- Articolo di:Giulio Migliorini
Tre rappresentazioni del primo capolavoro operistico di Alban Berg hanno avuto luogo nella Sala Grande del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il 27 e 30 settembre e il 3 ottobre 2026, nell’allestimento della Royal Opera House di Londra con la regia di Deborah Warner. L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è stata diretta dal giovane e affermato Thomas Guggeis, direttore tedesco dotato di grande carisma interpretativo e versatilità esecutiva. Ho assistito alla rappresentazione del 3 ottobre alle ore 15:30.
musica
- Articolo di:Giulio Migliorini
Tre rappresentazioni del primo capolavoro operistico di Alban Berg hanno avuto luogo nella Sala Grande del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino, il 27 e 30 settembre e il 3 ottobre 2026, nell’allestimento della Royal Opera House di Londra con la regia di Deborah Warner. L’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è stata diretta dal giovane e affermato Thomas Guggeis, direttore tedesco dotato di grande carisma interpretativo e versatilità esecutiva. Ho assistito alla rappresentazione del 3 ottobre alle ore 15:30.
- Articolo di:Livia Bidoli
Il percorso autunnale a Santa Cecilia si apre con i grandi concerti per pianoforte ed orchestra del russo (naturalizzato americano nel 1943) Sergej Rachmaninoff: al pianoforte una stella del piano come Nikolai Lugansky, nato a Mosca e, alla guida dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, un altro russo, ma di San Pietroburgo, Stanislav Kochanovsky. Tre serate, 21, 24 e 27 settembre, tutte dedicate all'astro russo emigrato l'anno seguente alla rivoluzione d'ottobre, nel 1918, nella grande mela, New York. Delle tre serate, ne abbamo seguite due in particolare, quella del 24 settembre, con il raro Concerto n.4, L’isola dei morti e la Rapsodia su un tema di Paganini; e quella del 27 settembre, con il Concerto n. 3 e la Sinfonia n. 2.
- Articolo di:Giulio Migliorini
La grande orchestra sassone si esibisce al Filarmonico di Verona davanti al pubblico delle grandi occasioni in una sala gremita. Dopo la Sesta di Mahler, ascolto nella sera di mercoledì 9 settembre alle ore 20:30 un programma ottocentesco, che spazia amorosamente dal classicismo beethoveniano al tardo romanticismo e al simbolismo dell’ultimo quarto del secolo diciannovesimo. Tra il 1805 del quarto concerto beethoveniano e il 1905 della sesta sinfonia di Mahler (perfezionata poi fino al 1907), in due giorni la Sächsische Staatskapelle Dresden porta a Verona una magnifica regata, un centennio di musica e sentimenti.
- Articolo di:Monica Ferri
Ci sono concerti che, fin dalla prima battuta, assumono la dimensione di un’esperienza esaltante. È quanto è accaduto il 3 settembre scorso anche a Lubiana, al Cankarjev Dom, dove Sir Antonio Pappano, alla guida della London Symphony Orchestra, ha affrontato la monumentale Seconda Sinfonia di Gustav Mahler, “Resurrezione”, al centro della seconda serata affidata al direttore italo-britannico nell’ambito del Festival di Lubiana.
- Articolo di:Livia Bidoli
Ultima giornata di Der Ring des Nibelungen a Bayreuth: l'attesa per Götterdämmerung il 16 agosto, è fortissima, si sente la fibrillazione per questo terzo ciclo che cade esattamente 150 anni dopo il primo del 1876 con Richard Wagner a sovrintendere. Il Maestro Thielemann a dirigere l'Orchestra del Festspielhaus viene accompagnato questa volta dal Maestro del Coro Thomas Eitler-de Lint, un'altra conoscenza longeva del Bayreuther Festspiele che assicura una grande coesione a tutta la massa vocale sulla scena e fuori.
- Articolo di:Livia Bidoli
I Bayreuther Festspiele 2026, che celebrano il 150° anniversario della prima edizione del 1876, presentano la seconda giornata di Der Ring des Nibelungen, incentrata su Siegfried, l'eroe impavido e invitto celebrato da Friedrich Nietzsche ai tempi d'oro della sua venerazione per Richard Wagner. Il 15 agosto alla Festspielhaus sopra la verde collina fiorita, Grüner Hügel o Festspielhügel, abbiamo seguito la creazione dell'intelligenza artificiale guidata da Marcus Lobbes. Al baton di guida della Festspielorchester il Maestro Christian Thielemann.
- Articolo di:Livia Bidoli
Di tutto il ciclo del Ring, presentato tre volte per il 150° di Der Ring des Nibelungen ai Bayreuther Festspiele dell'estate 2026, Die Walküre (La Valchiria) è generalmente la più amata dal pubblico, anche perché finalmente, si entra nel vivo del tessuto mitico connesso all'Umano. Nella serata del 13 agosto di esattamente 150 anni dopo, possiamo assistere a questa messinscena del primo giorno della Tetralogia wagneriana piuttosto in tumulto, che la direzione di Christian Thielemann, già dal Vorspiel, fa inebriare di immensità per il valore totale di questo Musikdrama.
- Articolo di:Livia Bidoli
Il Bayreuther Festspiele è giunto al 150° anniversario quest'anno e giubila con il Ring: al completo è stato presentato in una veste straordinaria ed inaspettata Der Ring des Nibelungen, l'intera tetralogia elaborata per il Festspielhaus di Bayreuth da Richard Wagner. La KI (Künstliche Intelligenz), ovvero l'intelligenza artificiale in tedesco, guidata da Marcus Lobbes e Nils Corte, ha elaborato i Ring precedenti a partire da quello capostipite dal 13 al 17 agosto 1876 e li ha proposti come sfondo plurimo ai protagonisti. Il primo ad essere presentato per il terzo ciclo è il prologo di Das Rheingold, L'oro del Reno a datare 12 agosto. Alla bacchetta il Maestro Christian Thielemann, a garanzia della resa musicale per la Festspielorchester ed i cantanti.
- Articolo di:Livia Bidoli
Per la prima volta nella storia del Bayreuther Festspiele, l'unico grand opéra di Richard Wagner è approdato al festival fondato dal compositore di Lipsia nel 1876: non solo, Rienzi, der Letzte der Tribunen, l'ultimo dei Tribuni, dedicato alla storia di Cola di Rienzo (Roma, 1313 – Roma, 8 ottobre 1354), è tuttora attuale, come hanno ben dimostrato Alexandra Szemerédy e Magdolna Parditka, curando la regia, le scene ed i costumi in modo esemplare per questo nuovo mondo del futuro in cui lo hanno ubicato.
- Articolo di:Giulio Migliorini
Nel mezzogiorno ardente di Pesaro, dove nessun gelato ha scampo, il 17 agosto 2026 assisto al concerto di Dave Monaco, tenore rossiniano di grande valore che avevo già ascoltato al Teatro Filarmonico di Verona, quale molto valido Don Narciso nel Turco in Italia (novembre 2025). La sala del Teatro Rossini è fresca, la vernice dello Steinway nero brilla in contrasto con i colori setosi del sipario storico, che rappresenta La fonte di Ippocrene, una scena mitologica completata nel 1818 a tempera su tela dal pittore milanese Angelo Monticelli.


