Mittelfest a Cividale del Friuli. La paura come emozione universale e trasversale

Articolo di: 
Cristina Moschioni
Mittelfest

Sono 35 le edizioni di Mittelfest, il festival in scena a Cividale del Friuli, città fondata come roccaforte dell’antico Impero Romano, baluardo sull’ultimo confine dell’estremo oriente italico, un festival nato nel 1991 proprio come apertura su quel Est Europa che da pochissimo si era riaperto all’Occidente. Nella serata d’inaugurazione ufficiale il 18 luglio, il vicepresidente e assessore alla cultura della Regione Friuli Venezia Giulia, Mario Anzil, ha sottolineato come ancora sia attuale il tema del confine, del guardare oltre, del conoscere l’altro.

Questa è stata l’ultima edizione firmata da Giacomo Pedini – sei in totale le edizioni a sua firma – ;  il tema Paura, emozione universale e trasversale, proposta  però anche come opportunità di salvezza, libertà di guardare ciò che spaventa, incute timore e ancora non si conosce, per superarsi e trovare coraggio per raggiungere ciò che si desidera. “Paura è sembrato davvero pensato per i tempi attuali”  ha sottolineato il nuovo presidente di Mittelfest, il giornalista, per molto tempo anche inviato di guerra, Toni Capuozzo.
 
Di quest'edizione del Festival ho scelto di seguire le proposte di danza, ma ho dovuto rinunciare al primo titolo – Adam’s Apple della Company Creama e vincitore del Premio della Giuria Mittelyounger 2026  - e all’ultimo titolo – 8. otto archi_otto corpi della Compagnia Arearea di Udine molto apprezzata e seguita in FVG – perché già sold out prima dell’inizio del Festival, una buona notizia direi!
 
21 luglio. DIALOGUES IN THE DREAM è la nuova creazione di Josef Nadj, che dopo il prestigioso debutto ai primi di luglio al Festival Montpellier Danse, viene presentata in prima nazionale a Cividale. In scena con Ivan Fatjo e le suggestive maschere di Anaelle Impe, sulle musiche di John Cage, Nadj conduce gli spettatori in un’esplorazione poetica dell’interiorità, ispirata al maestro zen Muso e al poeta ungherese Dezső Tandori.

Nadj e Fatjo, da sempre dediti alla ricerca artistica tramite la contaminazione tra più arti, portano in scena una fisicità incredibilmente fluida e armonica: danzatori di esperienza, si muovono nel concetto del teatro di figura danzando con ironia come scivolando dentro e fuori il proprio personaggio mascherato.

Perfetta la scelta musicale di John Cage  - indeterminata, incontrollata, lontana dagli schemi occidentali di organizzazione e razionalità - trascina il corpo e la personalità in un territorio inesplorato. Corpi fluidi, gesti essenziali e maschere che amplificano emozioni e significati danno vita a uno spettacolo intimo, capace di evocare sogni, paure, trasformazioni e misteri senza offrire risposte, ma invitando ciascuno a sondare le proprie domande. I due danzatori propongono sé stessi, vari oggetti e gesti creativi come simboli di argomenti essenziali e anche misteriosi : paura e curiosità del buio e della profondità, della trasformazione, della folla, della morte, del fallimento creativo. Non c'è un vero messaggio da comunicare - perché ci deve essere?  - c'è la sensibilità per la relazione, l'esposizione delle esperienze, l'esplorazione dell’esistenza. Josef Nadj che aveva già partecipato a Mittelfest 2024 con lo spettacolo Full Moon, raccoglie molti applausi, il pubblico rimane sospeso in un’aura misteriosa e malinconica.
 
23 luglio. COPPELIA. UN BALLET MÉCANIQUE di Caterina Mochi Sismondi con Compagnia blucinQue: è un realtà italiana di teatro danza e circo contemporaneo con sede a Torino, fondata nel 2006 e guidata a tutt’oggi dalla regista e coreografa Caterina Mochi Sismondi. Danza classica e contemporanea, circo e contorsionismo, recitazione di testi originali e giocoleria, lo spettacolo unisce tante ispirazioni e arti performative; piacevolissimo da vedere, regia e coreografia in una continua sorpresa di effetti e significati, con oggetti, luci e immagini e l’intrigante elaborazione delle musiche originali del balletto storico di Léo Delibes.

