Teatro Comunale di Bologna. Il Crepuscolo del Potere

Articolo di: 
Giulio Migliorini
Il Crepuscolo degli Dei

L'ultimo capitolo della tetralogia wagneriana di Der Ring des Nibelungen è approdato al Teatro Comunale di Bologna venerdì 24 ottobre alle 18.00 e in replica domenica 26 ottobre alle 16.00 all’Auditorium Manzoni: Il Crepuscolo degli Dei, il Götterdämmerung, guidato dalla bacchetta di Oksana Lyniv a dirigere l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna.

Dopo essere stata sul podio nel 2024 per il prologo Das Rheingold (L’oro del Reno) e per la prima giornata Die Walküre (La Valchiria), e quest’anno a giugno per la seconda giornata Siegfried (Sigfrido), il Maestro Oksana Lyniv conclude il percorso della Tetralogia di Richard Wagner, Il crepuscolo degli dei (Götterdämmerung),con l’esecuzione in forma di concerto in due anni di tutto il ciclo nibelungico.

Götterdämmerung di Richard Wagner (Lipsia 1813 - Venezia 1883), è l’ultimo tassello della tetralogia e la chiave di volta di questa imponente costruzione, è un’opera divisa in un prologo e tre atti, come a rispecchiare la struttura dell’intero Ring, L'Anello del Nibelungo, formato da un prologo, l’Oro del Reno (Das Rheingold), e da tre giornate, la Valchiria (Die Walküre), Sigfrido (Siegfried) e il Crepuscolo degli dei (Götterdämmerung). Pensato la prima volta a Zurigo nel 1848, con il titolo “La Morte di Sigfrido”, il dramma musicale è stato portato a termine nel 1874, e rappresentato a Bayreuth per la sua premiere assoluta nel 1876

L’argomento trae spunto da antichi poemi nordici e saghe norrene, come l’Edda e il Nibelungenlied, dove agiscono divinità, giganti e uomini, si incontrano creature fatate e mitologiche, nelle cui vene corrono però sentimenti senza tempo, come l’odio, l’amore, la gelosia e la vendetta. Per questo davanti all’Anello del Nibelungo ancora oggi lo spettatore è rapito ed emozionato. I libretti, con le parole dell’azione, sono stati tutti scritti da Wagner, che li ha completati nel 1852. I leitmotive poi, temi musicali ideati genialmente dal musicista di Lipsia, dalla cui tessitura viene tutta la musica delle opere, la cosiddetta melodia infinita, accompagnano e illustrano i sentimenti dei personaggi e le varie situazioni che incontriamo nel lungo cammino Nibelungico. 

Per comprendere appieno l'ultimo dei drammi musicali che componsono la Teatralogia wagneriana, il Crepuscolo degli Dei, spieghiamo cosa avviene nel Prologo e nelle prime due giornate. 

Il Nano Alberich ruba l’Oro del Reno alle Ondine, rinunciando all’Amore. Egli con esso costruisce un anello che dona il Potere sul mondo. Wotan deve donare la dea Freia ai giganti Fasolt e Fafner che gli hanno costruito una magnifica reggia: il Walhalla. La mele che la dea coltiva e che donano la giovinezza sono però indispensabili agli dei, e Loge consiglia Wotan di donare ai giganti il tesoro del Nibelungo. I giganti accettano e ottengono l’oro che Wotan ha tolto al nano con l’inganno. Il nano copre però l’anello con una maledizione, e Fasolt viene ucciso da Fafner, che poi mutatosi in drago custodisce il tesoro in una grotta nella foresta. Le ondine si lamentano per l’Oro perduto. I due gemelli figli di Wotan e di una mortale, Siegmund e Sieglinde, si innamorano e da questo amore nascerà Siegfried. Fricka, la moglie di Wotan, lo costringe a far morire Siegmund, figlio illegittimo, nel duello con Hunding marito di Sieglinde, mentre Brünnhilde, la Valchiria che dovrebbe portarlo al Walhalla, si commuove e accetta di salvarlo: Notung, la spada invincibile che il Dio ha infitto nel frassino per salvare il figlio, viene però spezzata da Odino, e Siegmund, che avrebbe dovuto vincere il duello con Hagen, muore. La Valchiria ha disobbedito al Padre, e per punizione sarà abbassata al rango di semplice donna. Odino l’addormenta e grazie all’incantesimo operato da Loge, il dio del fuoco, la circonda di una vampa fatata, attraversabile solo da un uomo che non conosca la paura. Nel bosco il nano Mime, fratello di Alberich, ha cresciuto il giovane Siegfried, figlio di Sieglinde, con l’intento di prendere per lui al drago l’oro e l’anello. Il ragazzo dona nuova vita a Notung, la  spada spezzata, poiché non conosce la paura, e con essa uccide Fafner. Portatosi le dita alle labbra, per alleviare l’ardore del sangue del drago, scopre di comprendere quello che dicono gli uccelli, e uno di essi lo consiglia di prendere l’elmo e l’anello, di eliminare Mime e di andare da  Brünnhilde. Dopo aver spezzato la lancia di Wotan grazie a Notung, Siegfried attraversa le fiamme e sveglia  Brünnhilde, i due si amano. 

