Collettivo 320Chili in Misticanza. Senza soluzione di continuità

Articolo di: 
Livia Bidoli
Collettivo 320Chili

Il Collettivo 320Chili si è aggiudicato nel 2010 il premio del Festival Equilibrio con lo spettacolo Ai Migranti, in programmazione il 22 ed il 24 maggio al Teatro Olimpico per il Festival Internazionale della Danza: il 23 maggio ha invece proposto in prima assoluta, e creata appositamente per il Festival 2013, il suo nuovo spettacolo, ovvero Misticanza, in co-produzione con l'Accademia Filarmonica Romana, il Teatro Olimpico, la Flic Scuola di Circo, e con il sostegno di Sosta Palmizi e la commissione Accademia Filarmonica Romana e Teatro Olimpico.

La musica conduce adeguatamente dentro questo spettacolo che immerge in un melting pot circense   postmoderno: tutto scorre come se nulla fosse, come se nessuno sforzo sia alla base dei loro movimenti acrobatici: i ballerini del Collettivo 320Chili (il loro peso totale) si flettono elastici attraverso la ruota, poi la corda appesa e la scala, gli uni allacciandosi agli altri, senza soluzione di continuità. L'idea del movimento continuo è centrale allo spettacolo: quanto la parola gridata che richiede affetto e accoglienza, alla fine di quella che io chiamo prima parte dello spettacolo, prima che le luci si attenuino e diventino blandamente scure, illuminate a tratti dai colori desueti della luce.

La delicatezza e la fragilità dei rapporti umani, proiettata sugli oggetti di scena, l'essere intrappolati nella scala di Elena Burani, la sua incapacità di liberarsi e le prese in giro degli altri ballerini, il ridicolo della posizione umana, della sua intrinseca prigionia nella vita che sarà sempre più grande di lei, pericolosamente afflitta nei suoi giochi anche dagli innocenti birilli lanciati in aria senza sapere dove atterreranno, lui, Francesco Sgrò, che cerca di afferrarne la caduta nelle mani, per liberarli ancora, catapultandoli nella libertà dello spazio.

L'intensità di Piergiorgio Milano, il primo ad instaurare un rapporto con la ragazza (Burani), che alla fine scalerà la corda per fuggire alla orizzontalizzazione dei rapporti, per alitarne lontano ed in alto la loro essenza, dove l'uno dopo l'altro gli altri ballerini la seguiranno, arrampicandosi gli uni sopra gli altri, finché Alessandro Maida col suo pallone instaurerà un nuovo sempre altalenante equilibrio, allontanandosi e ripartendo da quel che grida ancora Roberto Sblattero: quella accoglienza cercata ruotando il cerchio attorno alle parole gridate, richieste inesprimibili che girano vorticosamente su sé stesse.

Uno spettacolo che la dice lunga sulla “Misticanza” dei rapporti, sui sentimenti maschili e femminili, su una comunanza che vorrebbe esprimersi finalmente come identità negli affetti e nei giochi, quel ludos che unisce in un vortice magmatico la comunicazione per farne esplodere la vitalità.

Pubblicato in: 
GN29 Anno V 28 maggio 2013
Scheda
Titolo completo: 

Teatro Olimpico – Roma
Accademia Filarmonica Romana

FESTIVAL INTERNAZIONALE DELLA DANZA 2013
III edizione | ROMA, 24 aprile  - 24 giugno 2013
- dedicato a Vittoria Ottolenghi -

Misticanza (23 maggio)
coreografia Collettivo 320Chili
 
interpreti Francesco Sgrò, Elena Burani, Roberto Sblattero,
Piergiorgio Milano, Alessandro Maida
 
produzione Collettivo 320Chili | co-produzione Accademia Filarmonica Romana,
Teatro Olimpico, Flic Scuola di Circo, con il sostegno di Sosta Palmizi |
commissione Accademia Filarmonica Romana, Teatro Olimpico

Prima rappresentazione assoluta