Gothic Network N.7 Anno II 3 febbraio 2010

in questo numero

  • Gli Angeli di Arvo Pärt
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    I quattro concerti che Arvo Pärt dedica a Roma dal 23 gennaio fino al 2 febbraio 2010 sono titolati Diario dell’anima, per un compositore estone che della metafisica ha scritto le note, virando direttamente al loro cuore. La collaborazione tra Fondazione Musica per Roma e Accademia Nazionale di Santa Cecilia, Istituzione Universitaria dei Concerti e Accademia Filarmonica Romana ha reso possibile un ascolto vasto della sua produzione. Il concerto del 27 gennaio ha le ali de Gli Angeli a Santa Cecilia.

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  • Helmut Berger
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Gruppo di famiglia in un interno di Luchino Visconti del 1974, ha un sottotitolo che ne denuncia immediatamente l’ispirazione: Conversation Piece. Il riferimento è ad un libro di Mario Praz uscito nel 1971 per l’editore Bozzi e dal titolo: Scene di conversazione. I ritratti di famiglia, collezione del Professore - interpretato da Burt Lancaster nel film - che ospita un accolito di inquilini borghesi e volgari al piano di sopra, sono il correlativo oggettivo che rifrange lo specchio di divinazione.

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  • Spider di Alexander Calder
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Fino al 14 febbraio 2010 la mostra di Alexander Calder al Palazzo delle Esposizioni di Roma ci accoglie con un vento naturale, quasi sospinto dai nostri stessi aliti, perché forse son proprio quelli a muovere e a far ruotare tutti i mobiles di Calder, artista americano naturalizzato francese e morto nel 1976.

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  • Sara Vannelli. "Guarda che me ne vado"
    Articolo di: 
    Barbara Gigliotti

    Si può giudicare e recensire un libro secondo i criteri più disparati. Si può iniziare dal titolo Guarda che me ne vado e pensare che si tratti di una minaccia. Si può considerare l'autrice, Sara Vannelli, una giovane scrittrice esordiente ed eclettica, che emerge dalla copertina con uno sguardo di rilassata sfida, immersa da colori vivaci. Si può considerare la casa editrice Leconte, nota per la sua trasversalità e la sua ideologia “crossover”.

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