- Articolo di:Daniela Puggioni
Il 7 agosto scorso Dido and Æneas, opera in tre atti di Henry Purcell, su libretto di Nahum Tate ha inaugurato, al Teatro Caio Melisso, l’80° stagione del Teatro Lirico Sperimentale “A. Belli” di Spoleto. Lo spettacolo del 7 agosto di cui scriviamo ha ottenuto una entusiastica accoglienza. L’opera, ha avuto un’anteprima giovedì 6 agosto alle ore 20.30 e sono previste repliche sabato 8 agosto alle 18.00 e domenica 9 agosto alle 17.00. Domenica 27 settembre alle 17.00 e lunedì 28 settembre alle 20.30 sarà ripresa al Teatro Comunale di Todi.
Torino. Gli amorini di Palazzo Accorsi
Palazzo Accorsi di Torino in via Po 55, sede del Museo delle Arti decorative, ospita fino al 5 giugno prossimo la mostra Spiritelli, amorini, genietti e cherubini, dedicata ad un soggetto amatissimo dall'arte tra Rinascimento e Neoclassicismo.
La mostra è stata ideata da Vittorio Natale ed è la prima su questo argomento fiabesco e etereo mai fatta in Europa, dove putti e angioletti sono ovunque presenti, in quadri, mobili, decorazioni, su modello classico a partire dal Rinascimento.
In mostra ci sono sessantatré oggetti di arte varia, che raccontano come putti e angioletti sono stati utilizzati nell'arte sacra e profana, visti come bimbi appena nati o di pochi anni, impegnati in allegorie, visti come Amore, resi motivi decorazioni, in statue dormienti o in lotte tra di loro, in universi immaginari e ideali.
In mostra ci sono opere di artisti come Guido Reni, Bartolomeo Guidobono, Francesco Ladatte, per quello che riguarda il contesto sabaudo, e Charles Amédée Philippe Van Loo, Camillo Rusconi e Paul Heermann come testimonianza di un interesse internazionale per il tema.
Un percorso intenso, visitabile anche a parte dal resto del Museo e in maniera autonoma, mentre per Palazzo Accorsi è d'obbligo la visita guidata, con alcune chicche inedite, come le tre statue di putti allegorici, restaurati per l'occasione dopo anni nei depositi di Racconigi, il Cupido addormentato del Museo di antichità, copia rinascimentale attribuita per anni a Michelangelo e il dipinto di Claudio Francesco Beaumont che servì come bozzetto per l’Allegoria della Concordia che orna la volta della Galleria delle Battaglie di Palazzo Reale. Un tuffo in un mondo tra mitologia e fantasia, che per vari secoli fece la gioia di nobili e ecclesiastici, tra celebrazione del passato, grazia nel presente e anticipazione di un'arte che si sarebbe basata sull'immaginario in maniera diversa.


