- Articolo di:Giulio Migliorini
In piazza Castello a Torino, il Teatro Regio (opera ultima del grande architetto Carlo Mollino) è celato dietro un paramento murario storico che fronteggia il Castello del Valentino, la svettante superba chiesa di san Lorenzo, i verdi tigli del parco. Al Regio è andata in scena per sei recite dal 31 marzo al 12 aprile Dialogues des Carmélites, Opera in tre atti e dodici quadri di Francis Poulenc (i dialoghi sono di Georges Bernanos, e traggono spunto da una novella di Gertrud von Le Fort, die Letzte am Schafott, L’ultima al patibolo, del 1931. La prima esecuzione in italiano avvenne al Teatro alla Scala di Milano il 26 gennaio 1957, mentre quella in francese si tenne all’Opéra di Parigi il 21 giugno dello stesso anno), con la regia di Robert Carsen ripresa da Christophe Gayral, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Yves Abel. Ho assistito all’ultima recita, il 12 aprile alle ore 15:00.
Torino. Gli amorini di Palazzo Accorsi
Palazzo Accorsi di Torino in via Po 55, sede del Museo delle Arti decorative, ospita fino al 5 giugno prossimo la mostra Spiritelli, amorini, genietti e cherubini, dedicata ad un soggetto amatissimo dall'arte tra Rinascimento e Neoclassicismo.
La mostra è stata ideata da Vittorio Natale ed è la prima su questo argomento fiabesco e etereo mai fatta in Europa, dove putti e angioletti sono ovunque presenti, in quadri, mobili, decorazioni, su modello classico a partire dal Rinascimento.
In mostra ci sono sessantatré oggetti di arte varia, che raccontano come putti e angioletti sono stati utilizzati nell'arte sacra e profana, visti come bimbi appena nati o di pochi anni, impegnati in allegorie, visti come Amore, resi motivi decorazioni, in statue dormienti o in lotte tra di loro, in universi immaginari e ideali.
In mostra ci sono opere di artisti come Guido Reni, Bartolomeo Guidobono, Francesco Ladatte, per quello che riguarda il contesto sabaudo, e Charles Amédée Philippe Van Loo, Camillo Rusconi e Paul Heermann come testimonianza di un interesse internazionale per il tema.
Un percorso intenso, visitabile anche a parte dal resto del Museo e in maniera autonoma, mentre per Palazzo Accorsi è d'obbligo la visita guidata, con alcune chicche inedite, come le tre statue di putti allegorici, restaurati per l'occasione dopo anni nei depositi di Racconigi, il Cupido addormentato del Museo di antichità, copia rinascimentale attribuita per anni a Michelangelo e il dipinto di Claudio Francesco Beaumont che servì come bozzetto per l’Allegoria della Concordia che orna la volta della Galleria delle Battaglie di Palazzo Reale. Un tuffo in un mondo tra mitologia e fantasia, che per vari secoli fece la gioia di nobili e ecclesiastici, tra celebrazione del passato, grazia nel presente e anticipazione di un'arte che si sarebbe basata sull'immaginario in maniera diversa.



