Jesi. Un barbiere fedele e teatralmente innovativo

Articolo di: 
Daniela Puggioni
Il barbiere di Siviglia Jesi foto Binci

Il 13 novembre 2009 a Jesi al Teatro Pergolesi è andata in scena, con grande successo, Il Barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con l'Orchestra Filarmonica Marchigiana FORM e il Coro Lirico Marchigiano “Vincenzo Bellini” diretti da Gianpaolo Maria Bisanti.

Il teatro G.B. Pergolesi è un teatro di tradizione (in una città, Jesi, che non è capoluogo di provincia) gestito in modo esemplare, sia per la direzione artistica di Gianni Tangucci, sia per la gestione amministrativa, dell'amministratore delegato della fondazione Pergolesi-Spontini William Graziosi, che consentono la realizzazione di spettacoli di buon livello artistico  uniti ad un bilancio in attivo. Abbiamo premesso questa considerazione, in quanto Il Barbiere di Siviglia, a cui abbiamo assistito costituisce un ottimo esempio di conduzione di un teatro d'opera, cosa che dovrebbe far riflettere in questo momento in cui si dibatte sulla riforma delle Fondazioni dei teatri d'opera.

L'allestimento, proveniente dal Maggio Musicale Fiorentino, è basato sulle scene e regia di Damiano Michieletto, trentenne regista che ha vinto il  premio Abbiati per la miglior regia nel 2008 con La gazza ladra di Rossini al ROF (Rossini Opera Festival) e i costumi di Carla Teti. Lo spettacolo, la cui regia, è stata ripresa dal giovane jesino Matteo Mazzoni, è godibile, divertente e teatralmente molto efficace. La scena è molto colorata e con pochi elementi sedie rosse e scala blu che, utilizzati creativamente, delimitano lo spazio e sostengono efficacemente l'azione.

La felice trovata di allestire a vista la bottega, che Figaro descrive al Conte di Almaviva, facendola dipingere con le bombolette spray su un telo, è un esempio appropriato per descrivere una regia che, con pochi mezzi,  ma tante idee riesce a creare uno spettacolo innovativo e nello stesso tempo sostanzialmente fedele al testo rossiniano.

I costumi molto colorati illustrano ironicamente il carattere dei personaggi, in particolare quello di Bartolo, evoca un cane, Figaro, una volpe e Basilio, particolarmente divertente, un serpente. Basilio, infatti, non solo è vestito di verde, ma ha anche viso e mani dipinte di verde e la marsina ha una lunga coda che ricorda quella dei rettili, inoltre anche la mimica esalta il suo particolare carattere viscido.

La scelta di far cantare il coro nella buca dell'orchestra e sostituirlo sulla scena con dei mimi ha aumentato il ritmo teatrale e la godibilità dello spettacolo. Al contrario l'idea, utilizzata per la sinfonia, di immaginare un viaggio che  dalla nostra epoca ci porti a quella in cui si svolge la vicenda, buona di per sé, ma reiterata durante tutta la durata del pezzo orchestrale è risultata noiosa.

La recitazione dei cantanti è stata molto curata, frutto di un ottimo lavoro realizzato da Mazzoni. Riguardo alla composizione del cast, la scelta di Tangucci di avvalersi della collaborazione dell'Accademia del ROF e la Scuola dell'opera italiana di Bologna è risultata molto felice, in quanto ha permesso da un lato di contenere i costi, dall'altro ha consentito ai giovani artisti di fare esperienza, lavorando a fianco di colleghi già da tempo in carriera.

Francesco Marsiglia, giovane che ha già cantato in molti ruoli diversi, è stato, a nostro avviso, un buon conte d'Almaviva, esibendo una tecnica appropriata e sicura unita ad un bel timbro di voce. Roberto Abbondanza è un veterano che ha sostenuto efficacemente il difficile ruolo di Bartolo. Venendo ai giovani Charlotte Dobbs è stata una Rosina convincente sia vocalmente che teatralmente e così Alexey Yakimov nei panni di Basilio. Una menzione speciale la merita il coreano Kim Jootaek per l'ottima dizione italiana e l'interpretazione del ruolo di Figaro, teatralmente difficile e molto impegnativo anche vocalmente. Anna Maria Sarra ha ben interpretato BertaMattia Olivieri Fiorello.

Il giovane direttore Gianpaolo Maria Bisanti, che già ci aveva convinto nella direzione di La Traviata di Verdi, ci ha colpito favorevolmente con l'ottima direzione dell'opera rossiniana cogliendo appieno la leggerezza della teatralità ironica e ritmicamente travolgente de Il barbiere di Siviglia e che è stata in perfetta sintonia con la regia. Il lavoro svolto con l'orchestra, il coro e i cantanti si è visto e ha prodotto un'ottima coesione, tutti questi aspetti positivi hanno determinato un grande successo, sottolineato dal lungo e caloroso applauso del pubblico.

Pubblicato in: 
GN3 Anno II 3 dicembre 2009
Scheda
Autore: 
Gioachino Rossini
Titolo completo: 

Il barbiere di Siviglia
Melodramma buffo in due atti - Libretto di Cesare Sterbini
dalla commedia omonima di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
musica di GIOACHINO ROSSINI

Spettacolo del 13 novembre 2009

in collaborazione con l'Accademia Rossiniana del Rossini Opera Festival 2009 e con la Scuola dell’Opera Italiana di Bologna

personaggi e interpreti principali:
Il Conte d’Almaviva, FRANCESCO MARSIGLIA
Bartolo, ROBERTO ABBONDANZA
Rosina, CHARLOTTE DOBBS
Figaro, KIM JOOTAEK
Basilio, ALEXEY YAKIMOV
Berta, ANNA MARIA SARRA
Fiorello, MATTIA OLIVIERI
direttore, GIAMPAOLO MARIA BISANTI
regia e scene, DAMIANO MICHIELETTO
costumi, CARLA TETI

FORM - Orchestra Filarmonica Marchigiana
Coro Lirico Marchigiano "V. Bellini"
maestro del coro, David Crescenzi

in coproduzione con Fondazione Pergolesi Spontini
Teatro dell'Aquila di Fermo
Teatro Comunale Dante Alighieri - Fondazione Ravenna Manifestazioni
Teatro Nuovo Giovanni da Udine
Allestimento della Fondazione Teatro del Maggio Musicale Fiorentino