- Articolo di:Giulio Migliorini
In piazza Castello a Torino, il Teatro Regio (opera ultima del grande architetto Carlo Mollino) è celato dietro un paramento murario storico che fronteggia il Castello del Valentino, la svettante superba chiesa di san Lorenzo, i verdi tigli del parco. Al Regio è andata in scena per sei recite dal 31 marzo al 12 aprile Dialogues des Carmélites, Opera in tre atti e dodici quadri di Francis Poulenc (i dialoghi sono di Georges Bernanos, e traggono spunto da una novella di Gertrud von Le Fort, die Letzte am Schafott, L’ultima al patibolo, del 1931. La prima esecuzione in italiano avvenne al Teatro alla Scala di Milano il 26 gennaio 1957, mentre quella in francese si tenne all’Opéra di Parigi il 21 giugno dello stesso anno), con la regia di Robert Carsen ripresa da Christophe Gayral, l’Orchestra del Teatro Regio di Torino diretta da Yves Abel. Ho assistito all’ultima recita, il 12 aprile alle ore 15:00.
Torino. Il ready-made di Eric Kessels e Stefano Cerio a Camera
Da Camera, centro italiano per la fotografia di Torino in via delle Rosine 18 sono di scena fino al 18 luglio due nuove mostre. La prima è dedicata all’artista olandese Erik Kessels: The many lives of Erik Kessels è la prima retrospettiva dedicata, per raccontare il suo lavoro di collezionismo, selezione ed elaborazione di foto.
Erik Kessels lavora infatti per la maggior parte dei suoi progetti raccogliendo fotografie preesistenti e riutilizzandole come tasselli all’interno di un proprio mosaico.
La fotografia nella sua pratica è un ready-made che viene prelevato e ricontestualizzato, in un percorso tra passato e presente, in vari formati e con tante rielaborazioni, da decorazioni murali, immagini stile cartolina in espositori, cubi, quadri, poster, mucchi all’apparenza scomposti per raccontare il bombardamento di immagini a cui si è sottoposti. Il risultato è una sorta di ecologia delle immagini, dove nulla si aggiunge alla enorme quantità di rappresentazioni che ormai affolla il mondo e cresce esponenzialmente in continuazione, ma viene recuperato e riciclato solo quello che c’è già, organizzato in serie tematiche, mettendo insieme lavori importanti, serie private, icone della fotografia d’epoca, foto dei blog e immagini di decenni fa.
Tra i lavori in mostra, per fare alcuni esempi, 24hrs of Photos invade letteralmente lo spazio espositivo con una montagna formata dalle stampe di tutte le immagini, centinaia di migliaia, caricate in un solo giorno su Internet, My Feet, maestosa installazione composta esclusivamente dalle immagini dei piedi di chi fotografa, e ancora la storia di Valery, una donna che si è fatta fotografare solo immersa nell’acqua, o la serie su Oolong, il coniglio equilibrista e un cane troppo nero per apparire bene in foto.
L’altra mostra in programma da Camera fino al 18 luglio è Night Games di Stefano Cerio, dodici immagini di grande formato che raccontano cosa succede in templi moderni del divertimento come i parchi di divertimento immortalando le attrazioni e giostre in un momento di solitudine.
Tra i luoghi presenti ci sono Mirabilandia, il parco di Cinecittà e Coney Island vicino a New York, con scorci e luoghi fuori dal tempo, in un universo sospeso tra realtà e fantasia.



