- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Netflix. La nuova vita di Lupin
Il personaggio di Arsenio Lupin, raccontato in letteratura da Maurice Leblanc tra Otto e Novecento e trasposto in una serie cult all'inizio degli anni Settanta con come protagonista l'indimenticato e fascinoso Georges Descrières, è tornato in televisione, su Netflix, in quello che non è un remake ma un omaggio.
Nella Francia di oggi il giovane Assane Diop, di origini senegalesi, vive una doppia vita, perché da anni è in cerca, con imprese mirabolanti e furti, di trovare un modo per riablitare suo padre, morto in carcere dopo essere stato accusato di furto dalla ricca famiglia dove lavorava come autista.
Assane, nei primi cinque episodi della serie, che tornerà quest'estate con altri episodi in attesa di un probabile rinnovo con ulteriori stagioni, inizia la sua caccia, confrontandosi con furti di collier antichi, complotti, giornaliste investigative, poliziotti corrotti, criminali che sanno troppo, enigmi da risolvere, in una serie di misteri a scatola cinese che lasciano lo spettatore a bocca aperta di fronte ad un cliffhanger finale ambientato nella cittadina di Etretat, dove ogni anno si tiene una convention dedicata al celebre personaggio.
Omar Sy, indimenticabile interprete di Quasi amici, è Assane, geniale ladro e capace di assumere varie identità nella sua caccia alla giustizia, un grande appassionato del personaggio di Arsenio Lupin, che l'amato padre gli aveva fatto scoprire da ragazzino. I suoi pseudonimi sono anagrammi di Arsenio Lupin e le sue missioni sono ispirate alle avventure del ladro gentiluomo, come capisce il poliziotto Youssef Guedira, subito deriso dai suoi colleghi.
Quindi questo Lupin non un remake in chiave politically correct, con protagonista di colore, ma un omaggio oggi a quanto sia importante il personaggio di Lupin nell'immaginario non solo francese, un po' come aveva fatto in Giappone Monkey Punch con il suo leggendario Lupin III.
Del resto, il personaggio creato da Maurice Leblanc è uno dei più celebri della letteratura francese e non solo di sempre, ed è senz'altro da riscoprire, e voler leggere o rileggere le sue avventure è la prima reazione dopo cinque episodi serrati, in cui si parla del mondo di oggi e dei suoi problemi, in una chiave comunque mai retorica e molto appassionante.
Tra l'altro la serie Lupin, Dans l'ombre d'Arsene, questo il titolo completo, Lupin Nell'ombra di Arsenio, può essere anche la prima di altre in cui si omaggia l'importanza degli eroi della letteratura oggi. In attesa spasmodica dei prossimi cinque episodi, perché davvero, come succedeva con i romanzi di Leblanc, non si vede l'ora di capire cosa succederà al nostro eroe poi.



