Les Ballets Russes II. Prima parte. Pulcinella e La Chatte

Articolo di: 
Livia Bidoli - Daniela Puggioni
La Chatte

I Ballets Russes di Diaghilev sono al secondo appuntamento e presentano un’altra tornata di successi: Pulcinella e la scandalosa, allora, nel 1913, Le Sacre du Printemps entrambe di Strawinskij, insieme ai due episodi avanguardisti di La Chatte, su musiche di Henri Sauguet, e Parade su musiche del melanconico Eric Satie.

In questa prima tornata che va da venerdì 17 fino a mercoledì 22 aprile fanno parte quattro balletti per due serate, quella del 19 e quella del 21 aprile: Pulcinella, su musica di Stravinskij (19/04); La Chatte, musica di Henri Sauguet (21/04); Parade, musica di Erik Satie (21/04); Le Sacre du Printemps, musica di Stravinskij (19/04).

L’inaugurazione spetta al pastiche che Strawinskij scrisse su brani di Pergolesi, Gallo, Chelleri e Parisotti  su coreografia di Massine e scenografie e costumi di Picasso, ricostruiti rispettivamente da Susanne della Pietra la prima e Maurizio Varamo con Anna Biagiotti i secondi. Proposti sia nel 2007 sia nel 2008 sono particolarmente graditi dal pubblico che riempie tutti i posti a disposizione rappresentando tutte le età e con una buona presenza di fanciulli e fanciulle a loro agio in teatro, specialmente durante Parade.

Nelle due parti principali di Pulcinella e Pimpinella abbiamo uno scioltissimo Manuel Paruccini ed una leggiadra, eppur spiritosa Gaia Straccamore, che condividono colore dei costumi – bianco, rosso e nero – insieme ad una spessa dote d’ironia. I vaporosi costumi confetto in verde per Prudenza – Cristina Mirigliano e rosa per Rosetta – Anjella Kouznetsova, sono deliziosi quanto i loro garçons Caviello - Paolo Mongelli, e Florindo – Paolo Gentile.

La strategia dell’inganno alla base dell’intrigo sostenuto da Furbo - Domenico Casedonte, e dagli altri due pretendenti poi, – viene sciolto in quattro e quattr’otto in un calembour di incidenti amorosi che riuniscono alla fine tutte le coppie dell’inizio terminando in un doppio matrimonio.

La gioiosità sottesa a tutta la trama, musicale e coreografica, è inframmezzata dai canti del soprano Arianna Morelli, il tenore Marco Frusoni ed il basso Alessandro Svab, che forniscono qualche parola per risalire ai movimenti scenici ed agli enigmi proposti e subito risolti. Particolarmente deliziosa la danza di tutti i Pulcinella ed i piccoli Pulcinella, che sono spesso sulla scena quasi a comunicare la bontà di una maschera sì furba, ma anche infantilmente ingenua nella sua specificità partenopea. Una lode a parte per il pas de deux di Paruccini-Straccamore sull’aria musicalmente francese del soprano, che caramella il balletto di inusitati vapori leggeri e romantici.

La Chatte, il secondo balletto, fu messo in scena la prima volta al Teatro di Montecarlo nel 1927 su musica di Henri Sauguet e coreografia di George Balanchine (Georgij Melitonovic Balančivadze) con le scene e costumi di Naum Gabo (Pesvner). Gabo era uno scultore e aderì con  il fratello Antoine al Costruttivismo, un movimento astratto russo fondato da Vladimir Tatlin, nelle loro opere i due fratelli si ispiravano al futurismo e al cubismo realizzando sculture di tipo architettonico.

Il balletto è ispirato ad una favola di Esopo e narra di un giovane che, innamorato di una gatta, chiede ad Afrodite di trasformarla in una donna. La dea acconsente ma la mette alla prova e quando vede che si mette ad inseguire un topo la riporta al suo stato primitivo mentre il giovane muore di dolore.

Il balletto è affascinante anche se gli elementi che lo compongono presentano un insolito contrasto. Le scene e costumi di Gabo in cui sono impiegati materiali inconsueti come celluloide e metalli sono astratti e quasi da film di fantascienza, mentre la musica di Sauguet non presenta nulla di così innovativo, anche se è funzionale alla coreografia accademica e stilizzata dell'astro nascente Balachine. Il geniale giovane coreografo fu un ulteriore grande scoperta dell'intuito di Diaghilev, cominciando a lavorare per la compagnia con la sua prima corografia Le chant du Rossignol nel 1925 su musica di Igor Stravinskij, primo capitolo di un rapporto che continuò anche dopo la morte di Diaghilev nel 1929 ed il successivo scioglimento della compagnia di Les Ballets Russes.

Il balletto ebbe successo allora e fu ripreso fino al 1933 da Serge Lifar e Alicia Markova, attualmente però non è facile trovarlo in scena. La coreografia è stata riproposta da Millicent Hodson e le scene ed i costumi sono stati ricostruiti da Kenneth Archer. Gaia Straccamore è stata molto convincente e affascinante nel ruolo della Gatta e così Vito Mazzeo nel ruolo dell'Uomo.

- Segue a breve la pubblicazione della seconda parte dell'approfondimento su Parade e Le Sacre du Printemps. -

Pubblicato in: 
GN13/ 7-21 maggio 2009
Scheda
Titolo completo: 

Teatro dell'Opera di Roma
Les Ballets Russes II parte
Rassegna per il centenario della compagnia fondata da Sergej P. Diaghilev
Dal 17 al 22 aprile 2009

PULCINELLA
musica di Igor Stravinskij
Coreografia di Léonide Massine riproposta da Susanne Della Pietra
Scene e costumi di Pablo Picasso ricostruiti da Maurizio Varamo
Pulcinella: Manuel Paruccini
Pimpinella: Gaia Straccamore
Prudenza: Cristina Mirigliano
Rosetta: Anjella Kouznetsova
Spettacolo del 19 aprile a cura di Livia Bidoli

LA CHATTE
musica di Henri Sauguet
Coreografia da George Balanchine ricostruzione di Millicent Hodson
Scene e costumi da Naum Gabo ricostruiti da Kenneth Archer
La Gatta: Gaia Straccamore
Uomo: Vito Mazzeo
Spettacolo del 21 aprile a cura di Daniela Puggioni

Allestimenti del Teatro dell'Opera
Direttore d'Orchestra David Coleman
Orchestra e Corpo di Ballo del Teatro dell'Opera
Direttore del ballo Carla Fracci

Voto: 
9