Il Crepuscolo degli dei, Götterdämmerung, si apre con un prologo notturno. Nel prologo le Norne tessono il filo d’oro del destino sulla rupe delle Valchirie, ma il filo si rompe e la fine degli dei si annuncia prossima. Siegfried e Brünnhilde escono da una grotta, lui le dona l’Anello che ha preso al drago, mentre lei gli affida il cavallo Grane. Nel primo atto Siegfried risale il corso del Reno e arriva alla reggia dei Ghibicunghi, che sono Gunther e Gutrune, fratelli, cui il fratellastro Hagen, figlio di Alberich (il malefico nano già autore del primo furto della storia del mondo) consiglia il matrimonio: Gunther dovrà sposare Brünnhilde mentre Siegfried sarà perfetto per Gutrune. Viene accolto Siegfried, che dopo aver bevuto un filtro che dona l'oblio (datogli da Gunther) dimentica l’amata e accetta di passare le fiamme e di conquistare Brünnhilde per il Ghibicungo. Il premio per questa impresa sarà la mano di Gutrune. Nel frattempo Brünnhilde riceve la visita della sorella Waltraute: la Valchiria le racconta della tristezza che regna a casa del padre Odino: gli dei, che non mangiano più le mele di Freia, stanno invecchiando e sono rassegnati alla fine; la lancia è stata spezzata, i corvi sono stati mandati alla ricerca di notizie ma non fanno ritorno. Brünnhilde tuttavia non consente a separarsi dall’Anello e Waltraute parte a mani vuote presagendo sventura. Arriva Siegfried, che grazie all’elmo magico forgiato da Mime ha assunto le sembianze di Gunther, e dopo aver detto a  Brünnhilde che lo deve sposare, le strappa con forza l’anello. La potente valchiria, che è ormai solo donna, lo segue. 
Il secondo atto prende avvio con la promessa notturna fatta da Hagen ad Alberich suo padre di recuperare ad ogni costo l’anello. Arrivano le due coppie di sposi, ma Brünnhilde è sdegnata vedendo Siegfried con un’altra, e quando Gunther capisce che la Valchiria ha giaciuto con Siegfried prima che con lui freme di gelosia. Mentre Siegfried e Gutrune si recano al banchetto, Hagen consiglia la vendetta a Brünnhilde, e Gunther accetta con orrore di prendere parte all’oscura trama: durante la caccia del giorno successivo l’Eroe verrà ucciso, e si spiegherà tale morte ricorrendo ad un fittizio incidente di caccia. Il momento in cui colpire Siegfried è quando, senza armi, è voltato e vulnerabile ad un attacco alle proprie spalle.

Prima però si verifica un episodio peculiare all'andamento della storia: nel terzo atto Siegfried incontra le Ondine nella foresta. Le tre ninfe che nuotano nel Reno gli chiedono l’Anello, ma lui rifiuta di separarsene e loro gli predicono la morte, oltre ad affermare che otterranno il prezioso oggetto da una donna più saggia di lui. Arrivano gli uomini, e Siegfried racconta loro la sua vita, in particolare l’amore di  Brünnhilde gli torna alla mente grazie ad un nuovo filtro offerto da Hagen. Tuttavia è giunta la sua ora perché il perfido figlio del Nibelungo, dopo aver attirato la sua attenzione sui Corvi sacri ad Odino, lo trafigge al dorso e a lui che vorrebbe rispondere all'attacco mancano improvvisamente le forze. Dopo aver ricordato l’amata, egli muore e viene portato alla reggia nella notte. Qui Gutrune inorridisce alla vista del cadavere, Brünnhilde capisce l’inganno, Gunther e Hagen si fronteggiano per l’Anello maledetto, ma il primo soccombe al secondo, il quale tuttavia non riesce a ghermire il cerchio d’oro perché la mano del cadavere gli si leva davanti minacciandolo. Brünnhilde si immola sulla pira assieme all’amato, donando prima l’anello alle Ondine, e Hagen, che ancora vorrebbe rubarlo, viene trascinato dalle ninfe nel profondo del fiume che erompe. È la fine degli dei, all’orizzonte il Walhalla è invaso dalle fiamme. 

