Mimmo Locasciulli a Roma. 50 anni di carriera del cantautore abruzzese

Articolo di: 
Stefano Coccia
Mimmo Locasciulli

Un concerto da ricordare, un ritrovo di vecchi e nuovi amici, la celebrazione di un'importante pagina di Storia della Musica italiana, un tripudio di collaborazioni artistiche: questo è molto altro ancora è stato l'evento cui abbiamo assistito lo scorso 18 dicembre all'Auditorium Parco della Musica, evento che al centro di tutto poneva la carriera del grande Mimmo Locasciulli.

Emblematico, del resto, il titolo scelto per questo fluviale concerto: Mimmo Locasciulli – Gran finale per i 50 anni di attività artistica. Ed in Sala Petrassi ad andare in scena è stato un finale di stagione col botto, coi fuochi d'artificio, considerando che già il 2024 per il cantautore abruzzese si era aperto con un prestigioso Premio Tenco alla Carriera e che, per ammissione dello stesso, nell'arco di due anni gli sono giunti più riconoscimenti, encomi e targhe che in tutti i decenni precedenti. La serata in questione, oltre a regalare al pubblico un'antologia di brani tra i migliori del musicista, si è snodata peraltro piacevolmente tra aneddoti d'ogni genere – grande affabulatore il Nostro – e sorprendenti citazioni cinefile, a testimonianza di un'altra grande passione coltivata dall'artista sin dall'infanzia. Quasi una lezione di Storia del Cinema, la summa di certi suoi interventi.

Un simile “storytelling” non poteva che prendere le mosse dagli affetti più sinceri, dalle origini stesse di Mimmo Locasciulli: originario di Penne, in Abruzzo, il cantautore ha quindi esordito, inizialmente solo in scena, pianoforte e voce, con la splendida “Lettere dalla riserva”: “Vivo la mia vita tra i papaveri e il grano / Il cielo è trasparente il mondo gira piano / E c’è un camino acceso e coperte sui divani /  La notte sopra il tetto e il correre dei cani”.

Quasi un'ode al focolare domestico e alla terra d'origine, questo splendido, intimissimo brano. E come a rimarcare ulteriormente la propria provenienza, il Leitmotiv abruzzese è destinato a proseguire con l'apparizione in scena di un Maestro della musica popolare come Ambrogio Sparagna, con l'accompagnamento del quale è l'omaggio alla tradizione “Vola vola vola” a risuonare nell'aria, mentre persino il dialetto ('Nna da tinì la furrije /  la vite pó spittà /  e 'mbùjete 'nu mumende /  quande vide chi n'ta 'rdà”) fa capolino in  “Lu just arvé”, canzone interpretata con enorme dolcezza assieme a un giovane e dotato conterraneo, Setak, che col chitarrista Andrea Carpi gli farà compagnia anche nella successiva “Canzone di sera”.

Siamo già entrati nel merito di affinità elettive e collaborazioni illustri. Momento tra i più attesi, come già visto in altri concerti, fa la sua comparsa sul palco il Quartetto Pessoa, col quale Locasciulli ha stabilito da tempo una feconda partnership creativa. Archi di notevole esperienza, professionalità e talento, “I Fantastici Quattro” ovvero Marco Quaranta (primo violino), Rita Gucci (violino), Achille Taddeo (viola) e Marco Simonacci (violoncello) hanno offerto una solida ed estrosa base acustica ad alcune delle canzoni più belle, nella fattispecie “Gli occhi”, “Dicembre”, “Aria di famiglia”, “Cercami”, “Benvenuta”, “Cara Lucia”,  “L’amore dov’è” , “Anna di Francia” e “L’inverno”. 

Da lì in poi si assapora non a caso un'atmosfera intima, riflessiva, profonda e per certi versi in linea con la stagione, vedi per l'appunto “Dicembre” (”E io ti volevo qui vicino / Coprirti le braccia dal freddo del mattino / Dicembre è il gelo che non si scioglie sotto il sole / Io ti volevo dire ma non c’erano le parole”) o “L'inverno” (“E’ sceso già l’inverno / E io muoio per te / Ancora un altro inverno / Un’altra malattia / Aiutami / Segretamente aiutami / Inventami / Sarò come vorrai”).

Arrangiamenti del genere valorizzano senz'altro le doti di Locasciulli, gran paroliere e costruttore di atmosfere che, grazie a versi simili, sembra quasi di poter vivere a livello sensoriale. Non sono mancati neanche momenti di ilarità, in questo prolungato duettare col Quartetto Pessoa, giacché la scaletta “cangiante” ha propiziato qualche falsa partenza, dando vita più che altro a quei divertentissimi siparietti sul palco che sembrano esaltare lo spirito goliardico comune tanto al cantautore che ai più guasconi degli orchestrali, su tutti Achille Taddeo e il capofila Marco Quaranta. Molto gustosa anche l'aneddotica riguardante la genesi della già menzionata “Anna di Francia”, canzone che si ritrova a condividere il titolo – ma ovviamente non il testo – con un piccolo capolavoro del compianto Claudio Lolli, molto caro peraltro a chi scrive.  

Dai postumi del “beat” al Folkstudio, agli influssi della terra d'origine e alla canzone d'autore esportata finanche a Sanremo (vedi, in questo caso, le sapide testimonianze condivise dal grande mattatore della serata riguardo alla sua partecipazione nel 1985 con “Buona Fortuna”, canzone splendida per quanto poco considerata nelle votazioni di allora), il repertorio di Locasciulli è un serbatoio cui attingere senza alcun timore di abbassare i toni, le aspettative.

Nella parte finale del lungo concerto il cantante ritrova la sua band (Moreno Viglione alla chitarra, Filippo Schininà alla batteria, Nazareno Pomponi alle tastiere e Marco Di Marzio al contrabbasso e basso elettrico) e altre presenze importanti sul palco, tra cui una magistrale Giovanna Famulari, il visibilmente commosso figlio Guido noto in arte come Guido Elle e soprattutto la “guest star” più acclamata, Alex Britti, capace di ripagare il calore del pubblico con certi suoi assoli da strumentista di prim'ordine.

Focalizzandoci sugli ospiti, abbiamo perso di vista per un attimo la scaletta: “Svegliami domattina”, “Stella di vetro”, “Il suono delle campane”,  “Aiuto!”, “Intorno a trent’anni”, l'appena citata “Buona Fortuna” e il bis di “L’amore dov’è” in versione estesa: sono queste le tessere mancanti del mosaico, gli altri frammenti di un “live” che non è stato soltanto un appuntamento con la buona musica d'autore, bensì una vera e propria festa tra amici parimenti intenzionati, sia tra il pubblico che tra gli artisti, a onorare il talento e l'umanità di un Maestro. 

Scheda
Titolo completo: 

Fondazione Musica per Roma - Auditorium Parco della Musica

Natale Auditorium
Mimmo Locasciulli
D'autore
Giovedì 18 Dicembre 2025
h. 21:00
Sala Petrassi