- Articolo di:Teo Orlando
Domenica 4 gennaio 2026 nel piccolo e raccolto Teatro Il Cantiere, situato nel cuore di Trastevere, abbiamo assistito a un incontro speciale: quello tra Marilena Paradisi e Kevin Harris, nel nome del jazz storico e dell'avanguardia contemporanea. Si presentava con una promessa impegnativa: un concerto “speciale” incentrato su improvvisazione e libertà creativa, con l’interplay come vera trama della serata. Non si tratta di etichetta di comodo: l’assetto in duo, essenziale e scoperto, impone che ogni secondo venga guadagnato con ascolto reciproco, perché senza una scaletta protettiva (o un repertorio “salvagente”) la musica vive o muore nel modo in cui due personalità riescono a farsi spazio senza schiacciarsi.
Opera di Roma. Vogel ed i simulacri dell'Anima
La prima creazione di Friedemann Vogel, ballerino di punta dello Stuttgart Ballet di Cranko, è approdata al Teatro Nazionale per la stagione 2025-2026 del Teatro dell'Opera di Roma, in due serate uniche, il 12 e 13 dicembre scorsi. Il titolo Soul Threads, "Sentieri o fili dell'anima", potremmo tradurre in questo modo, rimanda ad un percorso che proietta nella sua coreografia un'impronta ineguagliabile, quella dello spirito.
Lo spettacolo inizia con un sospiro forte che è lo stesso con cui termina, una sorta di ouroboros che si divide poi in altri tre momenti intervallati dalle proiezioni di un simulacro artificiale e robotico del ballerino stesso. Il respiro dell'Atma, dell'anima piu' profonda, avviluppata in sé stessa, pensiva, trasognata, una sorta di posa come il Pensatore di Auguste Rodin (1880-1902), per incamminarsi su un viaggio interiore che sbuca dal buio e poi vi si rintana di nuovo.
Questo primo momento dedicato alla riflessione, ovvero all'entrata dentro di sé, conduce alla meditazione su quello che può fare il proprio corpo tra l'esposizione dei muscoli e la struttura ossea, attrvaerso movimenti e gesti estremi nella loro portata vigorosa e mordace, una sfida a sé stessi, organicamente.
Dipingere i muscoli con il movimento e la torsione nonché la tensione supportiva, sono i paradigmi di questa prima parte preponderante dello spettacolo dopo l'introduzione.
A questo punto c'è spazio anche per i simulacri di sé, su un tappeto musicale elettro-tecnologico: il doppo di sé voler rappresenta altre possibilità, oltre a duplicarle. Soprattutto "può", in termini fisici, ciò che all'uomo è vietato per la sua limitatezza fisiologica.
Il simulacro è il doppio, in questo caso duplice anch'esso, mutando poi a tre, a raddoppiare o a triplicare la potenza del corpo organico che viene riflesso come in uno specchio robotico.
Segue una sorta di calma in un mixage generato da movimenti lenti, geometrici, quasi a forma di insetto. Ci immaginiamo una mantide nel suo rito macabro.
L'ultima parte è dedicata allo sciogliersi di tutte queste tensioni e quindi anche l'abbigliamento è piuttosto leggero e flessuoso per dare la possibilità al ballerino di esprimersi senza condizionamenti.
Se, come ha dichiarato Friedemann Vogel ha voluto consustanziare il vero, l'autentico, ci è sicuramente riuscito in questa performance di cui è stato coreografo e interprete.
La coreografia ha debuttato al Festival dei Due Mondi di Spoleto, la coreografia Soul Threads è stata firmata e concepita con Thomas Lempertz. E' stata prodotta dal Kleist Forum in collaborazione con il Kleist Museum, poichè il soggetto della coreografia parte dal saggio di Heinrich von Kleist Sul teatro delle marionette.
Vogel in proposito dichiara: "Sono molti i parallelismi tra danzatori e marionette, anche noi ballerini siamo marionette, del pubblico, del coreografo, dei direttori, dobbiamo eseguire ciò che ci chiedono con il nostro linguaggio. Però abbiamo un’anima e in Soul Threads, anzi sempre, l’anima vince! Lo dobbiamo ricordare soprattutto quando tutto si muove attraverso il digitale e l’intelligenza artificiale. Ciò che conta e rimane, quello che continuerà a cambiare la nostra società, sono l’arte, le emozioni e la fragilità umana».
Soul Threads, che gli è valso il premio Danza&Danza come miglior coreografo/interprete 2024, è stato concepito con Lampertz e, per la musica, con Alisa Scetinina (GAISMA), che ha "suonato" in palcoscenico. Insieme a lei l’artista digitale Timo Kreitz, specialista di motion design e di esperienze spaziali e immersive, e la light designer romana Fabiana Piccioli, anche lei premio Danza&Danza 2024 proprio per Soul Threads, sono gli altri due creativi del team di Vogel.
Tutto esaurito e pubblico entusiasta, con la Direttrice del Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera di Roma Eleonora Abbagnato in prima fila circondata dai suoi ballerini.


