- Articolo di:Livia Bidoli
Con una voce perfetta come quella di Angela Brower per il Compositore, torna dopo 35 anni di assenza al Teatro dell'Opera di Roma Ariadne auf Naxos di Richard Strauss con David Hermann, che firma la regia dell’opera con le scene di Jo Schramm, le luci di Fabrice Kebour e i costumi di Michaela Barth. Il titolo straussiano in programmazione dal 1° al 10 marzo 2026 ha visto sul podio Maxime Pascal, che avevamo già apprezzato nel 2017: aveva diretto un concerto dedicato a Thomas Adès (Danze da Powder Her Face), Luciano Berio (Rendering) e Francis Poulenc (La voix humaine, con Anna Caterina Antonacci).
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- Articolo di:Giulio Migliorini
Al Comunale Pavarotti-Freni di Modena L’Italiana In Algeri è andata in scena il 6 e l’8 marzo. Ho assistito alla matinée domenicale. Il dramma giocoso per musica in due atti è opera composta in circa 30 giorni da Gioachino Rossini su libretto del giurista Angelo Anelli, e ha debuttato al Teatro San Benedetto di Venezia il 22 maggio 1813 (mentre a Lipsia nasceva Richard Wagner).
- Articolo di:Giulio Migliorini
Quante Violette ci sono al mondo, dimenticate, abusate, straziate, uccise. Questa recensione è anche per loro. La traviata, Melodramma in tre atti di Francesco Maria Piave, musica di Giuseppe Verdi, è andata in scena il 21 febbraio 2026 al Comunale Nouveau di Bologna. Sono seguite 5 repliche fino al 1° marzo (ho assistito a quest’ultima). La regia e le scene sono opera di Alessandro Talevi, mentre l’Orchestra del Comunale è stata diretta dal Maestro Leonardo Sini.
- Articolo di:Daniela Puggioni
Il programma dei concerti della stagione sinfonica dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia negli ultimi tre giorni di febbraio, ossia 26, 27 e 28, ha proposto La creazione, oratorio, di Franz Joseph Haydn, Daniel Harding ha diretto e i solisti, Katharina Konradi, soprano, Joshua Ellicott, tenore, e Michael Nagy, basso, l’Orchestra e il Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; il Coro è stato preparato in questa occasione da Sam Evans, Il pubblico, che gremiva la sala Santa Cecilia, ha lungamente acclamato Harding e tutti gli esecutori, alla fine del concerto a cui abbiamo assistito, il 28 febbraio.
- Articolo di:Monica Ferri
"Nera come la pece che invischia l’animo umano, un filo cromatico conduttore: il rosso della vendetta e della pira..." Dopo otto anni di assenza dalle scene triestine, Il Trovatore di Giuseppe Verdi (1853) torna finalmente al Teatro Giuseppe Verdi di Trieste con una produzione che, pur nella sua essenzialità visiva non rinuncia a colpire nel profondo dell’animo umano.
- Articolo di:Daniela Puggioni
Il Teatro Comunale Pavarotti-Freni di Modena ha proposto fuori abbonamento I quatro rusteghi di Ermanno Wolf-Ferrari (1876-1948), ne sono stati interpreti i partecipanti al Corso di alto perfezionamento 2025/2026 per cantanti lirici del Teatro Comunale di Modena. Giuseppe Grazioli ha diretto l’Orchestra Filarmonica Italiana e i cantanti, mentre la regia è stata affidata ad Aldo Tarabella. L’allestimento e le scene sono state quelle dello spettacolo del 2006 del Teatro del Giglio. Nelle due date del 20 e 22 febbraio alcuni i cantanti si sono avvicendati nei ruoli, la recensione si riferisce alla recita del 22 febbraio, che è stata trasmessa in streaming.
- Articolo di:Giulio MIgliorini
Nel cuore di Genova, a pochi passi dal severo ed eloquente Duomo romanico dove il riflesso del mare è nelle cromie delle pietre, nelle onde delle colonnette tortili, il Teatro Carlo Felice ha accolto dal 13 al 22 febbraio il secondo titolo marino di Richard Wagner, dove i frangenti scintillano nella melodia cangiante, nel cromatismo ardente ed estenuato dell’orchestra, nei canti marinareschi, nei ricordi dei protagonisti, affioranti come foglie dorate che la corrente trae alla luce del sole. Tristan und Isolde, Azione (Handlung) in tre atti, libretto e musica di Richard Wagner, rappresentata la prima volta a Monaco di Baviera, al Königlisches Hof- und Nationaltheater il 10 giugno 1865, ha visto sul podio dell’Orchestra del Carlo Felice la bacchetta esperta di Donato Renzetti, alla regia Laurence Dale. La recita qui recensita è quella del 15 febbraio scorso.
- Articolo di:Livia Bidoli
Nel cinquantesimo anniversario della morte, lo scorso 2 febbraio 2026, è stato presentato nella Sala Petrassi in una serata unica, lo spettacolo Gli occhiali di Šostakovič, scritto e diretto da Valerio Cappelli sulla vita del compositore russo Dmítrij Dmítrievič Šostakovič (1906-1975), avversato fino al 1953 da Josif Stalin, che morì lo stesso giorno di un altro compositore russo della stessa levatura e perseguitato anche lui, Sergei Prokofiev (1891-1953). Ad interpretare un dimesso eppur semprevivo Šostakovič è stato Sergio Rubini, con inserti musicali registrati e riprese multimediali.
- Articolo di:Giulio Migliorini
Al Comunale Nouveau di Bologna la prima opera in Cartellone per la Stagione 2026 è stata Idomeneo di Wolfgang Amadeus Mozart, quattro rappresentazioni dal 24 gennaio al 1° febbraio. Il libretto dell’opera è dell’abate Giambattista Varesco, che l’ha tratto dall‘Idoménée di Antoine Danchet, libretto scritto per una tragédie lirique del 1712 con musica di André Campra. Sul podio dell’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna è salito il Maestro Roberto Abbado, mentre la regia è stata guidata da Mariano Bauduin. Ho assistito alla quarta rappresentazione, nella giornata grigia del 1° febbraio al Comunale Nouveau, in un teatro affollato e quasi esaurito in ogni settore della vasta platea.
- Articolo di:Daniela Puggioni
Il Teatro Costanzi affollatissimo in ogni ordine di posto è stato la conferma che la vicenda esotica de La Bayadère attrae ancora oggi, la versione coreografica andata in scena è quella creata da Benjamin Pech, da Petipa, per l’Opera di Roma nel 2023. Quello che segue si riferisce alla recita del 5 febbraio scorso, che ha ricevuto l’entusiastico e incandescente consenso del pubblico presente.
- Articolo di:Monica Ferri
Per per la prima volta al Teatro Verdi di Trieste uno dei titoli più rari e scomodi del teatro musicale del Novecento: Aufstieg und Fall der Stadt Mahagonny, capolavoro della coppia Kurt Weill – Bertolt Brecht, in scena dal 30 gennaio all’8 febbraio. Un’opera che, a quasi cent’anni dalla sua composizione, conserva una forza critica disturbante e sorprendentemente attuale, sottolineata fortemente dalla regia di Henning Brockhaus, precisa nella direzione musicale di Beatrice Venezi, al suo debutto sul titolo. L'allestimento è in coproduzione tra Fondazione Teatro Regio di Parma e Fondazione i Teatri di Reggio Emilia.
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