- Articolo di:Livia Bidoli
Siamo al ciclo mozartiano con Da Ponte e Le nozze di Figaro all'Opera di Roma e con un allestimento atteso e di successo, quello di Claus Guth, ed un debutto alla direzione d'orchestra, Emmanuel Tjeknavorian, vincitore del Premio Abbiati 2025 come miglior direttore. Il cast è d'eccellenza, con il baritono uruguayano Erwin Schrott nel ruolo del titolo e Susanna è Martina Russomanno; Roberta Mantegna come Contessa; Germán Olvera interpreta il Conte e Cherubino è cantato da Elmina Hasan. Sold out quasi ogni sera, rimarrà al Costanzi fino al 23 settembre prossimo.
Palazzo Bonaparte. Kandinsky, il suono nel colore
Un tuffo nel giallo, nel rosso e nel blu: così comincia la mia visita alla mostra di Kandinsky organizzata da Arthemisia a Palazzo Bonaparte dopo che da 25 anni mancava a Roma. I tre colori fondanti per il più musicale dei pittori, il cui cammino spazia dal figurativo all'astratto, sono questi che formulano la sintesi perfetta a corollario di una mostra affascinante con i prestiti del Centre Pompidou di Parigi. Dal 15 settembre al 14 febbraio 2027.
Passare dal momento clou del suo percorso, ovvero il 1925 di Giallo, rosso, blu, indietro fino al periodo di Monaco di Baviera (1896-1911) e nel piccolo paese di Murnau, ad un'ora da Monaco, è un passaggio fondamentale per comprendere l'evoluzione di questo pittore nato a Mosca nel 1866 e vissuto poi tra Germania e Francia (nel 1944 muore a Neuilly sur Seine). A Monaco poi ha incontrato una musa e pittrice, Gabriele Münter (Berlino, 19 febbraio 1877 – Murnau am Staffelsee, 19 maggio 1962) - in esposizione nelle sale i suoi quadri del periodo passato con Kandinsky -, con la quale ha fondato poi il movimento Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), artisti che si sono uniti sotto l'egida del filone dell'espressionismo tedesco tra 1911 e 1914.
Lo spirito che guida questo viaggio dentro i colori di Kandinsky, è quello di un'artista totale, che ha spaziato tra teatro - con i Quadri da un'esposizione di Modest Musorskij al teatro di Dessau (1928) - alla teoria su colore e musica, come in Lo spirituale nell'arte (1910) e Segno, linea, superficie (1926) - entrambi pubblicati in Italia nella bella collana SE.
La linea che lo guida però è evidentemente l'unione tra suono e colore, d'altronde il melting pot che lo unisce alla Germania gli fa conoscere Schönberg e la Francia Debussy, due ali della sua ricerca gnoseologica che gli fanno redigere il trattato sovracitato volto a enucleare le liasions tra musica e colore, ovvero Lo spirituale nell'arte.
Possiamo quindi stagliare un meraviglioso cammino che gli fa interpretare i colori come strumenti musicali, corde che associano suoni e tinte alle nostre emozioni, prima descritte nei suoi quadri corrispondenti a figure nella o della natura, poi nelle forme astratte, che delimitano lo spazio con triangoli, cerchi, quadrati contenenti colori. La sinestesia, a corona di questa sua ricerca, pone Kandinsky nel novero dell intellighenzia esoterica della Società Teosofica di Madame Blavatsky (Helena Petrovna Blavatsky), vicino a William Butler Yeats e a Thomas Stearns Eliot. Entrambi i poeti e Kandinsky hanno operato una ricerca simbolica sull'unione tra percezioni e stati d'animo, provocati dalla parola letta come suono e dal "suono nel colore", in particolare Kandinsky.
Di qui i titoli hanno un valore unico, come Autunno in Baviera (1908), con dei rosa, gialli, azzurrini che sembrano uscire da una fiaba, probabilmente uno dei periodi piu' felici della sua vita, trascorso nel paesello di Murnau dove è rimasta poi la sua compagna, Gabriele Münter. Accento in rosa (1926) è un quadro con tanti cerchi, di cui uno rosa lieve in alto a destra, a sottolinearne la guida sugli altri, di colore verde, rosa chiaro, giallino, marrone, tutti piu' piccoli. La levità proviene dal rosa, un rosso attenuato, come il dinamismo del colore stesso; fa coppia contrapposta con Leggero (1930), che sottolinea il legame con la musica, in cui il tessuto di colore azzurro mare accoglie una nota, con la sua coda doppia, il corpo e la testa in rosa tea.
Quadro con macchia rossa (1914) è di una complessità che scinde i colori in amalgami, gli uni fusi con gli altri, in forme che si abbracciano e si divincolano, le une nelle altre, formulando nuovi colori e forme che abbagliano nella loro ridondanza di suoni. In questo consiste la celebre lettura di Kandinsky di forme e colori tratta da Lo spirituale nell'arte: determinate forme e colori, mischiati insieme, formulano dei suoni nella loro "necessità interiore di stare insieme".
La fiaccola gialla con il profilo umano di Giallo, rosso e blu ha il suo contraltare nel verdeazzurrino di Una festa intima (1942) in cui è sempre il giallo luminescente ad irrorare energia che schiarisce, che solleva, in un bel cerchio con cornice turchina. Quella spinta all'elevazione che ha guidato Kandinsky verso l'astrattismo e verso il Bauhaus, che gli ha fatto introdurre degli esseri animati, dei simil embrioni, solo nell'ultima fase della sua vita, poichè le sue forme, in sé stesse, con i loro colori, distillavano una vita propria, ed in continua crescita.

