- Articolo di:Livia Bidoli
Di tutto il ciclo del Ring, presentato tre volte per il 150° di Der Ring des Nibelungen ai Bayreuther Festspiele dell'estate 2026, Die Walküre (La Valchiria) è generalmente la più amata dal pubblico, anche perchè, finalmente, si entra nel vivo del tessuto mitico connesso all'Umano. Nella serata del 13 agosto di esattamente 150 anni dopo, possiamo assistere a questa messinscena del primo giorno della Tetralogia wagneriana piuttosto in tumulto, che la direzione di Christian Thielemann, già dal Vorspiel, fa inebriare di immensità per il valore totale di questo Musikdrama.
Miroirs n.3. Oscillando tra i sentimenti
Certo mettersi ad ascoltare proprio quella suite di Miroirs 3 di Maurice Ravel dopo aver visto quel film rende la mia perplessità meno fugace e forse piu' morbida, di fronte a questo film inaspettato di Christian Petzold, regista della scuola di Berlino che amo molto. Senza parlare poi del sottotitolo della suite Miroirs 3, titolo del film, ovvero Une barque sur l'océan.
Oscillare tra un sentimento di commozione all'inizio, alla visione di una Paula Beer sempre nella parte, autentica, emotiva nel delineare un personaggio problematico, incoerente o piu' semplicemente umano. Di quell'umanità sfuggente, di un altro secolo, un tratto quasi adolescenziale, spontaneo, che tradisce uno spirito inquieto, impossibile da ingabbiare in qualche schema, o in qualche viaggio, come quello con cui inizia il film.
I rapporti di una famiglia con lei, e di lei con la madre, accogliente e quasi schiva, dai modi minimi, poche parole, quelle essenziali che significano qualcosa, senza ghirigori. E poi il padre, ed il figlio di Betty (una magnifica Barbara Auer), ossia Max, che ha un'officina col padre dove non è chiaro quale "riparazione" facciano alle auto (alla fine soltanto lo capiremo da un micro dialogo).
Le passeggiate in bicicletta tra l'officina e la casa in mezzo alla campagna, e tutto ciò dopo un incidente mortale del fidanzato di Laura (Paula Beer). Ecco, un quadro che verte tutto su ciò che capita dentro i cuori, le anime, le menti, di un piccolo nucleo familiare: dettagli che dicono l'invisibile, parlano ai nostri cuori e ci lasciano anche piuttosto sgomenti, oppure sorpresi, alla fine della passeggiata filmica. Un Petzold inaspettato.

