Gothic Network è una testata giornalistica online nata il 3 novembre 2008 che offre da 18 anni un panorama variegato di recensioni ed approfondimenti su spettacoli di teatro, opera, cinema, concerti, libri e mostre in corso. Gallerie di foto e video sono previste per gli appuntamenti più esclusivi insieme alle news più recenti. In 18 anni, Gothic Network ha pubblicato 4850 articoli, oltre 6300 news e 6900 immagini.
La Stagione di Musica da Camera dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia ospita mercoledì 11 marzo alle ore 20.30 in Sala Santa Cecilia (Auditorium Parco della Musica), uno degli artisti più celebrati e originali del nostro tempo: Víkingur Ólafsson. Recentemente insignito del GRAMMY 2025 per la sua incisione delle Variazioni Goldberg, Ólafsson torna a Roma con un progetto che è già diventato un caso discografico e concertistico: Opus 109.
«Guardo al corpo consumato, al corpo che ha vissuto, al corpo che porta i segni e i dolori del tempo. La nostalgia qui non è un sentimento amaro, è una forza viva che rinasce e si dispiega». Con queste parole il coreografo francese Mourad Merzouki – definito da Le Figaro “le Béjart du hip-hop” – descrive Beauséjour, sua creazione che esplora attraverso la danza il cambiamento del fisico e la trasformazione dei corpi col passare del tempo, affermando così una nuova visione della bellezza e celebrando l’universalità della danza come disciplina transgenerazionale.
Spazia dall’improvvisazione alla musica gospel, passando attraverso l’atmosfera delle sonorità latino-americane di Astor Piazzolla e Antônio Carlos Jobim, la rassegna “Jazz on Symphony”, che – firmata dal trombettista, flicornista e compositore Paolo Fresu e inaugurata nella Stagione 2025 – torna per il secondo anno consecutivo nella programmazione del Teatro Comunale di Bologna arricchita di un appuntamento in più rispetto alla scorsa edizione.
Evento d’eccezione, proposto dall’Istituzione Universitaria dei Concerti sabato 7 marzo alle 17.30 in Aula Magna, il ritorno in concerto della russa Yulianna Avdeeva, virtuosa del pianoforte dal temperamento ardente. La Avdeeva si era già esibita alla IUC nel 2010, allora neo vincitrice del Primo Premio al Concorso Internazionale di Pianoforte Chopin, esperienza che l’ha lanciata sulla scena internazionale per la sua “costante passione e musicalità, per non parlare della sicurezza tecnica” (The Telegraph).
Debutta nella capitale, atteso al Teatro Olimpico per la stagione dell’Accademia Filarmonica Romana dal 4 all’8 marzo 2026, Titizé – A Venetian Dream. Co-prodotto dalla Compagnia Finzi Pasca con il Teatro Stabile del Veneto e in partnership con Gli Ipocriti Melina Balsamo, lo spettacolo dedicato a Venezia approda a Roma dopo una lunga tournée in tutta Europa che ha raccolto oltre 80mila spettatori, e prossimo a volare in Messico.
Giunta alla sua quarta edizione, la Biennale della Fotografia Femminile di Mantova (BFFMantova) inaugurerà il 6 marzo 2026, confermandosi come un appuntamento unico nel panorama mondiale. Per oltre un mese la città lombarda diventerà una vetrina internazionale che darà spazio a importanti artiste, talvolta poco conosciute nel nostro Paese.
L’evento è promosso dall’Associazione La Papessa con il sostegno del Comune di Mantova e di FUJIFILM, il patrocinio della Regione Lombardia e della Provincia di Mantova. Il festival è diretto, come nelle edizioni precedenti, da Alessia Locatelli. Il team della BFF quest’anno ha scelto cometitolo “Liminal”, termine che racchiude significati molteplici, attuali e affascinanti.Novo Quartet e Beatrice Rana, qui interprete d’eccezione, saranno protagonisti del concerto anteprima 2026 “Classiche al Teatro della Cometa” martedì 10 marzo, così si concluderà la giornata di presentazione della decima edizione di Classiche Forme. Questo debutto romano celebra l'incontro tra il talento internazionale emergente del Novo Quartet e la sensibilità artistica di Beatrice Rana.
Gothic Network 18 Anno XVIII 2 marzo 2026
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- Articolo di:Teo Orlando
Era grande l'attesa di pubblico e critica per l'esordio in prima assoluta – nella sua versione italiana al Teatro dell'Opera di Roma – di Inferno di Lucia Ronchetti. Attesa che è stata pienamente soddisfatta, da un'opera che arricchisce il panorama del teatro musicale contemporaneo con un capitolo di straordinaria potenza visiva e acustica: e, potremmo aggiungere, con una fruibilità anche per un pubblico non troppo avvezzo a sperimentalismi sonori e ad accordi dissonanti. Dal 19 febbraio al 7 marzo al Teatro Costanzi con Tito Ceccherini sul podio e David Hermann alla regia.
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- Articolo di:Antonella D'Ambrosio
Ci vanno pesanti in Iran con le donne libere e indipendenti, come è dimostrato dall’interessante documentario Cutting Through Rocks, che ha vinto il Gran Premio della Giuria nella categoria World Cinema Documentary del Sundance Film Festival 2025, in uscita in sala dall’otto marzo per pochi giorni (si spera resti grazie al gradimento del pubblico, come successo per il docu-film su Battiato).
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- Articolo di:Livia Bidoli
Il 25 febbraio 2026 l'Accademia di Francia a Roma - Villa Medici ha aperto al pubblico due mostre: la prima è dedicata all’opera di Agnès Varda, intitolata Qui e là tra Parigi e Roma, riferendosi alla presenza italiana in particolare di Federico Fellini e Giulietta Masina. L'altra mostra è dedicata al Fotoromanzo che ritrae Nicole Gravier, ripercorrendo gli anni '70 coi suoi clichés stucchevoli e ricnoscibili.
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- Articolo di:Daniela Puggioni
Il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena ha proposto fuori abbonamento I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948), ne sono stati interpreti i partecipanti al Corso di alto perfezionamento 2025/2026 per cantanti lirici del Teatro Comunale di Modena. Giuseppe Grazioli ha diretto l’Orchestra Filarmonica Italiana e i cantanti, mentre la regia è stata affidata ad Aldo Tarabella. L’allestimento e le scene sono state quelle dello spettacolo del 2006 del Teatro del Giglio. Nelle due date del 20 e 22 febbraio alcuni i cantanti si sono avvicendati nei ruoli, la recensione si riferisce alla recita del 22 febbraio, che è stata trasmessa in streaming.
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- Articolo di:Monica Ferri
"Nera come la pece che invischia l’animo umano, un filo cromatico conduttore: il rosso della vendetta e della pira..." Dopo otto anni di assenza dalle scene triestine, Il Trovatore di Giuseppe Verdi (1853) torna finalmente al Teatro Giuseppe Verdi di Trieste con una produzione che, pur nella sua essenzialità visiva non rinuncia a colpire nel profondo dell’animo umano.
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