cinema

  • Le notti bianche
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Frammenti da Le notti bianche: questo più precisamente è il titolo dello spettacolo andato in scena la sera del 3 giugno al Teatro Arcobaleno di Roma. E lì ci siamo confrontati con una serie di scelte quanto mai appropriate, a partire volendo proprio dalla location: il palco così spazioso del Teatro Arcobaleno si è sempre prestato bene all'allestimento di “classici” che intendessero poi valorizzare l'elemento scenografico; e tra i primi esempi a tornarci in mente e di cui siamo stati testimoni diretti vi è senz'altro Mostellaria (la commedia del fantasma), riuscito omaggio alla drammaturgia plautina ivi andato in scena dal 28 dicembre 2019 al 19 gennaio 2020.

  • Il generale dell'armata morta
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Una costola sempre più importante di èStoria, il magnifico festival dedicato agli studi storici che si tiene ogni anno a Gorizia, è la sua estensione cinematografica: èStoria Film Festival, i cui appuntamenti hanno luogo in genere tra il Kinemax (sede principale, del resto, di un'altra eccellenza goriziana come il Premio Sergio Amidei) e la saletta di BorGO Cinema. Proprio al Kinemax il 28 maggio 2026 si è svolto un evento imperdibile; la proiezione serale del misconosciuto capolavoro di Luciano Tovoli, Il generale dell'armata morta, abbinata peraltro a una conversazione con l'autore (e con il saggista Antonio Caiazza) che è stata per certi versi la prosecuzione dell'incontro col pubblico tenutosi nel pomeriggio a BorGO Cinema e intitolato “Una storia scomoda. La guerra segreta al film con Mastroianni sugli italiani in Albania negli anni del fascismo”.

  • Tuner
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Con Tuner/L’accordatore, Daniel Roher, già premio Oscar per il documentario Navalny, realizza un film costruito su un’idea tanto semplice quanto efficace: un giovane accordatore di pianoforti, dotato di un udito ipersensibile (come il Daredevil del Marvel Cinematic Universe), scopre che la stessa facoltà che gli permette di restituire armonia ad alcuni vecchi strumenti musicali (soprattutto pianoforti) può essere usata per aprire casseforti. Il protagonista, Niki White, interpretato da Leo Woodall, subirà una metamorfosi: da tecnico del suono a uomo sospeso fra arte e illegalità, vocazione e sopravvivenza.

  • Millennium Actress
    Articolo di: 
    Stefano Coccia

    Scomparso troppo presto, a neanche 47 anni, il genio dell'animazione giapponese Satoshi Kon non ha avuto il tempo di realizzare molte opere, ma ci ha comunque lasciato un pugno di capolavori. Bello perciò che periodicamente vengano riproposti in sala. Se infatti Paprika – Sognando un sogno (Papurika, 2006) è stato a memoria l'unico suo lungometraggio a beneficiare in Italia di una regolare distribuzione cinematografica, anche i lavori più datati sono in tutto e per tutto meritevoli di essere riscoperti, nonostante la loro reperibilità su altri canali, da un pubblico più ampio e  preferibilmente sul grande schermo.

  • Illusione
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Francesca Archibugi non ha bisogno di presentazioni. Con Nanni Moretti rappresenta ormai un'icona della grande costellazione del cinema borghese-intellettuale romano, colto, progressista e incline a mettere sotto processo il proprio mondo attraverso descrizioni ironiche e morali a un tempo. E anche questa volta non ci delude, proponendoci, con Illusione, un'operazione cinematografica da lettino d'analista, in cui un fatto drammatico, quasi da cronaca nera, viene subito sottratto alla meccanica del thriller puro per diventare un'esplorazione di caratteri, con zone d’ombra, fragilità psichiche e tensioni morali.

  • Obsession
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il giovane regista americano Curry Barker, noto soprattutto per le sketch comedies, approda al lungometraggio destinato alle sale cinematografiche con Obsession, e fin dall’impianto si capisce bene dove vuole andare a parare: non è tanto un horror soprannaturale in senso stretto, quanto un film sul desiderio che si corrompe e sull’amore che diventa possesso, sulla devozione per l'altra persona che si rovescia in dipendenza e violenza. 

  • Thriller
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Dopo 17 anni è uscito il primo capitolo su un artista completo, ispirato e dotato di una sensibilità quanto di una fragilità eccezionali: Michael rappresenta il capitolo uno di una serie, di un doppio, forse un'ode plurima al talento supremo della famiglia Jackson. Michael Jackson, nato a Gary, Indiana, il 9 agosto del 1958, lui è nella memoria di chiunque, anche della generazione Z, perlomeno con una canzone, che sia Thriller, Billy Jean o Bad.

  • Resurrection
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Alquanto ignari di cinema cinese contemporaneo, siamo andati alla première di Resurrection, l'ultima fatica del giovane regista Bi Gan, con un atteggiamento misto tra curiosità e diffidenza, viste le premesse suggerite dalle note di regia, dove il film viene presentato come ambientato "in un mondo in cui l’umanità ha barattato la sua capacità di sognare con l’immortalità". E in effetti, il regista cinese costruisce un’ambiziosa odissea attraverso epoche, generi e fantasmi ispirati alla più pura poetica da cinéphile di mestiere. Il risultato è visivamente sontuoso e tecnicamente abbagliante. Ma certi toni ci sono sembrati anche eccessivi e derivativi, non sempre coerenti con la visione d'insieme. Bi Gan, già autore di Kaili Blues e Un lungo viaggio nella notte, firma così un’opera dichiaratamente smisurata: 160 minuti, sei racconti, un secolo di cinema attraversato come una camera dei sogni, un “Mostro del cinema” che vaga tra illusioni, memoria e perdita progressiva dei sensi.

  • Antartica
    Articolo di: 
    Antonella D'Ambrosio

    Presentato in anteprima, nella sezione Rosso di sera, al 17° BIF&ST, il festival che si tiene a Bari nel mese di marzo, Antartica. Quasi una fiaba, è un’opera prima  di Lucia Calamaro, drammaturga di fama internazionale, vincitrice di tre Premi Ubu.

  • A cena col dittatore
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il titolo italiano A cena con il dittatore (La cena in orignale spagnolo) si riferisce al film del regista spagnolo Manuel Gómez Pereira ripreso da un adattamento dell'opera teatrale La cena de los generales di José Luis Alonso de Santos (Valladolid, 1942). Siamo a Madrid nel 1939, appena due settimane dopo la fine della Guerra Civile il Tenente Santiago Medina (Mario Casas)  deve preparare una cena per Franco ed i suoi generali, facendo sgombrare un oespedale allestito al Palace, grand hotel lussuoso dove governa Genaro Palazón (Alberto San Juan), maître dell'Hotel raffinato e disponibile.