cinema

  • The Social Reckoning
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il nuovo film di Aaron Sorkin, presentato come sequel a The Social Network, sceneggiato da lui ma allora diretto da David Fincher, scopre l'indagine investigativa del Wall Street Journal denominata The Facebook Files, andando a ritroso nel tempo e delineando ciò che la whistleblower Frances Haugen ha rivelato al giornalista investigativo e Premio Pulitzer Jeff Horwitz (interpretato nel film da Jeremy Allen White). Il film sarà al cinema dal 9 ottobre The Social, il prezzo della verità in inglese The Social Reckoning, ovvero la resa dei conti.

  • Verity
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Quando un'autrice di best seller con ambizioni da letteratura high-brow e un regista nato in una famiglia di professori universitari di letteratura, specialista in film che uniscono il pathos del dramma e l'umorismo della commedia, decidono di coalizzarsi, il risultato può essere sorprendente. È quanto è accaduto con Michael Showalter che ha deciso di adattare un romanzo best seller di Colleen Hoover, trasformandolo in un tenebroso thriller psicologico (grazie anche alla sceneggiatura di Nick Antosca). Verity segue le vicende della famosa scrittrice Verity Crawford (Anne Hathaway) e di Lowen Ashleigh (Dakota Johnson), una scrittrice afflitta da problemi economici e relazionali e che si trasferisce nella remota tenuta dei Crawford per lavorare come ghostwriter per Verity. Dopo aver scoperto quelli che sembrano essere gli inquietanti appunti autobiografici di Verity, Lowen si trova alle prese con le confessioni inquietanti e contorte sul marito di Verity, Jeremy (Josh Hartnett), e fatica a distinguere la finzione dalla realtà, in un gioco perverso tra manipolazione e attrazione.

  • Ragione e sentimento
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Certi film funzionano sempre e soprattutto se sono tratti da capolavori come i romanzi di Jane Austen. Ragione e sentimento fu il suo romanzo d'esordio nel 1811, da quest'ultimo il nuovo film diretto da Georgia Oakley con il cast principale formato da Daisy Edgar-Jones, Esmé Creed-Miles, Caitríona Balfe, George MacKay. Il film è in uscita in Italia il 22 ottobre prossimo.

  • Il cammino di Santiago
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    È un dato di fatto incontestabile che il cinema francese continui a fornire, con una regolarità che altri paesi europei non sembrano in grado di garantire, film solidi, scritti e recitati con grande professionalità e inventiva, e mai noiosi. È quasi una garanzia di qualità media. Certo, se si dovesse giudicare il cinema francese attuale, con tutte le sue virtù artigianali e culturali, confrontandolo con la vera grande stagione in cui la Francia dettava al mondo un nuovo linguaggio cinematografico, ne uscirebbe alquanto malconcio: la Nouvelle Vague fu una stagione irripetibile, e figure come Rohmer, Truffaut o Resnais non nascono certo tutti i giorni.

  • The Echo Chamber
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Questo film presentato a Venezia 83, che si è aggiudicato il Premio Mimmo Rotella, intitolato The Echo Chamber e diretto da Andrea Pallaoro sembra una lunghissima riflessione introspettiva attraverso primissimi piani e lunghi piano sequenza di un unico interno, che ci fa riaffiorare alla memoria memorie degli anni '70 e '80, come se fosse girato allora, complice l'auto del protagonista, una berlina di quegli anni.

  • Il Gladiatore
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    In un certo senso, si è tornati sul “luogo del delitto”. E per quanto riguarda l'autore del delitto, anzi, dei delitti, il nome è sempre lo stesso: Commodo, imperatore vile, sanguinario e alquanto complessato, interpretato sullo schermo da un notevolissimo Joaquin Phoenix. Tutto questo per dire che avevamo già apprezzato l'idea di portare Il Gladiatore (2000) di Ridley Scott, in forma di cine-concerto, al Circo Massimo, quando ciò avvenne alla presenza dello stesso, irresistibile Russell Crowe (ossia il generale Massimo Decimo Meridio) nel giugno 2018. Un'esperienza indimenticabile. E l'abbiamo voluta pertanto bissare il 4 luglio scorso, quando il Teatro dell'Opera di Roma ha voluto riportare Il Gladiatore nell'arena, pardon, al Circo Massimo, con una formula almeno in parte simile.

  • One Night Only
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il pubblico italiano è ormai abituato ai film americani, travestiti da commedie romantiche, dove New York è l'ambientazione topica e caratteristica per i più svariati intrecci a sfondo erotico e sentimentale. Situazioni che poi hanno decretato il successo della serie televisiva Sex and the City, andata in onda tra il 1998 e il 2004 e da cui sono stati ricavati anche due film, nel 2008 e nel 2010.

  • the-death-of-robin-hood-review_9j25.1024.jpg
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    "Tu, il pretendente della verità? Tu? - così ti schernivano - No! Soltanto un poeta! Un animale, astuto, rapace, strisciante, che deve mentire, mentire sapendo, volendo: tutto teso alla preda, in maschere di tutti i colori, maschera a sé stesso, preda a sé stesso." Così Friedrich Nietzsche si profondeva in parole nella sua raccolta di profezie e versi  Also Sprach Zarathustra, Così parlò Zaratustra. Così ci dicono che Robin Hood è una leggenda, lo sapevamo: che erano bugie ed inganni le sue prodezze, e il suo eroismo, massacro. Veramente era così? E La morte di Robin Hood è questa? Si può veramente "uccidere" una leggenda che ha fatto breccia nel cuore degli uomini?

  • Cavallo copia.jpg
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il rapporto tra il cinema e i classici della letteratura è una vexata quaestio, che è nata insieme alla stessa settima arte. Inutile dire che anche all’inizio del ‘900 non mancarono stuoli di parrucconi che si scandalizzarono quando apparvero i primi due film dedicati all’Inferno di Dante (L'inferno, diretto da Giuseppe Berardi e Arturo Busnego, e L'inferno, diretto da Francesco Bertolini, Giuseppe de Liguoro e Adolfo Padovan, entrambi in bianco e nero e muti, del 1911).

  • Hangar Rosso
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Presentato nella sezione Prospettive al Festival di Berlino di quest'anno, Hangar Rosso (Hangar Rojo) di Juan Pablo Sallato, con la sceneggiatura preziosa e corrosiva di Luis Emilio Guzmán, è un film da vedere per chi ha ancora il gusto per la disobbedienza, per lottare contro le ingiustizie a costo della vita, per tentare la strada dell'Eroe, quella tracciata da Gianluca Magi nei suoi libri cui rimando su Incognita.