- Articolo di:Giulio Migliorini
In piazza Castello a Torino, il Teatro Regio (opera ultima del grande architetto Carlo Mollino) è celato dietro un paramento murario storico che fronteggia il Castello del Valentino, la svettante superba chiesa di san Lorenzo, i verdi tigli del parco. Al Regio è andata in scena per sei recite dal 31 marzo al 12 aprile Dialogues des Carmélites, Opera in tre atti e dodici quadri di Francis Poulenc (i dialoghi sono di Georges Bernanos, e traggono spunto da una novella di Gertrud von Le Fort, die Letzte am Schafott, L’ultima al patibolo, del 1931. La prima esecuzione in italiano avvenne al Teatro alla Scala di Milano il 26 gennaio 1957, mentre quella in francese si tenne all’Opéra di Parigi il 21 giugno dello stesso anno), con la regia di Robert Carsen ripresa da Christophe Gayral, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Yves Abel. Ho assistito all’ultima recita, il 12 aprile alle ore 15:00.
Bao pubblica Zerocalcalcare ed il dramma degli Ezidi
Il fumettista romano Michele Rech, per tutti Zerocalcare, nell'estate del 2021, si è recato in Iraq, nel nord-ovest del Paese, nella regione dello Shengal (in arabo Sinjar o Shingal). In ques'area è presente la popolazione degli Ezidi (Yazidi, nella forma araba).
Una popolazione - non musulmana- discriminata dal periodo ottomano ad oggi.
Giorni fa un mio giovane amico, Ruggo, mi ha donato l'ultima fatica di Zerocalcare, "No sleep Till Shengal"(bao Publishing, 2022).
Il fumetto negli ultimi anni ha acquisito - presso il pubblico e tra gli addetti ai lavori - un nuovo status. Non soltanto una forma d'arte per intrattenere gli adolescenti e un'élite di adulti, ma una forma d'arte che consente di narrare il mondo nella sua complessità e tragicità, che si rivolge ad una platea più ampia e priva di restrizioni di genere, di età.
Zerocalcare racconta - con altri simpaticissimi compagni di viaggio - la sua esperienza nel territorio iracheno. Un reportage poetico, ironico - e autoironico - con cui il fumettista si destreggia in modo geniale (la coscienza critica ha il volto di Cartesio, un agente del servizio segreto iracheno che ricorda il noto attore Giancarlo Giannini e i dubbi dell'immancabile armadillo) nei meandri della politica internazionale, delle analisi geopolitiche.
Zerocalcare ha le idee chiare, disegna, con il suo stile, i buoni e i cattivi della storia (reale). È la storia di una resistenza infinita da parte del popolo Ezidi. Un popolo che combatte il terrore delle milizie jihadiste (Isis e Daesh) e le aggressioni degli eserciti regolari della Turchia e dei peshmerga del Kurdistan iracheno.
Viene da chiedersi: chi sono gli Ezidi? Sono una popolazione di origine e lingua curda con religione propria. Credono in un Dio che è in relazione con l'universo tramite sette angeli, sette sue emanazioni. Il primo è l' Angelo Pavone.
Questa popolazione reclama un'autonomia all' interno dell' Iraq e ha costituito un sistema di autogoverno che prende le mosse dal confederalismo democratico ideato dal leader curdo Abdullah Ocalan.
Gli Ezidi chiedono un riconoscimento sulla base della carta costituzionale irachena.
Il confederalismo democratico è un sistema che mira, tramite le assemblee popolari elettive, alla realizzazione di una democrazia diretta, ad una economia sociale e - in particolare - ad un'eguaglianza di genere.
Tale sistema è stato adottato dalla comunità Rojava, la Federazione Democratica della Siria del Nord (al confine con la Turchia e l'Iraq).
Il Kurdistan iracheno e la Turchia - con il sostegno di gruppi islamici provenienti dalla Siria - attuano azioni militari al fine di svuotare Shengal e abbattere l'autogoverno della popolazione degli Ezidi.
Zerocalcare, all'interno del racconto, riporta, per mezzo di una sorta di flashback, su uno sfondo nero, alcune testimonianze di donne ed uomini in merito alle violenze perpetrate sulla popolazione dalle milizie jihadiste e dagli eserciti. Volti bellissimi segnati dal dolore, volti pietrificati dagli orrori veduti o subiti.
L'autore nella postfazione ha scritto - e concordiamo con lui - : "Questa è la storia di una resistenza infinita, si può provare a fotografare alcuni momenti, a raccontarne le vittorie o le sconfitte, ma mai a metterci la parola fine".
Ringrazio il mio amico Ruggo, il suo dono mi ha consentito di leggere, sotto una luce diversa, una pagina di storia contemporanea e di entrare in contatto con le donne e gli uomini in carne ed ossa.
E grazie a Zerocalcare!



