Tristan Murail. L'idea sonora della musica spettrale

Articolo di: 
Livia Bidoli
Tristan Murail

Uno speciale per lo spettralista Tristan Murail (1947) che ha partecipato l’11 aprile scorso al Festival Suona Francese che prosegue in varie città italiane fino a giugno 2011, in cui abbiamo avuto la fortuna di conoscerlo ed ascoltarlo poi dal vivo alla Fondazione Isabella Scelsi prima per una conferenza condotta da Nicola Sani, Presidente della Fondazione Isabella Scelsi; in seguito nella Basilica di San Teodoro.

Nella chiesa abbiamo avuto occasione di ascoltare due brani di sua composizione grazie all’Ensemble Les Temps Modernes. Insieme a Tristan Murail abbiamo ascoltato nel concerto, composizioni di Ivan Fedele, Nicola Sani,George Aperghis, Giya Kancheli e Giacinto Scelsi.

Tristan Murail si trova come compositore contemporaneo, all’interno di un particolare approccio musicale cosidetto “spettralista” insieme a Gérard Grisey, inventore della musica “spettrale” a cavallo degli anni ‘70,  e amico cofondatore della rivista L’Itinéraire (1973) insieme a Dufourt (che ha adoperato per primo il termine di musica “spettrale” nel 1979) e Roger Tessier. La denominazione di musica spettrale trae origine dall’uso di spettrogrammi che permettono la rilevazione scientifica delle componenti armoniche di un suono: quest’analisi certosina dà luogo ad una nuova interpretazione del processo compositivo, decretata dall’unione di ‘idee’ sonore tra loro diverse e da legare all’interno dell’armonia del brano.

Per la produzione della musica spettrale si fa largo uso delle componenti tecnologiche ma, sebbene non ne facesse uso, Giacinto Scelsi (1908-1988) ne fu grande anticipatore così come lo fu per la musica minimalista. L’armonia ed il timbro, “fusi” assieme nella musica di Murail infatti, sono già presenti nella musica di Scelsi, che ha favorito inoltre una sorta di congiunzione tra la Scuola di Darmstadt (dove nacque la musica seriale tra l’altro), che operò nel secondo dopoguerra con insegnanti come Webern e Messiaen – il secondo, diretto maestro di Murail - tra i più noti, e musicisti come John Cage che scelsero l’happening. La musica di Scelsi per una nota sola (Quattro pezzi su una nota sola per orchestra da camera, 1959) insieme al Quartetto per archi n. 4 (1964), in cui ogni nota di uno strumento rappresenta un programma, - che per Scelsi è la stessa nota riprodotta da diverse corde – sono arrivate sei anni prima dei pentagramma di Xenakis, dove ogni dito della mano corrisponde ad uno specifico.

Murail ha conosciuto Scelsi nel 1971 a Villa Medici,- luogo particolarmente frequentato da Scelsi -  quando vinse il Prix de Rome, nel 1982 si avvicinò alla composizione coadiuvata da sistemi informatici e fra 1991 e 1997 collaboro con l’Ircam (Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique)  – creato da Pierre Boulez a partire dal 1970 su incarico di Georges Pompidou - di Parigi, sviluppando la tecnica denominata Patchwork e insegnando composizione.

La prima composiziorne che Scelsi ascoltò di Murail fu Ibis, per violino e 18 strumenti ed in seguito il brano eseguito stasera, del 1978, Les treize couleurs du soleil couchant (per flauto, clarinetto, pianoforte, violino e violoncello) che non è ancora “spettrale” ma composto sulla base di una tecnica elettroacustica che fa leva sui fenomeni di memoria all’interno della musica e la componente psicologica insita nell’ascolto musicale. Il brano, dopo l’iniziale afflato degli acuti dei fiati su toni alti, introduce il piano con sonorità più gravi e tese: improntato ad una rarefazione vicina ai colori di Debussy, cangia in modo “elementale”,  su base sinestetica e creando un riverbero col vibrato. La eco centra il suono stesso e quasi ipnotizza nell’ascolto: cromatico e dissonante, crea una cassa di risonanza a 360° come se il suono di diffondesse da più parti ma ad intervalli, prima da un punto poi da un altro. Questa tela sonora intessuta financo di vuoti, si connota di una coda brevissima e surrealista.

Il primo brano in ordine di esecuzione è stato invece Feuilles à travers les cloches (per flauto, violino, violoncello e pianoforte, 1998), più recente, che ricorda da vicino un compositore che ha fortemente influenzato la musica spettrale come Henri Dutilleux (nato nel 1916 - linkiamo Métaboles del 1964), maestro di Grisey: i suoni vengono veicolati come se fossero “epifanieà la Joyce permettendo all’ancestralità – che sembra ispirata dall’Horatio Radulescu (1942-2008) degli Intimate Rituals del 1985 senza nessun elemento “rumoristico” - di ottenere un posto di rilievo nella composizione.

A tutte queste sferiche parentesi sonore vogliamo imprimere la delucidante postilla di Milan Kundera (1891-1971) scrittore céco ed abile pianista, la cui narratività è connotata dalla stessa affinità musicale e si dirige sulla stessa traiettoria “astrologica”:

Mi ricordo dei tristi anni passati in Boemia agli inizi dell’occupazione russa. Fu allora che mi innamorai di Varèse e di Xenakis: quelle immagini di mondi sonori oggettivi ma inesistenti mi parlavano dell’essere liberato dalla soggettività umana, aggressiva e ingombrante – mi parlavano della bellezza dolcemente disumana del mondo prima o dopo il passaggio degli uomini."

Pubblicato in: 
GN50 Anno III 2 maggio 2011
Scheda
Titolo completo: 

Fondazione Isabella Scelsi - Via di San Teodoro 8 Roma

Festival Suona Francese 2011

Conferenza-incontro con Tristan Murail condotto da Nicola Sani Presidente Fondazione Scelsi

Basilica di San Teodoro - 11 aprile 2011
Ensemble Les Temps Modernes
Keiko Mourikawa soprano
Luca Sanzò viola solista

Programma del concerto

Tristan Murail (1947) Feuilles à travers les cloches (1998)
per flauto, violino, violoncello e pianoforte
C’est un jardin secret, ma soeur, ma fiancée, une fontaine close, une source scellée,... (1976)
per viola

Ivan Fedele (1953) Paroles y Palabras (2000)
per viola e voce femminile
Allons
Ça ira

Giacinto Scelsi (1905/1988)
Lilitu (1962) per voce sola
Manto 1 e 2 (1957)
per viola

Georges Aperghis (1945)
n. 13 da Récitations (1977/78) per voce sola 

Giya Kancheli (1935)
Caris Mere (1994) per soprano e viola

Nicola Sani Studio per Isola Prima (1997)
per viola sola

Tristan Murail Les treize couleurs du soleil couchant (1978)
per flauto, clarinetto, pianoforte, violino e violoncello