche qui di personalità al bivio tra teatro e cinema, portata a esprimere l’essenza del proprio lavoro su entrambi i terreni, con una analoga intensità. Del resto era stato un film, Nella società degli uomini, a rivelarci già nel 1997 due talenti in ascesa, che insieme hanno portato avanti diversi progetti: l’attore Aaron Eckhart e, per l’appunto, Neil LaBute, sceneggiatore e regista capace di costruire escalation drammatiche laboriose, sofferte, pungenti, partendo dall’apparente normalità di contesti famigliari o lavorativi.

  • appartamento citta.jpg
    Articolo di: 
    Alessandro Menchi

    Dal 14 al 24 febbraio 2013 la Compagnia Ginepro Nannelli ha messo in scena alla Casa delle Culture di Roma lo spettacolo Un appartamento in città o al limite del bosco di Giuseppe Drago, interpretato da Patrizia D'Orsi e Marco Carlaccini (anche regista), arricchendo, dopo La cantatrice calva di Ionesco, una personale lettura del presente fra le note dell'assurdo.

  • Gaia Straccamore
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    Un grande ed entusiastico successo, il 13 febbraio 2013, ha salutato la riproposizione al Teatro dell'Opera di Roma di un mitico balletto romantico: Giselle; nel ruolo della protagonista Gaia Straccamore in  coppia con  Friedemann Vogel.

  • RG
    Articolo di: 
    Giuseppe Talarico

    Per un regista la scelta di rappresentare un grande classico della letteratura rappresenta una sfida piena di rischi. Il regista Giuseppe Marini è riuscito a dare una interpretazione assai felice e rispettosa del suo significato letterario  del grande testo di William Shakespeare Romeo e Giulietta, che è stato proposto agli spettatori  dal 1° al 10 febbraio 2013 al Teatro Parioli di Roma.

  • American Buffalo
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    La poetica di David Mamet, tanto al cinema che in teatro, ha il dono di riconfigurare temi, situazioni e personaggi tipici di determinati generi, facendone emergere il lato più spigoloso, magari amaro, ma sempre profondamente umano. Il ritratto dell’America contemporanea che ne consegue è veritiero e sanguigno. Tra il 22 gennaio e il 3 febbraio 2013 quest’America pulsante di contraddizioni e vita vera ha fatto capolino a Testaccio: merito di  American Buffalo, la pièce di Mamet messa in scena con successo al Teatro Cometa Off, per la regia di Mario Sgueglia e Gianluca Soli. Costoro sono anche, insieme ad Alessandro Procoli, i protagonisti dello spettacolo.

  • Elephant Man
    Articolo di: 
    Alessandro Menchi

    Rivive, sotto le luci cupe e smorzate del teatro Ghione, la storia vera di Joseph Merrick, “l'Uomo Elefante”, che nella Londra tardo Vittoriana, fu salvato dagli orrori della strada dal dr. Treves, salvandolo a sua volta dai suoi fantasmi interiori. Con lo spettacolo Elephant Man, in scena dal 7 al 17 febbraio 2013, Giancarlo Marinelli ha trasfuso il racconto autobiografico di Frederick Treves, con un occhio al capolavoro cinematografico di David Lynch del 1980, in un dramma denso, vibrante, intriso di intelligente ironia, che trae vigore da una messa in scena cupa e compatta e da un cast di rara intensità.