- Articolo di:Teo Orlando
Domenica 4 gennaio 2026 nel piccolo e raccolto Teatro Il Cantiere, situato nel cuore di Trastevere, abbiamo assistito a un incontro speciale: quello tra Marilena Paradisi e Kevin Harris, nel nome del jazz storico e dell'avanguardia contemporanea. Si presentava con una promessa impegnativa: un concerto “speciale” incentrato su improvvisazione e libertà creativa, con l’interplay come vera trama della serata. Non si tratta di etichetta di comodo: l’assetto in duo, essenziale e scoperto, impone che ogni secondo venga guadagnato con ascolto reciproco, perché senza una scaletta protettiva (o un repertorio “salvagente”) la musica vive o muore nel modo in cui due personalità riescono a farsi spazio senza schiacciarsi.
Hunters, a caccia di nazisti
Amazon Prime Video propone una nuova serie TV originale, Hunters, che mescola elementi pulp, fumettistici e di ucronia, un passato fantastorico alternativo, ideata da David Weil e con come produttore esecutivo il premio Oscar Jordan Peel.
Hunters, cioè cacciatori, e si parla di cacciatori di nazisti, infatti, in un'America alternativa anni Settanta dove si cerca di rifondare un Quarto Reich ad opera di un gruppo di gerarchi sfuggiti al processo di Norimberga.
Sulle tracce di chi vuole riportare nel mondo una follia, si mette un gruppo di persone eterogenee, capitanate da Mayer Offerman, uno strepitoso Al Pacino, sopravvissuto alla Shoah, a cui si rivolge il giovane Jonah Heidelbaum, che vede uccidere la sua adorata nonna Ruth, anche lei scampata ai lager e amica di Mayer, che in punto di morte gli dice Tutto quello che fai è una scelta tra Luce e Oscurità, spingendolo a cercare giustizia contro chi è tornato dal passato senza aver imparato niente dai suoi errori.
Oltre a Jonah e a Mayer, spiccano altri personaggi, come l'agente dell'FBI Millie Morris, discriminata in quanto donna e in quanto afroamericana, non sempre pronta ad accettare i metodi degli Hunters, Lonny Flash, attore fallito e esperto di travestimenti, appassionato di alcool e sesso, sorella Harriet, suora diventata tale per sfuggire alla deportazione, esperta di piani e all'occorrenza combattente come Beatrix Kiddo di Kill Bill, i due coniugi esperti di armi Mindy e Murray Marcowitz, anche loro reduci che hanno visto morire per mano dei nazisti il loro figlio, il soldato Mizushima, reduce dal Vietnam alle prese con i demoni di una guerra più recente e la falsaria Roxy Jones, anche lei di colore, divorziata, con una figlia e una doppia vita ai confini della legge.
Il gruppo di eroi politicamente scorretti devono vedersela quindi con nazisti che si sono infiltrati nella società a stelle e strisce, come la temibile capa detta Il Colonnello, interpretata da un alto voto noto, Lena Olin, di nuovo in un ruolo ai confini della realtà dopo quello nel serial cult Alias, e Biff Simpson, all'apparenza un politico liberal devoto al presidente Carter, in realtà un agente nazista sotto copertura.
Una serie divertente, con echi di Quentin Tarantino, una ricostruzione d'epoca magistrale e un richiamo ad un principio che forse è sempre bene ribadire, i nazisti sono e restano i cattivi, e dar loro la caccia, sia pure in un contesto scanzonato, tra il fumetto e l'ucronia fantascientifica, è sempre un'ottima idea.
Hunters è certo una finzione, ma negli Stati Uniti nella realtà fuggirono vari criminali nazisti sotto copertura, durante la cosiddetta Operazione Paper Clip, non un'invenzione di Chris Carter in uno degli episodi più mitici di X-Files, ma un fatto realmente accaduto e per troppo tempo taciuto. Curioso ma importante che a misurarsi con questo siano state serie di genere fantastico, a ricordare un ruolo di interpretazione della realtà comunque importante di questo tipo di storie.


