Gothic Network 22 Anno VI Numero doppio 10-17 aprile 2014

Prossima uscita 24 aprile 2014

  • Carmen Escamillo.jpg
    Articolo di: 
    Elena Gajeri

    La Carmen di Georges Bizet  rappresentata alla Bayerische Staatsoper di Monaco, il 3 aprile 2014, con la sapiente ed affascinante regia di Lina Wertmüller, diventa una profanatrice e  sacerdotessa dell’amore, in una lettura che si sovrappone, amplificandola, all’interpretazione tradizionale della bella gitana simbolo della libertà.

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  • noah.jpg
    Articolo di: 
    Alessandro Menchi

    In tempi bui la fede può essere l'unica luce. Una luce, talvolta, tanto forte da accecare. Il 10 aprile esce in Italia Noah, l'ultima fatica di Darren Aronofsky. Un progetto coltivato per anni e sfociato in un kolossal da 125 milioni di dollari in bilico fra autorialità e intrattenimento, che si interroga sul rapporto con la divinità offrendo una rilettura visivamente potente del mito del diluvio universale

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  • Le vie del sacro
    Articolo di: 
    Marianna Dell'Aversana

    Gli spazi sconfinati del deserto del Sahara, quelli affollati della città di Medina, dove una schiera di pellegrini interrompe il digiuno del Ramadan, luoghi remoti, impervi e duri sono stati immortalati in circa 200 scatti dal fotografo documentarista Kazyoshi Nomachi e sono stati raccolti in una mostra antologica dal suggestivo titolo “Le vie del sacro”.

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  • El Corsario
    Articolo di: 
    Roberto Begnini

    In questi giorni, presso l'Auditorio Nacional del Sodre Adriana Varela di Montevideo, va in scena la prima produzione della stagione invernale del Ballet Nacional diretto da Julio Bocca. Una versione classica de Il Corsaro che si avvale però di una coreografia internazionale d'eccezione, che porta la firma della canadese Anna-Marie Holmes, di cui anche in Italia, in passato, si è potuto assistere ad alcuni tra i grandi classici da lei rivisitati e messi in scena nei teatri di Napoli e Firenze.

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  • Montefoschi.jpg
    Articolo di: 
    Giuseppe Talarico

    In un suo saggio Franco Marcoaldi in passato ha scritto che per capire le grandi narrazioni del Ventesimo secolo è necessario collocarle nel genere letterario dell'autobiografia intellettuale dissimulata. Questo per dire che la letteratura moderna è intessuta e basata su elementi autobiografici, che si riflettono con diverse rifrazioni poetiche nelle pagine degli scrittori del nostro tempo. Questo giudizio critico di Marcoaldi è riaffiorato nella mia mente dopo avere letto il libro di Giorgio Montefoschi, scrittore e critico letterario, pubblicato dalla Bompiani con il titolo La fragile bellezza del giorno.

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