Necropoli della Via Triumphalis per il Vaticano

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Necropoli della via Triumphalis. Visione d'insieme dall'alto

Il 14 novembre 2023 la Direzione dei Musei Vaticani ha inaugurato il nuovo ingresso alla Necropoli della Via Triumphalis, i visitatori potranno così accedere al sito archeologico direttamente dal varco Porta di Santa Rosa, il monumentale ingresso allo Stato della Città del Vaticano che affaccia su Piazza Risorgimento, realizzato dallo scultore Gino Giannetti e inaugurato nel 2006.

È con piacere – ha dichiarato Barbara Jatta, direttore dei Musei Vaticani - che ampliamo l’offerta di visita del patrimonio archeologico e storico delle nostre collezioni con l’attenzione anche verso l’ottimizzazione della fruibilità direttamente dal varco Porta Santa Rosa su Piazza Risorgimento”.
La visita alla Necropoli, fino ad ora era stata sempre associata a quella dei Musei Vaticani, poiché negli anni la visita ha riscosso un successo sempre crescente, è stato deciso per la prima volta di riservare anche ai singoli visitatori un accesso indipendente.

Quindi da venerdì 17 novembre è stato possibile accedere direttamente all'area archeologica della Necropoli lungo la Via Triumphalis per andare alla scoperta dell’affascinate percorso “Vita e Morte nella Roma dei Cesari”. Le visite, al momento previste nelle giornate di venerdì pomeriggio e sabato intera giornata, sono prenotabili esclusivamente online sul sito ufficiale dei Musei Vaticani.Inoltre in occasione del prossimo Giubileo, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano ha voluto promuovere una nuova esperienza di visita guidata alla sola Necropoli che si aggiunge alle proposte: Musei & Necropoli o Giardini Vaticani & Necropoli per coloro che dispongono di più tempo.

Giandomenico Spinola, Vice Direttore artistico-scientifico dei Musei Vaticani, che insieme a Leonardo Di Blasi era l'archeologo di riferimento e aveva scavato l'area, così evidenzia l’importanza della necropoli: “Gli scavi rappresentano un’Antologia di Spoon River dell’antica Roma Attraverso i racconti delle iscrizioni, dei rituali e dei corredi emerge la quotidianità della loro vita, con i sentimenti, le superstizioni, le abitudini, le speranze, le paure”.

La Necropoli Vaticana della Via Triumphalis era stata riaperta al pubblico all'inizio del 2014, il recente scavo realizzato tra il 2009 e il 2011 nell'area centrale della necropoli aveva permesso di collegare i settori dell'Autoparco (scavi 1956-1958) e di S. Rosa (scavi 2003), fino ad ora separati.
Le necropoli sorgevano lungo la Via Triumphalis, che portava a Veio e la Via Cornelia Aurelia, che giungeva a Caere - l'antica Cerveteri- come accadeva anche per le altre vie consolari, fuori del perimetro dell'Urbe. La necropoli scavata all'interno dell'area del Vaticano sorgeva prossima alla biforcazione delle due strade ed era ubicata ai piedi di una zona collinare; è rimasta intatta perché le frane dovute alle piogge l'hanno sepolta in epoca antica. Come per l’antica Pompei anche la Necropoli è riemersa con gli oggetti e le offerte ai morti rimasti là dove erano stati lasciati.

La necropoli ha la fondamentale caratteristica di presentare tombe non principesche ma di persone normali e come, ancora accade negli attuali cimiteri, ha visto l'avvicendamento dei proprietari delle tombe. Se in una prima fase ci furono di tombe di appartenenti alla classe povera successivamente nell'area furono costruite cappelle di famiglia di un ceto abbiente medio-alto. Da questi elementi si evince l'importanza della necropoli per la raccolta di informazioni su le abitudini e riti funerari della popolazione romana.

I lavori compiuti permettono innanzi tutto una visione unitaria della zona scavata, i visitatori potrebbero vedere dalle passerelle allestite anche restauratori per ulteriori interventi, infatti per preservare il sito dal deterioramento è stato stabilito un protocollo di manutenzione a ciclo continuo, per rendere stabili il più possibile i valori climatici dell’ambiente. L’intera area è oggi monitorata quotidianamente con l’ausilio di rilevatori termoigrometrici e analisi aerobiologiche e microbiologiche; inoltre sono state utilizzate per l'illuminazione lampade UV, per contrastare l’azione degli agenti biodeteriogeni.

Si è inoltre proceduto alla schedatura e alla catalogazione dei materiali rinvenuti durante le varie campagne di scavo, sia quelle eseguite in passato, sia quelle dei tempi più recenti. Nel nuovo scavo è stata anche rinvenuta un'area destinata alle cremazioni (ustrino), che raramente si conserva in questo tipo di complessi. Nel tempo, infatti, si sono avvicendate diverse modalità di sepoltura: l'incinerazione e l'inumazione. L'uso della necropoli si sviluppò dal I sec.a.C al 320 d.C. circa, anno in cui Costantino decise di costruire in quell'area la basilica dedicata a San Pietro. L'area, infatti, oltre alla necropoli ospitava parchi sia pubblici che privati, e lì Caligola costruì il circo in cui, su ordine di Nerone, venne martirizzato San Pietro.

Il percorso permette di ammirare da vicino marmi, mosaici, stucchi, affreschi che decoravano le tombe, tornati a nuovo splendore dopo i recenti restauri. Da un epitaffio posto a sinistra della soglia del mausoleo XX, apprendiamo che sarebbe stato eretto da Fabia Philtate per il marito lo "scenografo" Alcimus, servo dell'imperatore Nerone, addetto e custode delle scene al Teatro di Pompeo. Sul bassorilievo sono effigiati gli strumenti del suo lavoro e, come in altre tombe più semplici della necropoli, è stato rinvenuto un tubo ceramico che si pensa fosse usato per le libagioni funebri; il tubo sarebbe servito per introdurre nella tomba il cibo. Tra le curiosità il rifacimento sovrapposto di un pavimento a mosaico, testimonianza anche del deterioramento nella tecnica del mosaico con il passare del tempo.

In due nuove vetrine è esposta la suppellettile usata per i rituali funerari, gli oggetti personali del defunto, i diversi utensili per le sepolture a incinerazione o a inumazione. Nella terza nuova vetrina è illustrato lo scavo 2009-2011 secondo il metodo stratigrafico degli archeologi, in modo da mostrare un vero e proprio 'spaccato' sintetico della sezione di scavo. Inoltre sempre lungo il percorso della visita sono stati allestiti anche altri reperti provenienti da vicine aree della stessa Necropoli non più visibili (Settore dell'Annona) o non abitualmente aperte al pubblico (Settore della Galea- la fontana), ad integrazione e valorizzazione del nuovo allestimento museale del sito.

Oltre ai pannelli illustrativi a disposizione del visitatore ci sono anche monitor touch-screen dislocati in undici postazioni, in ognuno è illustrata e spiegata l'intera area archeologica e più approfonditamente la specifica parte del sito antistante, con ricostruzioni virtuali e schede informative sulle sepolture. Questa soluzione è stata particolarmente studiata per gli studenti delle scuole anche i più giovani, maggiormente a loro agio con questi strumenti, che consentono di vedere come erano le necropoli e come sono differenti dalle catacombe. Due filmati, uno storico-documentario e l'altro con ricostruzioni tridimensionali contribuiscono alla comprensione del sito.

Pubblicato in: 
GN6 Anno XVI 9 dicembre 2023
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