- Articolo di:Giulio Migliorini
A Bergamo, nella seconda parte del mese di novembre, ha luogo il prestigioso Festival Donizetti, con la rappresentazione di alcune opere ogni anno, accanto al recupero di pezzi musicali sconosciuti, in diverse sedi. In questo caso si trattava de Il Campanello e di Deux hommes et une femme, il 15 novembre scorso con il baton di Enrico Pagano e la regia di Stefania Bonfadelli. Il turista che vuol godere della buona gastronomia non manca di servirsi nei numerosi negozi e alle bancarelle, che si trovano tanto nella città alta quanto al mercatino di Natale nei pressi della Stazione. Il turista che vuol poi coniugare tali prelibati incontri con la “Luce di quest’anima”, intesa come godimento dell’anima, si reca a teatro e tende le orecchie, si mette ad ascoltare, cerca di comprendere, di entrare nelle storie che vengono messe in scena.
Vincent van Gogh al Vittoriano. Tra la campagna immemore e la città moderna
A Roma, nel Complesso del Vittoriano, l'8 ottobre 2010 si è aperta la mostra a cura di Cornelia Homburg: Vincent van Gogh: Campagna senza tempo – Città moderna, che terminerà il 6 febbraio 2011. La mostra, come esplicitamente affermato nel titolo, intende focalizzare l'attenzione del visitatore sui due interessi dominanti del pittore che apparentemente appaiono in contraddizione tra loro: l'ambiente urbano e quello contadino.
La campagna per van Gogh rappresentò la permanenza dei valori e delle tradizioni al di là di qualasiasi cambiamento che esperenziò personalmente proprio nella natia Olanda. Per questo motivo il realismo olandese e francese ed in particolare l'amato Millet furono costanti punti di riferimento. La città, invece, fu per il pittore il luogo del cambiamento, quello esercitato sull'uomo dallo sviluppo industriale, con tutte le conseguenze anche negative, e quello delle correnti artistiche sviluppatesi a Parigi.
L'esposizione inizia con il periodo olandese in cui i dipinti dell'artista come Contadina che raccoglie un fascio di grano sono posti vicini a quadri con soggetto simile dai pittori cui si ispirava come I raccoglitori di fieno di Millet. L'attenzione dedicata al lavoro si estende anche ai pescatori della vicina Scheveningen nell'Essiccatoio e in Donne che riparano le reti e anche nei ritratti che occupano un posto importante nella sua pittorica come la Testa di contadina.
In città van Gogh viene attratto, non dai luoghi pittoreschi, ma dalla modernità come la Stazione di Rijnspoor. Quando arrivò a Parigi abitò con il fratello a Montmartre che vicino aveva ancora zone rurali. Nei quadri di questo periodo, oltre all'assimilazione delle diverse tecniche legate a Monet, a Pissarro come anche a Seurat, ci sono dipinti di ambienti urbani come il parco o le fabbriche di Parigi, come il Ponte sulla Senna ad Asniéres, ma anche la campagna vista dalla sua abitazione in Orti a Montmartre. Ai quadri di van Gogh anche in questo caso sono affiancati quadri di Pissarro,Seurat,Signac e altri.
E' seguito il periodo conclusivo, prima ad Arles, poi a Saint- Remy e infine a Auvers-sur-Oise, in questa parte sono presenti opere di Gauguin, con cui van Gogh convisse ad Arles, e Cézanne. Di particolare interesse Il seminatore del 1888, in cui sullo sfondo è dipinto il paesaggio urbano, un accostamento riuscito dei suoi temi dominanti, realizzato con colori a contrasto, affascinante e nello stesso tempo inquietante, esposto accanto al quadro omonimo di Millet. Dello stesso periodo, sono esposti: Olivi, Montagne a Saint-Rémy con casolare scuro e I bevitori o le quattro età dell'uomo tratto da Honoré Daumier, opere estremamente significative ed emozionanti.
La mostra è sicuramente interessante in quanto approfondisce i due temi dominanti dell'arte di Vincent van Gogh, aggiungiamo che il percorso della mostra è accompagnato da pannelli esplicativi molto chiari che aiutano il visitatore nell'itinerario.



