Prometheus 3D. L'Ouroboros di Alien

Articolo di: 
Livia Bidoli
Prometheus

Chi si ricorda di Alien (1979) e di quanto Ridley Scott abbia raggiunto il suo vertice artistico, scenograficamente, con i disegni dello svizzero Hans Ruedi Giger e le sue “creature” (cui ha collaborato Carlo Rambaldi) che presero l'Oscar nel 1980 per gli effetti speciali? Ci siamo: la rottura dell'uovo è pronta e al posto di Sigourney Weaver abbiamo la dott.ssa Shaw interpretata da Noomi Rapace (già vista nella serie di film svedesi Milleinum e di recente al Festival di Roma con Babycall dove è stata inisgnita del premio come miglior attrice) e Michael Fassbender in quella di un androide che tanto ama Lawrence d'Arabia e vuol somigliare a Peter O'Toole.

David, l'androide interpretato da Fassebender ci ricorda subito di Ash in Alien, robot non dichiarato che però ha la stessa funzione nel piano comprensivo della trama che accenniamo brevemente. Essendo il prequel di Alien non diremo molto per lasciare allo spettatore il gusto di scoprire da solo le differenze ed alcune delle analogie. La dott.ssa Shaw insieme al dottor Holloway sono spediti sulla luna denominata LV-223, dopo aver scoperto che altre pitture rupestri risalenti a oltre duemila anni prima – siamo nel 2089 all'epoca del ritrovamento e nel 2093 per l'atterraggio -, riproducono tutte lo stesso disegno: degli uomini che indicano un pianeta su una mappa stellare. Il proprietario della Wyeland Corporation sostiene economicamente la missione per trovare i cosiddetti “progenitori” od “ingegneri” che hanno creato gli uomini: la nave spaziale Prometheus, dopo due anni di viaggio, giunge a destinazione.

Il film, per chiunque abbia amato Alien e seguito tutti gli episodi – Giger si occupò anche di Aliens e Alien 3, oltre a Alien Resurrection e Species –, è succulento: dalla scoperta del materiale organico alla colla attaccata a quelle che sembrano “uova” dalla forma missilistica, da parte di David, fino alle mutazioni e alla navetta spaziale originale disegnata da Giger nel 1978, ora occupata dall'Ingegnere alieno fino alla riproduzione – leggermente modificata – della copertina del Necronomicon di Lovecraft (per chi la riconoscerà dentro la caverna).

Giger dalla sua è ancora vivo (nato a Chur nel 1940) ed ha creato un museo permanente a Gruyeres nel cantone di Friburgo in Svizzera: dove sono conservate la maggior parte delle sue opere che comprendono anche la copertina del celebre album di Emerson, Lake and Palmer Brain salad Surgery”. L'omaggio e l'affezione di Scott per Alien e per Giger non si fermano qui, e la nave spaziale degli Ingegneri dell'universo – che pongono questioni anche esistenziali e di fede agli umani, che scioglierete in caso nel film -  è a forma di Ouroboros, il serpente che si mangia la coda. Simbolo ciclico per antonomasia e presente in tutte le culture, dall'egizio Libro dei morti di Tutankhamon fino alla mitologia nordica, rappresenta l'alchemico principio dell'integrazione dell'ombra (anche in termini junghiani) in quanto si uccide e si autogenera: l'unico che integra gli opposti ed è all'origine della prima materia, l'uovo alchemico o l'uovo di Alien, il caos primario dell'indistinzione che torna nei suoi profili alieni (ovvero estranei) ad occupare uno spazio che non gli era proprio per sopravvivere.

Pubblicato in: 
GN43 Anno IV 17 settembre 2012
Scheda
Titolo completo: 

Prometheus
GENERE: Fantascienza, Thriller, Avventura
REGIA: Ridley Scott
SCENEGGIATURA: Damon Lindelof, Jon Spaihts
ATTORI: Michael Fassbender, Idris Elba, Charlize Theron, Noomi Rapace, Guy Pearce, Logan Marshall-Green, Sean Harris, Rafe Spall, Emun Elliott, Benedict Wong, Kate Dickie, Patrick Wilson, Giannina Facio, Lucy Hutchinson, Branwell Donaghey, Vladimir Furdik, C.C. Smiff, Shane Steyn, Ian Whyte, John Lebar

Uscita al cinema 14 settembre 2012

FOTOGRAFIA: Pietro Scalia
MONTAGGIO: Dariusz Wolski
MUSICHE: Marc Streitenfeld
PRODUZIONE: Brandywine Productions, Scott Free Productions
DISTRIBUZIONE: 20th Century Fox
PAESE: USA 2012
DURATA: 124 Min
FORMATO: Colore
VISTO CENSURA: VM14

Disegni originali e creature di Hans Ruedi Giger