Lo spettacolo bolognese, in forma di concerto, è stato un evento d'eccellenza, e con interpreti di gran vaglia. Eccellenti sia la Brünnhilde di Sonja Šarić (abito d'argento, scintillante, che aveva già indossato per il Siegfried lo scorso giugno, e una voce anch’essa d'argento, limpidissima, più lirica che drammatica, davvero radiosa e fuori del comune); che il perfido Hagen interpretato da Albert Pesendorfer: un vero basso profondo, un abisso del male. Aveva anche il fisico, 2 metri, tutto pelato, in nero e con cravatta rossa. Un quintale e passa d'uomo: colorava il canto con le espressioni e coi gesti! Ha tolto la giacca per chiamare i guerrieri al II atto, momento in cui si è mostrato in tutta la sua potenza.  Annichilente nel terrore il trio della vendetta alla fine del II atto. Il Coro istruito da Gea Garatti Ansini sempre al di sopra di ogni lode, e già protagonista insuperato dello Stabat Mater di Rossini più elettrizzante che abbia mai sentito al vecchio Comunale che spero riapra almeno nel 2027.

Waltraute, cantata da Atala Schöck, sebbene corretta e sensibile nell’interpretazione mi è parsa leggermente grigia e povera di armonici, il bellissimo personaggio era all’ascolto un po’ piccolo. 
Grande l'orchestra, sia per il numero che per il suono come previsto da Wagner, con 4 arpe, un gran numero di ottoni, incappati in alcune imprecisioni, mosche di fronte al dinosauro che è quest'opera. L'orchestra ha suonato conm estrema precisione, ha coperto di suono tutti noi come fossimo in un oceano. Bravissima il M° Lyniv, che ha diretto con passo sostenuto, precisione, cura del dettaglio, stando sotto le 4 ore e mezza. Lo spettacolo è iniziato poco dopo le 16 , è finito alle 21,27.

Le Norne hanno cantato assai bene, in particolare la prima Norna, Tamta Tarielashvili, voce bellissima di mezzosoprano che poteva interpretare tranquillamente anche Waltraute, una voce come se ne sentono poche, di un colore stupendo, come un fiore nel deserto. Bene Gunther (Anton Keremidtchiev) e Gutrune (Charlotte Schipley, dal lucente strumento lirico), il primo un po' opaco nell'interpretazione specie all'inizio, poi ha preso quota. Siegfried, interpretato da Tillmann Unger, ha una bella voce di tenore eroico, lo sentiremo anche al Carlo Felice di Genova nel Tristan dal 13 al 22 febbraio 2026. Su Siegfried, ancora: lo squillo c’era e anche l’interpretazione, senza troppo osare nel famoso Do di ottava superiore al terzo atto, quando risponde al richiamo degli uomini.

Nel breve e fondamentale ruolo di Alberich, il grande Claudio Otelli, bravissimo. Una voce di basso baritono timbrata e potente, lo sentiremo come Telramund nel Lohengrin alla Fenice di Venezia dal 12 al 26 aprile 2026 nella stessa produzione che il 27 novembre prossimo inaugura all'Opera di Roma la stagione 2025-2026. Le Ondine, tutte brave, bellissime, calate nella parte anche visivamente con i loro vestiti nelle tonalità del blu e dell'azzurro. Grandiosa la scena finale dell'immolazione sulla pira di Brünnhilde, cantata divinamente, siglata dal grande 'postludio' coi pieni d'orchestra, i pianissimo, dove abbiamo davvero evocato nella memoria immagini del Reno che esce dagli argini, del fuoco che divora il Walhalla. Applausi croscianti.

Pubblicato in: 
GN1 Anno XVIII 3 novembre 2025
Scheda
Titolo completo: 

Teatro Comunale di Bologna 

24 e 26 ottobre 2015

Götterdämmerung (Il Crepuscolo degli Dei)

Musica e libretto di Richard Wagner

Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Direttrice dell'Orchestra: Oksana Lyniv 
Maestro del Coro Gea Garatti Ansini

CAST
Siegfried    Tilmann Unger
Brünnhilde    Sonja Šarić
Hagen    Albert Pesendorfer
Gunther    Anton Keremidtchiev
Alberich    Claudio Otelli
Gutrune    Charlotte Shipley
Waltraute    Atala Schöck
Woglinde    Yulia Tkachenko
Wellgunde    Marina Ogii
Flosshilde    Egle Wyss
Prima Norna    Tamta Tarielashvili