Bellissimi i danzatori-acrobati-giocolieri espressivi, versatili e dalla fisicità vibrante e ammaliante: sono sei e creano un dialogo particolare con la protagonista la bambola Coppelia interpretata dalla strepitosa ballerina acrobata Elisa Mutto: vi è come un’incertezza nella possibilità che offre la vicinanza a una creatura naturale e artificiale allo stesso tempo, loro completi e affascinanti, lei qualcosa in più, misteriosa e  insondabile; sospesa ai propri capelli, supera la gravità, le possibilità fisiche e meccaniche con estrema abilità ma anche ironica e originale tenerezza.

Lo show combina danza e circo insieme in sintonia con le più affascinanti frontiere dello spettacolo contemporaneo ed è di grande effetto fisico e un po’ conturba; spiazza sempre il superamento di certe soglie del corpo anche con risultati in verità poetici e quasi romantici.  Molti applausi e, anche fuori il teatro, saluti calorosi agli artisti.
 
 25 luglio. BEST REGARDS di e con Marco D’Agostin
Con un fuoriclasse come Marco D’Agostin, ballerino/performer/drammaturgo/coreografo pluripremiato e di carriera internazionale (Premio UBU 2018 come migliore performer under 35), Mittelfest propone uno spettacolo originale, fresco e di grande impatto emozionale. Una lettera impossibile per travalicare i limiti della vita, una lettera-spettacolo indirizzata al coreografo e danzatore inglese Nigel Charnock, scomparso nel 2012, maestro e mentore di D’Agostin.

Recitazione ininterrotta che inizia come un’introduzione quasi imbarazzante e una danza espressiva in assolo con oggetti e luci: Marco D'Agostin centra l’obiettivo di vivere una visione in crescendo drammatico che un po' disorienta, fa sorridere, riflettere, ricordare, commuovere. L’artista da solo mette in scena veramente la ricerca di una comunicazione autentica tra lui stesso, il pubblico e Charnock, come una testimonianza d'amore che oltrepassa le tradizioni dei linguaggi, senza paura, nel solco della forza del messaggio di Charnock.

La danza di D'Agostin è quasi metafisica, la fisicità è come superata e il corpo agile, libero, leggerissimo e sincero non ha bisogno di una sintassi per esprimere sentimenti e narrare vicende. Lo spettacolo è costruito con questa libertà coreografica e con la recitazione ininterrotta, la sua voce sensuale e dolce, l'apparire di disparati oggetti, una colonna sonora che da sospiro si fa base musicale e un siparietto di luci che trasmette testi, messaggi, disegni e colori. Un elemento che non ha solo una funzione scenica, ma trasmette forse la presenza luminosa del maestro come oscurità e stella, le parole che risuonano anche nei versi  del ritornello che conclude lo spettacolo e canta anche il pubblico, in una sensazione di interminabile nostalgia. Applausi molto conviti.
 
Il Festival si è concluso domenica 26 luglio con l’annuncio ufficiale del nuovo direttore artistico. Il nome circolava già, ma questa era l’ultima edizione di Pedini e nel rispetto del suo lavoro, la direzione ne ha dato comunicazione solo con l’arrivederci al prossimo anno. Agata Tomšič sarà così la nuova direttrice artistica del Mittelfest di Cividale del Friuli per il triennio 2027-2029, la prima donna a ricoprire questo ruolo dopo 35 edizioni. Nata a Isola, Slovenia, nel 1986 è regista, attrice, drammaturga e intellettuale teatrale, con molteplici esperienze multidisciplinari anche internazionali, fra queste  Schaubühne di Berlino, Odin Teatret di Oslo, ErosAntEros di Ravenna di cui è fondatrice con Davide Sacco; nell’ambito musicale i Laibach e il Quartetto Noûs; dal 2018 codirige il POLIS Theatre Festival di Ravenna. Buon lavoro alla nuova direzione e presidenza Mittelfest.

Pubblicato in: 
GN41 Anno XVIII 10 agosto 2026
Scheda
Titolo completo: 

Cividale del Friuli Mittelfest 

PAURA  – Festival Internazionale di Teatro, Musica, Danza e Circo
16-26 LUGLIO 2026