Nel nome di Santa Cecilia Bressan dirige Mozart e Haydn

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Bressan dirige l'orcherstra e il coro

Il 19 settembre 2009 a Perugia, nella chiesa di San Pietro, nell'ambito della 64° Sagra Musicale Umbra, Filippo Maria Bressan ha diretto la Camerata Strumentale Città di Prato e il Coro Voxonus, in due pezzi di rara esecuzione.

Entrambi i brani sono dedicati alla santa patrona della musica, Santa Cecilia, e sono l'Ode per il giorno di Santa Cecilia HWW 76 (Ode for St Cecilia's day) di Georg Friederich Händel, nell'elaborazione di Wolfgang Amadeus Mozart K 592, in lingua inglese e la Missa Cellensis in do mag. Missa Sanctae Caeciliae Hob.XXII.5 di Franz Joseph Haydn.

Nella Legenda aurea di Jacopo da Varagine in cui si narra la vita e la morte dei primi martiri cristiani si parla  di Santa Cecilia, di cui poi inizia il culto. In Inghilterra, se ne ha testimonianza nei Racconti di Canterbury (Tales of Canterbury, XIV sec.) di Geoffrey Chaucer, in particolare nel racconto della seconda suora. Solo nel Rinascimento, però, si afferma il culto della santa romana, come Patrona della Musica, a causa di un testo in latino, che ne narra la vita, e venne interpretato in modo erroneo (cantantibus organis), così che l'iconografia l'associò al canto e all'organo.

Il 22 novembre, data in cui si pone il martirio, divenne il giorno celebrativo anche della musica,  e dal 1683, in Inghilterra, la Musical Society cominciò a festeggiarla, illustri artisti vi contribuirono come Henry Purcell e John Dryden. Händel musicò due testi di Dryden, l'Alexander's Feast, nel 1736 e l'Ode per il giorno di S. Cecilia (Ode for St. CeciliaDday) nel 1739.

Il barone van Swieten, librettista dei due ultimi oratori di Haydn (La Creazione e Le Stagioni),  quando fu ambasciatore a Londra ascoltò gli oratori di Händel, divenendone un grande ammiratore e raccogliendo un gran numero di partiture. Quando fu ambasciatore a Berlino collezionò anche molte partiture di Johan Sebastian Bach, che ammirava molto. Gottfried van Swieten comprese anche il genio Mozart, che nel 1781 si era stabilito a Vienna, e gli mise a disposizione il suo patrimonio di partiture dei due grandi compositori. Il musicista le studiò, con particolare attenzione verso la scrittura contrappuntistica, ormai passata di moda, uno studio che influenzò la composizione delle sue ultime opere, come Il flauto magico.

Van Swieten  allo scopo di far conoscere la musica di Händel organizzò l'esecuzione di alcuni oratori, facendo tradurre il testo in tedesco e affidando l'adattamento della partiture al nuovo gusto musicale ad alcuni musicisti musicisti tra cui Mozart, che nel 1790 rielaborò l'Ode per il giorno di S. Cecilia. L'intervento del musicista sulla composizione riguardò soprattutto l'uso dei fiati, di cui ampliò l'organico, introducendo anche il clarinetto, ancora sconosciuto all'inizio del '700, che intervengono massicciamente nell'Ouverture e nei cori, sviluppando l'armonia che Händel aveva affidato alla parte corale.

La Missa Cellensis Missa Sanctae Caeciliae di Haydn, composta tra il 1769 e il 1733, deve il suo nome probabilmente al fatto che fu eseguita il 22 novembre. La messa riflette profondamente la fede di Haydn, che sottolinea  tutti gli aspetti religiosi del testo, a cominciare dalla struttura tripartita del Kyrie che il coro apre pensosamente, con il Christe, parte impegnativa affidata al tenore, che sottolinea l'aspetto penitenziale e infine il Kyrie conclusivo con la contrappuntistica parte corale. Splendido è il Gloria che alterna  momenti scintillanti corali a parti di intima preghiera, come il Laudamus te del soprano, e si conclude con una portentosa parte contrappuntistica del coro. Nel Credo emerge con forza la fede di Haydn, dolente nell' Et incarnatus e soprattutto nel Crucifixus, duetto del controtenore con il basso, stupefacente nella sua tragica bellezza, per poi sfociare nello sfolgorante Et resurrexit del coro. Dopo il Sanctus affidato al coro, l'Agnus, con l'intensa preghiera del basso si conclude con la splendida pagina contrappuntistica corale.

Bressan ha diretto evidenziando tutti gli aspetti della partitura di Mozart, in cui il suono dell'orchestra e del coro è risultato più scuro e opaco rispetto all'originale di Händel. Ha poi interpretato superbamente la Missa ed è qui che anche orchestra e coro hanno dato la prova più convincente. Tra i solisti ricordiamo la soprano Emanuela Galli, che si è ben disimpegnata in Händel e Haydn e, soprattutto, il giovane controtenore Filippo Mineccia che ha interpretato magnificamente la sua parte nella Missa, esibendo una tecnica sicura, unitamente ad una voce dal timbro morbido e dal volume intenso. Ricordiamo che nel brano di Mozart i solisti sono il soprano e il tenore, basso e controtenore si sono aggiunti in quello di Haydn e che gli interpreti sono stati lungamente applauditi da un pubblico entusiasta.

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GN22/ 20 settembre - 4 ottobre
Scheda
Titolo completo: 

Sabato 19 Settembre 2009 - ore 21.00
Perugia, Basilica di San Pietro

Camerata strumentale Città di Prato
Coro VOXSONUS
Filippo Maria Bressan, direttore
Emanuela Galli, soprano
Filippo Mineccia, controtenore
Iain Paton, tenore
Abramo Rosalen, basso
Haendel: Ode for St. Caecilia’s Day elaborazione di W.A. Mozart K. 592
Haydn: Missa Cellensis in do magg. Missa Sanctae Ceciliae Hob. XXII.5

In collaborazione con la Camerata Strumentale Città di Prato