La scomparsa di Francesco Orlando. Una luce letteraria e perturbante

Articolo di: 
Teo Orlando
Francesco Orlando

La scomparsa di Francesco Orlando, avvenuta a Pisa il 22 giugno 2010, non può passare inosservata nel mondo della letteratura. Il grande studioso siciliano (era nato a Palermo il 2 luglio 1934), allievo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, di formazione francesista, ma in realtà esperto come pochi delle principali letterature europee, aveva indagato in modo estremamente originale il "soprannaturale" in letteratura, interpretato alla luce degli scritti di Sigmund Freud.

Le sue analisi vanno ben al di là di quelle consuete nell'ambito della letteratura comparata, tant'è vero che la cattedra che tenne a Pisa per decenni, quella di Teoria della letteratura, si può considerare una vera fucina di indagini estetiche, letterarie e psicoanalitiche che superano i confini di ciascuna disciplina, confluendo in una sintesi teorica rigorosa ed estremamente lucida, ben diversa da certe contaminazioni tra critica letteraria, filosofia e psicoanalisi a cui ci hanno abituato alcuni intellettuali francesi.

Non a caso il suo punto di riferimento non era Jacques Lacan, ma Ignacio Matte Blanco, che si è servito di strumenti logico-formali per interpretare il pensiero di Freud. Per lui, come per altri maestri pisani suoi amici (tra cui Remo Bodei e Aldo Giorgio Gargani, anch'egli scomparso di recente), la psicoanalisi deve diventare un procedimento «illuministico», ossia indagare razionalmente il margine di oscurità e di ambiguità insito nel linguaggio e nei vari tipi di esperienza, compresa quella letteraria.

La categoria con cui Orlando ha cercato di classificare le opere letterarie è quella di "formazione di compromesso" (Kompromisslösung), ossia una sorta di unificazione a livello inconscio di due forze psichiche in forte tensione reciproca, che si manifesta soprattutto nei lapsus, nei motti di spirito e nell'elaborazione onirica.

Per Orlando anche la letteratura, nel suo spazio immaginario, si costituisce attraverso le formazioni di compromesso. In particolare, viene sottolineata l’importanza del motto di spirito (da Freud esaminato analiticamente nel saggio Il motto di spirito e il suo rapporto con l’inconscio [Der Witz und seine Beziehung zum Unbewußten], del 1905), in quanto si tratta dell’unico caso in cui il cosiddetto ritorno del represso (die Wiederkehr des Verdrängten), ossia la manifestazione linguistica dell’inconscio, può essere colto in un atto di comunicazione linguistica socialmente istituzionalizzato, che presenta forti analogie con il fatto letterario.

Chi scrive ha avuto la fortuna di assistere ad alcuni suoi corsi pisani negli anni ’80, dove colpiva la padronanza assoluta che egli aveva delle opere di Charles Baudelaire, di Edgar Allan Poe, di Ernst Th. W. Hoffmann, di Henry James, di Marcel Proust, di Thomas Mann, di Stéphane Mallarmé, di Lucrezio, di Gabriel García Márquez, ma anche del melodramma wagneriano, di cui è stato uno dei più acuti interpreti.

E di quei corsi, da cui è nato poi il libro Gli oggetti desueti nelle immagini della letteratura. Rovine, reliquie, rarità, robaccia, luoghi inabitati e tesori nascosti (Torino, Einaudi, 1993), ci piace ricordare la sua attenzione per il soprannaturale, da lui ridotto alla funzione simbolica dei cosiddetti oggetti magici, come ad esempio si possono trovare nel romanzo gotico inglese di fine '700, dominato dalla categoria del "perturbante" (in inglese the Uncanny, in tedesco das Unheimliche, oggetto di un altro famoso saggio di Freud).

Delle sue altre opere, ricordiamo: Lettura freudiana della "Phèdre", Torino, Einaudi, 1971; Per una teoria freudiana della letteratura, Torino, Einaudi, 1973; Illuminismo e retorica freudiana, Torino, Einaudi, 1982;  Introduzione a: Mario Praz, La carne, la morte e il diavolo nella letteratura romantica, Firenze, Sansoni, 1996; e il romanzo La doppia seduzione, Torino, Einaudi, 2010.

Pubblicato in: 
GN18 Anno II 18 luglio 2010
Scheda
Titolo completo: 

Per approfondimenti

Il perturbante (1919) di Sigmund Freud - ( orig. Das Unheimlich)

The Uncanny

Anno: 
2010
Voto: 
10