cinema

  • Un piccolo favore
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il nuovo thriller di Paul Feig, Un piccolo favore (A Simple Favor in originale) inizia con un'intrigante colonna sonora francese anni '60, che va da Brigitte Bardot a Serge Gainsbourg con delle virate piu' odierne e rap (la scena con Anna Kendrick che imita un rapper è goduriosissima!) e mette in scena quello che all'inizio non sembra un thriller, ma piu' che altro una seduzione mortale tra le due protagonioste ed il bel marito di Emily, biondissima e staturia moglie di Sean. Riassumiamo, Stephanie (Anna Kendrick) è una mamma vlogger che cerca di scoprire la verità dietro la scomparsa della sua migliore amica, Emily (Blake Lively). Stephanie in questa sua ricerca è affiancata dal marito di Emily, Sean (Henry Golding), particolarmente affascinante.

  • Il castello di vetro
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Ecologismo profondo e vita anticonformista al limite tra bohémien e clochard: il tutto condito in salsa americana, anzi da profonda provincia statunitense. È quanto ci propone il nuovo film del premio Oscar® Brie Larson, Il castello di vetro (The Glass Castle). La storia raccontata si basa sull'autobiografia di Jeannette Walls, cresciuta in una famiglia eccentrica e disfunzionale, resiliente e misteriosamente affiatata.

  • Colette
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Un film su Colette è sempre interessante, soprattutto se realizzato da un autore indipendente come Wash Westmoreland, autore di Still Alice con Julianne Moore e nel 2014 oppure di The Last of Robin Hood su Errol Flynn l'anno prima. Questa pellicola analizza e presenta in maniera glamourous la prima parte della vita di Colette, pseudonimo di Sidonie-Gabrielle Colette (Saint-Sauveur-en-Puisaye, 28 gennaio 1873 – Parigi, 3 agosto 1954), e soprattutto disegna un profilo della sua vita finchè non esplode sia come scrittrice sia come attrice.

  • Copia di LPA_J51-570.jpg
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Il grande cinema francese ritorna con il regista Éric Barbier (Le brasier, lungometraggio sulle lotte dei minatori negli anni '30 del secolo scorso), un'attrice d'eccezione come Charlotte Gainsbourg (ricordiamo alcune sue splendide interpretazioni con Lars von Trier, in Melancholia e Nymphomaniac) e un attore giovane ma già affermato come Pierre Niney: dal romanzo autobiografico di culto scritto da Romain Gary, La promessa dell'alba (La promesse de l'aube), il regista e i due produttori,  Eric Jehelmann e Philippe Rousselet, hanno saputo trarre un film appassionante e commovente, benché a tratti troppo enfatico e retorico.

  • Le Ninfee di Monet
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Quando si pensa a Monet la prima immagine che ci viene in mente sono Le Ninfee, ed è questo il titolo del film diretto da Giovanni Troilo, sottotitolato Un incantesimo di acqua e di luce e distribuito da Nexo Digital dopo altri capolavori come Klimt e Schiele, e sempre come evento per soli tre giorni, il 26-27-28 Novembre 2018 al cinema.

  • Robin Hood
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Sulla scia del precedente King Arthur di Guy Ritchie di un anno fa, e come recita bene il pressbook ripetendo,"tempi moderni" una riga si e l'altra no (il che richiamrebbe il "Tempi moderni" di Charlie Chaplin del 1936, ma è evidente che non siano quelli il riferimento), il film Robin Hood di Otto Bathurst, foriero di una fortunata serie che ha iniziato proprio lui col primo episodio di Black Mirror, dicevamo, il regista si è gettato a pié sospinto in una lettura ipermoderna, con tanto di costumi e palazzi inesistenti all'epoca quanto le miniere di carbone ispirate fortemente al Signore degli Anelli di Jackson, ci riferiamo naturalmente alle tenebrose minisere degli orchi di Sauron.

  • torino
    Articolo di: 
    Elena Romanello

    Dal 23 novembre al 1° dicembre torna il Torino Film Festival, il consueto appuntamento con il cinema sotto la Mole giunto alla trentaseiesima edizione, con una locandina che vuole festeggiare il centesimo compleanno di Rita Hayworth, icona del cinema a stelle e strisce degli anni Quaranta.

  • Grindelwald
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il secondo episodio della serie di romanzi, cinque, di J.K. Rowling, titola Animali fantastici: i crimini di Grindelwald, distribuito dalla Warner Bros. Pictures. Ne seguiranno altri, almeno tre, che si attendono nei prossimi anni e vengono prospettati già dal finale di questo secondo episodio molto piu' gotico del primo e con uno Johnny Depp in piena forma nella parte dell'oscuro mago Gellert Grindelwald, e protagonista quanto Eddie Redmayne nella parte di Newt Scamander, che lo aveva fatto incarcerare dai Ministry of MACUSA (Il Magico Congresso degli Stati Uniti d’America), in realtà non volendo. Alla regia di nuovo c'è David Yates, mentre nella parte di Albus Silente, Jude Law, di cui scopriremo un patto incredibile.

  • Senza lasciare traccia
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Debra Granik non è una regista comune: è indipendente ed analizza una delle problematiche che sono meno sotto l'attenzione del pubblico negli Stati Uniti ed invece centrali per la gente comune. Il diritto alla casa, a non essere discriminati sulla base della razza e di altre caratteristiche per ottenerne una in affitto od in vendita (If Beale Street Could Talk di Jenkins lo evidenzia proponendo una lettura del problema negli anni '70). In questo film però non è solo la casa ad essere sotto la lente di ingrandimento, ma anche la scelta di non averne una e di trovare nella foresta un terreno di accoglienza per un padre ed una figlia non comuni.

  • Copia di Chesil Beach.jpg
    Articolo di: 
    Teo Orlando

    Le differenze di classe nella Gran Bretagna del XX secolo non si traducevano solo negli aperti conflitti così efficacemente illustrati nei film di Ken Loach, ma anche in meno evidenti drammi sociali e familiari che Chesil Beach, film diretto da Dominic Cooke e ispirato all'omonimo romanzo di Ian McEwan, illustra in modo particolarmente efficace, attraverso la storia dell’amore tra la ricca e ambiziosa violinista Florence e il modesto e promettente storico Edward, prigionieri dei tabù di un’epoca e delle convenzioni familiari e sociali nell’Inghilterra dei primi anni ’60, pochi anni prima della rivoluzione sessuale.