Al Teatro alla Scala di Milano nel mese di febbraio la stagione d’opera 2025 - 2026 ha raggiunto il suo secondo titolo: Götterdämmerung, terza giornata dell’Anello del Nibelungo in un prologo e tre atti, libretto e musica di Richard Wagner, viene messa in scena per un totale di cinque rappresentazioni tra il 1° e il 17febbraio, con direzione d’orchestra di Alexander Soddy e Simone Young, regia di David McVicar.
Il regista statunitense di remote origini olandesi Gus Van Sant (noto per lungometraggi come Will Hunting - Genio ribelle, Paranoid Park, La foresta dei sogni) ci propone un film di grande tensione psicologica, travestito da thriller: Il filo del ricatto - Dead Man's Wire. Il cineasta tenta un'operazione in realtà molto rischiosa, in tempi come gli attuali, nei quali lo spettatore medio è avido della visione di scene cruente e di crimini efferati, ma preferibilmente con ritmi forsennati, fino al famigerato binge-watching (che consiste nel guardare cinque, dieci o quindici puntate di seguito di un serial, preferibilmente costellato di scene di violenza): prende un fatto di cronaca realmente avvenuto nell'ormai lontano 1977, lo analizza con una sorta di lente morale, e ci costringe a stare a pochi centimetri da un dispositivo narrativo che è anche un dispositivo fisico.
“Iconico” è un’attributo che ben si presta al lavoro di Shepard Farey. Questa collezione di stampe e lavori originali, intitolata Photo Synthesis, in mostra a Berlino negli spazi di Fotografiska fino al prossimo 8 marzo, è concentrata sul lavoro ritrattistico di Shepard Farey, artista popolarissimo (vedi i murales che realizza in tutto il mondo), ma al tempo stesso impregnato di contro-cultura.
Nel cinquantesimo anniversario della morte, lo scorso 2 febbraio 2026, è stato presentato nella Sala Petrassi in una serata unica, lo spettacolo Gli occhiali di Šostakovič, scritto e diretto da Valerio Cappelli sulla vita del compositore russo Dmítrij Dmítrievič Šostakovič (1906-1975), avversato fino al 1953 da Josif Stalin, che morì lo stesso giorno di un altro compositore russo della stessa levatura e perseguitato anche lui, Sergei Prokofiev (1891-1953). Ad interpretare un dimesso eppur semprevivo Šostakovič è stato Sergio Rubini, con inserti musicali registrati e riprese multimediali.
Quasi tutti noi da piccoli abbiamo ascoltato Pierino e il lupo (1936) di Sergej Profiev, e sappiamo che anche compositori contemporanei come Benjamin Britten con The Young Person's Guide to the Orchestra (1945), hanno dedicato ai bambini parte delle loro creazioni artistiche. In questo gioiellino della Da Vinci Classics, intitolato appunto Matryoshka, possiamo dedicarci all'ascolto, anche con i nostri bambini, alle musiche scritte per loro da Čajkovskij, Prokofiev e Shostakovich. Al piano solista, un'esperta di musica russa, l'italo-bulgara Victoria Terekiev.
Munch. La precognizione interiore
Articolo di:
Livia Bidoli
La prossima mostra di Edvard Munch, intitolata "Munch. Il grido interiore", sarà ospitata a settembre a Palazzo Reale di Milano e a gennaio 2025 a Palazzo Bonaparte di Roma. Organizzata da Arthemisia e promossa dal Comune di Milano Cultura, la mostra presenterà oltre cento opere, inclusi dipinti, taccuini, fotografie e filmati, provenienti dal Museo Munch di Oslo. La prsentazione è avvenuta presso la Residenza dell'Ambasciatore di Norvegia, Johan Vibe, in una lussureggiante villa nei pressi di Caracalla.
A 40 anni dall’ultima mostra milanese e a 10 da quella romana, - come ha ricordato Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura presso il Comune di Milano - l’Italia si prepara ad accogliere nuovamente Edvard Munch (Norvegia, 1863 -1944). Il titolo eloquente della mostra riflette l'intento di esplorare non solo l'aspetto artistico ma anche quello personale dell'artista norvegese. L'esposizione sarà suddivisa in dieci sezioni e offrirà un viaggio nell'immaginario di Munch, mettendo in evidenza la sua capacità di trasmettere emozioni attraverso l'uso audace del colore. In particolare, verrà esaminato il rapporto tra l'arte di Munch e le sue esperienze personali, tra cui le relazioni con familiari, donne e amici.
La mostra intende sottolineare il ruolo di Munch come innovatore nell'arte europea del XIX secolo, con particolare attenzione al suo contributo nell'esplorare le emozioni umane e nel rompere le convenzioni artistiche tradizionali. Sarà anche esaminato il legame dell'artista con l'Italia e il suo interesse per i maestri rinascimentali.
Attraverso le opere esposte e le diverse sezioni tematiche, la mostra mira a offrire al pubblico una visione completa dell'evoluzione artistica e personale di Edvard Munch, mettendo in luce la sua ricerca delle emozioni e il valore attribuito alla memoria e al mondo interiore.
La mostra è stata costruita con l'esperta Patricia G. Berman, e con il grandissimo contributo della direttrice del Museo Munch di Oslo, Tone Hansen, che interviene così in conferenza:
"Sono trascorsi 10 anni dalla mostra precedente e questa mostra contempla l'intera produzione di Edvard Munch, precognitivo artista della percezione interiore, che ha messo in discussione l'oggettività della vista, cablando nelle sue opere psicologia e psicanalisi."
Hansen cita Munch, che nel 1928, asseriva: "Quando ritraggo la natura ed i suoi doni, dipingo ciò che solo "io" vi vedo", come dire, anche in contrasto con la realtà descrittiva e figurativa.Ed in queste 100 opere, un numero massiccio per una mostra che "grida" quella Melancolia romantica che ritroviamo in Albrecht Dürer, conferendole sostanza con i colori accesi del rosso e del verde, emblemi chiari della rabbia celata a malapena dai corpi muti e fissi; oppure dai freddi eppure calmi blu e bianchi, provenienti dai panorami di gelo e neve, che si offuscano nella vasca con La morte di Marat e si accendono con le Fanciulle sul ponte. Due visioni quasi opposte si comprimono nei dipinti che scorrono e ne dà pieno conto Costantino D'Orazio, storico dell'arte, che ci incuriosisce raccontandoci delle "Bagnanti" di Munch, però al maschile.
Con trepidazione festeggeremo insieme a Jole Siena di Arthemisia, questo anniversario per Munch e per la casa d'arte che pubblica cataloghi ricchissimi e organizza esposizioni di elevato calibro come questa, nel 25° anniversario, dopo aver inaugurato la sua prima mostra in assoluto a Palazzo Reale a Milano.