- Articolo di:Livia Bidoli
Nella piazza romana della Basilica di Massenzio a Roma c'è stato un concerto memorabile lo scorso 9 luglio: il Parco Archeologico del Colosseo con vista sui Fori Imperiali ha accolto un incontro tra musica e cinema all’interno della rassegna estiva Santa Cecilia Classica Estate. Per il suo debutto sul podio dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il compositore francese Alexandre Desplat ha diretto per oltre due ore i suoi maggiori successi, tra cui le colonne sonore di film come The Tree of Life di Terrence Malick, e la musica di due dei suoi premi Oscar: The Grand Budapest Hotel e La forma dell'acqua.
Buried di Rodrigo Cortés. Thrilling a tre metri sottoterra
Paul Conroy, ovvero Ryan Reynolds, unico attore del film, si risveglia in una cassa, a tre metri sottoterra, sepolto vivo. Si ritrova in tasca un cellulare, una matita e un accendino Zippo. Si ricorda soltanto di aver ricevuto un colpo alla testa, e ora deve capire come è finito lì dentro, per quale motivo e come guidare i soccorritori per salvarlo.
"Questo film, se avesse letto la sceneggiatura, Hitchcock lo avrebbe girato subito" o ancora "Un'Indiana Jones dentro una cassa". Queste le parole di Rodrigo Cortès alla conferenza stampa. Altro nuovo talento emergente spagnolo, una grande prova tecnica e registica, che ha ha realizzato in pellicola un'altrettanto geniale, quanto difficile, sceneggiatura.
Per 90 minuti viviamo, dentro la bara, insieme al protagonista del film, di cui all'inizio non sappiamo nulla e man mano veniamo a conoscere il suo universo, la sua vita. Si entra in una nuova dimensione, ci si dimentica dove siamo, coinvolti in un'esperienza fisica, a contatto con le sue emozioni, la sua condizione, il suo dramma. E' questo lo scopo del film, vivere ciò che lui prova. E le emozioni sono tante. Angoscia, dolore, panico, disperazione, violenza, terrore, speranza, tristezza, esasperazione, fatica. E tutto questo è anche narrazione, colpi di scena.
Non mancano battute da black comedy, e Paul deve combattere, e purtroppo rassegnarsi, all'indifferenza ed all'assurdità di una burocrazia incapace di ascoltare. Forse risulterebbe difficile mantenere l'attenzione dello spettatore in un film interamente girato dentro una cassa, ma questa è la sfida e la bravura del cast, sia creativo, sia tecnico.
Questo ci dimostra che siamo di fronte ad una grande storia, una brillante sceneggiatura, che non ha bisogno di maestose scenografie o numerosi luoghi o attori di prima linea. Il luogo è uno solo, l'attore è uno solo, ma c'è gran movimento. Siamo dentro questo spazio angusto e claustrofobico, solitario. Sembra un paradosso, ma il film è un grande thriller d'azione, ad alta tensione, che procede con un ritmo calibrato. L'aria che manca per il tempo della proiezione, ritorna solo con l'accendersi delle luci in sala.
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