Accademia Filarmonica Romana. Fabrica, Musica e Letteratura in Sala Casella

Prendono il via sabato 2 dicembre, all’Accademia Filarmonica Romana nella Sala Casella (via Flaminia 118, ore 20) i nuovi incontri di “Fabrica, Musica e Letteratura” in collaborazione con l’Associazione Fabrica.

Titolo della nuova edizione è “MATERiae. Per lo spazio nel tempo”, un viaggio attraverso suoni e parole, letteratura antica e moderna e melodie che tessono un fil rouge tra Medioevo e gli Anni Cinquanta, tra la terra e il mare, tra la forma e la materia. Nel primo incontro del 2 dicembre (Papyrus. L’infinito in un giunco) mutuando il titolo dal saggio di Irene Vallejo, Papyrus disegna un percorso tra biblioteche, abbazie di amanuensi, pergamene tramandate e manoscritti in una ricerca della tradizione che è futuro. Tra gli scritti medievali e la letteratura fantastica degli anni Cinquanta ispirata ad essi (Calvino, Queneau) il percorso si dipana tra la musica di Pierluigi da Palestrina e la forma medievale di canto come mezzo di racconto. Con le letture a cura di Livia Saccucci, Ottavia Orticello, Vincenzo De Luca, e la musica affidata al la voce di Alessandro Regoli, con Giovanni Ciaffoni alla chitarra ed Emiliano Begni al pianoforte.

Gli incontri successivi si terranno nel 2024, il 27 gennaio (Bois-Legno. Tra oscurità e stupor) e il 2 marzo (Mareme’, dal Marmo al Mare).

Si recupera domenica 3 dicembre l’ultima Lezione di Musica dal vivo (Sala Casella (ore 17.30), rinviata lo scorso 19 novembre per indisposizione di uno dei musicisti. In collaborazione con Rai Radio3 che registra e successivamente manda in onda gli incontri quest’anno dedicati alla scrittura per Quartetto d’archi, Giovanni Bietti, insieme al Quartetto Noûs (Tiziano Baviera e Alberto Franchin violini, Sara Dambruoso viola, Tommaso Tesini violoncello) esplorano due composizioni visionarie e “sperimentali”: la Grosse Fuge in si bemolle maggiore op. 133 (1825) di Beethoven, senza dubbio il brano più radicale ed estremo scritto dal musicista di Bonn, e il Quinto Quartetto (1934) di Béla Bartók, probabilmente il pezzo più complesso e ambizioso di tutta la sua produzione cameristica. L’accostamento in questo caso è quasi naturale: Bartók in effetti ha sempre dichiarato di essere stato profondamente influenzato dalla musica di Beethoven, e alcuni istanti del suo Quinto Quartetto – in particolare i due movimenti lenti – sembrano scritti come un vero e proprio “omaggio” al grande predecessore. La lezione si soffermerà sulle numerose affinità tra i due brani, nel ritmo, nel timbro, nella scrittura e nell’uso del contrappunto, in entrambi i casi straordinariamente ricco e complesso.

SALA CASELLA

sabato 2 dicembre ore 20
FABRICA, MUSICA E LETTERATURA

MATERiae. Per lo spazio nel tempo
“Papyrus. L’infinito in un giunco”

con Livia Saccucci, Ottavia Orticello, Vincenzo De Luca letture
Alessandro Regoli vocalist
Giovanni Ciaffoni chitarra
Emiliano Begni pianoforte

In collaborazione con l’Associazione Fabrica

domenica 19 novembre ore 17.30
LEZIONI DI MUSICA: I QUARTETTI PER ARCHI

con Giovanni Bietti
QUARTETTO NOÛS

Tiziano Baviera violino
Alberto Franchin violino
Sara Dambruoso viola
Tommaso Tesini violoncello

Ludwig van Beethoven
Grosse Fuge in si bemolle maggiore op. 133
Béla Bartók Quinto Quartetto

media partner Rai Radio3

Biglietti: Sala Casella 11 euro (comprensivi di prevendita).
Info: www.filarmonicaromana.org, tel. 342 9550100, promozione@filarmonicaromana.org