arte

  • Mattia Preti Soldato
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    La splendida cornice della Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Corsini ospiterà fino al 18 gennaio 2016, per la prima volta a Roma, una mostra dedicata a Mattia Preti (1613-1699), uno dei pittori più rappresentativi del Seicento. L'evento è legato alla celebrazioni promosse dal Comitato per il IV centenario della nascita di Mattia Preti, presieduto da Vittorio Sgarbi, e all’interno delle manifestazioni romane legate al Giubileo straordinario. L'esposizione è stata ideata da Vittorio Sgarbi e Giorgio Leone, attuale direttore della Galleria Corsini e curatore dell'esposizione.

  • Henri de Toulouse-Lautrec
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    Al Museo dell’Ara  Pacis di  Roma si è aperta il 4 dicembre  una mostra che terminerà l'8 maggio 2016 dedicata all'opera grafica di Henri de Toulouse-Lautrec (1864 – 1901). Le opere, circa 170, provengono dal Museo di Belle Arti di Budapest, la cui vastissima collezione si estende lungo un arco di tempo che parte dall'antico Egitto per arrivare alla contemporaneità. La raccolta di arte grafica di Lautrec è ricchissima, con grande competenza e lungimiranza è stata iniziata all'alba del secolo scorso, prima della prima guerra mondiale, la prima fu acquistata nel 1901,l'anno della morte dell'artista, a solo dopo pochi anni dalla fondazione del Museo, avvenuta nel 1870.

  • Pedroni
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    La soirée del 5 dicembre mi sono avventurata nella Dorothy Circus Gallery ed ho trovato adagiate alle pareti le bimbe ferine di Paolo Pedroni, del tutto a loro agio nel tessuto sonoro della soundtrack di Marie-Antoinette della figlia di Coppola, tra Adam & The Ants e Phantasmagoria dei Curved Air. La mostra, a cura di Jacopo Bosio, che ha avuto anche l'idea di offrire al pubblico un prezioso print set delle 18 opere, rimarrà nello spazio dedicato al Pop Surrealism fino al 23 gennaio 2016.

  • Profilo di S. Teresa
    Articolo di: 
    Nica Fiori

    Quando il cardinale Federico Cornaro chiese ai padri Carmelitani scalzi di Santa Maria della Vittoria di concedergli la parte sinistra del transetto della chiesa per realizzare la cappella di famiglia, Gian Lorenzo Bernini aveva 50 anni. Era quindi all’apice della sua carriera e in effetti egli creò uno dei massimi capolavori dell’arte barocca, la Transverberazione (trafittura del cuore) di Santa Teresa alla quale assistono, da due palchetti laterali, i membri della famiglia Cornaro, compreso lo stesso cardinale Federico. Così come allora la Cappella Cornaro (inaugurata nel 1651) lasciò tutti a bocca aperta per l’incredibile ricchezza dei marmi e per l’invenzione artistica, altrettanto avviene oggi dopo un restauro che l’ha riportata all’originario splendore.

  • S.Urbano alla Caffarella
    Articolo di: 
    Nica Fiori

    Il parco della Caffarella, situato tra le vie Appia Antica e Latina subito dopo le mura Aureliane, presenta monumenti antichi frequentati un tempo da artisti e letterati e attualmente quasi ignorati dal turismo, perché di norma chiusi al pubblico. È quindi quanto mai gradita la notizia dell’apertura straordinaria della Chiesa di Sant’Urbano alla Caffarella, già tempio di Cerere e Faustina, il secondo sabato del mese, da novembre a maggio, con visite guidate gratuite tenute da archeologi della Sovrintendenza Capitolina.

  • La Chambre turque
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    In una straordinaria doppia mostra tra Italia e Francia, alle Scuderie del Quirinale ed a Villa Medici, il percorso pittorico di Balthasar Klossowski in arte Balthus, si snoda attraverso le sue opere più importanti a cominciare da La Rue (La Strada, 1933) fino al boudoir turco de La Chambre turque, (1965-66) che vediamo dal vivo nella torretta di Villa Medici, fra le maioliche policromatiche dall'alto di Trinità dei Monti. Fino al 31 gennaio 2016 e a cura di Cécile Debray del Centre Pompidou in collaborazione con Matteo Lanfranconi, ed Evelyn Benesch per il Kunstforum Wien dove la mostra si muoverà a febbraio, si può dire la più corposa retrospettiva sul pittore europea e la prima monografica a Vienna con oltre duecento opere a disposizione dell'occhio dello spettatore.

  • Art Déco
    Articolo di: 
    Daniela Puggioni

    Al Palazzo delle Esposizioni sarà possibile ammirare, fino al 17 gennaio 2016, la mostra “Una dolce vita? Dal Liberty al design italiano. 1900-1940”, a cura di Guy Cogeval e Beatrice Avanzi, con Maria Paola Maino e Irene de Guttry. L'esposizione, frutto della collaborazione tra l'Azienda Speciale Palaexpo e il Musée d'Orsay di Parigi, è arrivata a Roma dopo essere stata presentata a Parigi, al Musée d'Orsay.

  • Mimmo Frassineti
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Entriamo al Museo Bilotti di Roma come in una passeggiata tra l'Urbe meno conosciuta, quella dipinta sui muri delle periferie, a testimoniare un passaggio di consegne tra passato e presente: tutto derivante dalla seconda metà del Novecento, da quegli anni '70 in poi che si adagiano sulla fine del secolo scorso a ricordargli movimenti di protesta che piano piano si sono tradotti in pittura su muro, un'arte che voleva prima comunicare messaggi ora anche figurative mosse d'apertura verso la tipica purezza spuria di opere che abbelliscono il tessuto urbano di per sé stesse. A cura di Alberta Campitelli e Carla Scagliosi, la mostra fotografica di Mimmo Frassineti risiederà qui fino al 17 gennaio 2016, mostrando a tutti i muri “pinti” spesso al di fuori delle “Mura “di Roma.

  • James Tissot
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Il secondo Ottocento con le sue plurimi fascinazioni, una vita tra Parigi e Londra abiti sontuosi e donne luccicanti e suadenti: James Tissot è vicino e coevo a Preraffaelliti e Impressionisti, divincolandosi da entrambi nel suo cammino di raffinato cantore dell'abito, dei contorni, dei fianchi delle sue modelle, con i loro preziosi accessori. Al Chiostro del Bramante dal 26 settembre 2015 al 21 febbraio 2016, la sua monografica a cura di Cyrille Sciama.

  • Albert Besnard
    Articolo di: 
    Livia Bidoli

    Gli Impressionisti a Roma sono di casa, lo sappiamo, gli italiani, e noi romani in particolare, siamo grandi amanti di quest'ultimo squarcio di Ottocento che ha rivelato a noi come a tutto il mondo, un nuovo indirizzo nell'arte, ed il nostro interesse va rinfocolato e approfondito con nuove mostre.